San Giovanni Rotondo, Barbano: “Nessuno dimentichi che soliti noti non vogliono il bene della nostra città”

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

“La fine dell’esperienza amministrativa che mi ha visto rivestire il ruolo di sindaco di questa città trova ragioni che sono sotto gli occhi di tutti, pur non sempre in maniera completa e corretta. Oggi vorrei che tutti aprissero bene. Proverò ad indicarne alcune di queste ragioni, a cominciare dalle difficoltà - ha detto Filippo Barbano, ex Sindaco di San Giovanni Rotondo -. Ho avuto da subito la sensazione di trovarmi circondato da un esercito di pretendenti che facevano a gara a dire chi fosse bravo e chi meno bravo per la causa, come se stare nel Palazzo fosse come stare nell’asilo dei grandi. Una sensazione, vi assicuro, non edificante, anzi sconcertante per chi ogni giorno doveva misurarsi con i problemi di una comunità. Ed eravamo solo agli inizi”.

“Difficoltà sono emerse subito quando sono state affacciate richieste di avvicendamenti che riguardavano non solo assessori ma finanche il segretario comunale, il che non è un mistero. Richieste perentorie, e già per questo difficili da prendere in considerazione, e poco rispettose delle persone”.

“Ma la situazione è collassata per via di un episodio sgradevolissimo rispetto al quale ho espresso una netta condanna, un fatto grave che ha minato la stabilità dell’Ente in maniera forte, al punto che ho personalmente preso la decisione di dichiarare pubblicamente che qualcuno non poteva essere più parte integrante del gruppo alla luce di questo accadimento, senza mai citare persone e/o fatti”.

“La nostra amministrazione si è sempre più qualificata per l’attenzione a tutte le problematiche sociali, da far valere sempre e comunque, non ad personam. La spazzatura non poteva essere nascosta sotto il tappeto: si chiama trasparenza. A differenza di chi in precedenza aveva volutamente fatto finta di nulla, negando anche l’intervento, per ben due volte, del 118: quell’accaduto è destinato a rimanere un mistero. Ma noi sappiamo che non è così”.

“Sorvolo per carità cristiana su chi andava dicendo “io dovevo essere il sindaco”, palesando la fin troppo “poco chiara” vicinanza al sindaco e all’amministrazione. Nessun problema: sarebbe bastato dirlo a tempo debito che qualcuno aspirava ad essere il “candidato sindaco” ed il posto da candidato poteva essere suo, con i favori di tutta la coalizione, ma a questo signore sfugge un dettaglio non da poco: c’è una sostanziale differenza tra essere candidato sindaco ed essere sindaco. Le vittorie conseguite in discesa, fatemi dire, non conoscono la fatica quotidiana di chi ci ha messo la faccia, con tutto il proprio vissuto in questa vicenda”.

“Nel contempo si è andati avanti con molte difficoltà nei numeri per via di qualche centravanti, il nono consigliere, che ha pensato bene di far sentire il suo peso per scopi marcatamente personali, al punto che il sottoscritto rassegnava le proprie dimissioni. Le dimissioni del sindaco di cui parlo furono presentate, lo ricordo a me stesso, per tentare di ristabilire la democrazia nella politica di San Giovanni Rotondo e non per mettere su un “inciucio”, come taluni hanno continuamente affermato”.

“Ho incontrato tutte le forze politiche, nessuna esclusa, proponendo un accordo amministrativo-programmatico e non politico per portare avanti con senso di responsabilità la gestione amministrativa della città di San Giovanni Rotondo. Non è stato un passaggio scontato o facile perché ci siamo ritrovati in un momento in cui questo proposito sembrava non potersi realizzare, al punto che si profilava il ventesimo giorno per andare tutti a casa. Questo è stato possibile per senso di responsabilità, per alto senso di responsabilità, di due consiglieri che, benché provenienti dal centrodestra, hanno scelto liberamente di volersi impegnare a favore dell’amministrazione e quindi in favore della città. Questo va detto per onestà intellettuale ed è indicativo di chiaro merito”.

“Nessun inciucio, a differenza di altri che pure parlano e parlano tanto e spesso lo fanno anche a sproposito, dicendo delle loro presunte verità che non corrispondono alla realtà. Non è che chi più parla meglio parla”.

“Vado via sereno, come lo sono sempre stato, perché ho operato per tutta la mia comunità come un buon padre di famiglia e senza mai pensare alla prossima campagna elettorale, con spirito di servizio, secondo scienza e coscienza, anche con più di qualche sacrificio, e soprattutto l’ho fatto in piena trasparenza e onestà: questa è una bandiera che posso esporre in qualsiasi momento e in qualsiasi sede”.

“Chiedo scusa se talvolta posso essere sembrato teso nei rapporti interpersonali con tutti coloro che in qualche maniera hanno accompagnato il mio percorso. Ma la fatica di sostenere la responsabilità innanzi a tutta la città ha messo a dura prova la mia pazienza e la mia fibra. Se ho commesso degli errori di valutazione, è accaduto, vi assicuro, in piena buona fede”.

“Non provo rancore verso nessuno. Considero la politica una forma di carità perché questo mi è stato insegnato ed è stata ed è la mia dirittura morale. Adesso, questo è il mio auspicio, le forze politiche sane – e il Movimento 5 Stelle incarna questo valore – dovranno riprendere un dialogo che spero sia fecondo per la nostra comunità. Lo dico con spirito disincantato e sereno”.

“Rinnovo i ringraziamenti a quanti hanno lavorato per la nostra città al fianco dell’amministrazione comunale, alle forze dell’ordine che hanno reso sicuro il cammino per questa strada impervia, un grazie di cuore alla città tutta per la vicinanza che non è mai mancata, per il sostegno che non è mai venuto meno, nemmeno in tanti momenti delicati”.

“Resto convinto da cristiano che la città di San Giovanni Rotondo possa tornare a nuova vita. E mi auguro che lo faccia presto guardando ai bisogni della comunità e non agli interessi dei singoli”.

“Non mi resta che fare i migliori auguri di un lavoro proficuo e sereno per quanti saranno chiamati ad amministrare la nostra città e confido in un sussulto di orgoglio e fierezza della generosa gente di SGR nella speranza che nessuno dimentichi che “i soliti noti” non vogliono il bene della nostra città e allora, come in altri momenti, difendiamoci noi, non ci difenderà nessun altro, perché ricordiamoci: “Lu paese è dellu paesane”.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet