Tanto tuonò che piovve, recita un proverbio sempre attuale, soprattutto da quando, nel circolo del PD di San Severo, si percepiva una bassa pressione, con venti freddi e nubi stratificate (nel tempo) che hanno portato la metà dei componenti/tesserati del direttivo a rassegnare le dimissioni e farsi sentire dalla segreteria provinciale che non può far a meno di prenderne atto. Un’azione che, come viene detto a l’Attacco, dall’articolo 6, c.14 dello Statuto regionale del PD, i firmatari del documento, hanno chiesto agli organi competenti, l’immediata attivazione della procedura di commissariamento del circolo, per avviare una fase congressuale, in vista del doppio appuntamento elettorale del 2027, con le amministrative a San Severo e le politiche per il rinnovo del Parlamento: “A seguito di una lunga e approfondita riflessione politica, oltre venti componenti dell'organismo direttivo del Partito Democratico di San Severo hanno rassegnato le dimissioni. Si tratta di una scelta sofferta, maturata nel tempo, che nasce da divergenze e criticità più volte segnalate e mai realmente superate. Una decisione che non guarda alle persone ma al futuro del partito e alla necessità di restituirgli forza, credibilità e capacità di iniziativa. Le vicende che hanno interessato il Comune di San Severo, i nuovi ingressi nel partito, la necessità d’interpretare i segnali emersi dal referendum, il dibattito sul posizionamento politico del PD e l'esigenza di costruire una proposta autorevole per il futuro della città impongono oggi un'assunzione di responsabilità collettiva. In questi mesi abbiamo più volte chiesto l'apertura di una fase nuova, fondata sulla condivisione delle scelte, sulla partecipazione degli iscritti e sul pieno coinvolgimento degli organismi dirigenti. Al contrario, abbiamo assistito all'allontanamento di numerosi dirigenti, a un tesseramento vissuto a fasi alterne da parte di molti iscritti e a un direttivo progressivamente svuotato delle proprie funzioni. Per questa ragione abbiamo deciso di attivarci secondo quanto previsto dallo Statuto, rassegnando le nostre dimissioni e chiedendo agli organismi competenti di verificare le conseguenze che tale scelta determina sugli assetti dirigenziali del partito”. Il segretario del Pd, Antonio Bubba, sempre disponibile, ha detto a l’Attacco che: “La discussione si sta affrontando attraverso gli organismi provinciali, competente in materia”, ed è questa la linea che anche componenti della segreteria. 

“Le notizie di stampa relative al presunto coinvolgimento di un consigliere dell’ex maggioranza con esponenti della criminalità locale, in relazione all’approvazione di un piano urbanistico, richiedono precisazioni doverose, onde evitare generalizzazioni fuorvianti e strumentalizzazioni politiche nei confronti dell’intero centrodestra foggiano”, scrive il coordinamento di Foggia di Fratelli d’Italia

Nella passata consiliatura, la Regione Puglia si era impegnata ad istituire un fondo da 2 milioni di euro destinato a sostenere i Comuni pugliesi nelle onerose attività di raccolta e smaltimento dei rifiuti sversati illegalmente nelle campagne, a tutela dell’ambiente e del comparto agricolo. Una somma non propriamente sufficiente, che però rappresentava un primo passo da non sottovalutare. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Nicola Gatta, vicepresidente della Commissione Agricoltura, è intervenuto per chiedere un’accelerazione nell'erogazione di queste risorse, fondamentali per dare ossigeno alle casse dei Comuni.

Mimmo Verile, ex sindaco democristiano di Foggia nei primi anni Novanta e uomo della Prima Repubblica, è oggi a capo dell’ASP Istituto dell’Addolorata. Il direttore de l’Attacco Piero Paciello lo ha intervistato in merito alla crisi politica del campo largo a Palazzo di città. 

Quando Episcopo fu scelta come candidata sindaca e poi eletta lei pensò che sarebbe stata all’altezza?
Avevo qualche piccola riserva, perché aveva fatto parte di una giunta, quella di Mongelli. Capivo che sarebbe stato difficile per il centrodestra vincere, dopo che si era chiusa una brutta pagina per la città. In giunta non volle persone che avessero già rivestito ruoli in precedenza e per me fu un grande errore, perché serviva integrare i giovani con persone di esperienza. Vogliamo parlare dell’urbanistica? Stiamo ancora al Piano Benevolo, quello che feci io negli anni Novanta. Perché non si conclude il PUG fatto da Karrer? E’ un piano valido o no? Sarebbe sinonimo di regole precise, richiamerebbe gli investimenti, farebbe crescere l’economia. Poi c’è l’housing sociale, nulla anche su quello. Un immobilismo nell’urbanistica.

Come se lo spiega?
Sono impreparati, serviva l’esperienza di chi conosce i problemi e sa risolverli. Basti pensare alla chiusura del Centro Palmisano, tra le tante vicende. Andiamo verso il terzo anno di mandato. A me dispiace l’attuale situazione, perché da ex sindaco capisco cosa significhi una città priva dell’amministrazione comunale. I problemi sono tanti.

Qual è la sua idea?
Ho ascoltato la dichiarazione della sindaca, molto pesante e sofferta. Coi partiti di una volta, come la DC, prima di ogni consiglio si ragionava tutti insieme nei pre-consigli. Tre sono le componenti importanti: la sindaca, i gruppi consiliari e i partiti. Da chi è stata sfiduciata la sindaca? Se il gruppo consiliare risponde al partito è chiaro che è stato il partito a sfiduciarla.

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