San Severo, Pd polveriera dopo 30mila voti Piemontese a regionali: se ne va un pezzo di gruppo dirigente
Tanto tuonò che piovve, recita un proverbio sempre attuale, soprattutto da quando, nel circolo del PD di San Severo, si percepiva una bassa pressione, con venti freddi e nubi stratificate (nel tempo) che hanno portato la metà dei componenti/tesserati del direttivo a rassegnare le dimissioni e farsi sentire dalla segreteria provinciale che non può far a meno di prenderne atto. Un’azione che, come viene detto a l’Attacco, dall’articolo 6, c.14 dello Statuto regionale del PD, i firmatari del documento, hanno chiesto agli organi competenti, l’immediata attivazione della procedura di commissariamento del circolo, per avviare una fase congressuale, in vista del doppio appuntamento elettorale del 2027, con le amministrative a San Severo e le politiche per il rinnovo del Parlamento: “A seguito di una lunga e approfondita riflessione politica, oltre venti componenti dell'organismo direttivo del Partito Democratico di San Severo hanno rassegnato le dimissioni. Si tratta di una scelta sofferta, maturata nel tempo, che nasce da divergenze e criticità più volte segnalate e mai realmente superate. Una decisione che non guarda alle persone ma al futuro del partito e alla necessità di restituirgli forza, credibilità e capacità di iniziativa. Le vicende che hanno interessato il Comune di San Severo, i nuovi ingressi nel partito, la necessità d’interpretare i segnali emersi dal referendum, il dibattito sul posizionamento politico del PD e l'esigenza di costruire una proposta autorevole per il futuro della città impongono oggi un'assunzione di responsabilità collettiva. In questi mesi abbiamo più volte chiesto l'apertura di una fase nuova, fondata sulla condivisione delle scelte, sulla partecipazione degli iscritti e sul pieno coinvolgimento degli organismi dirigenti. Al contrario, abbiamo assistito all'allontanamento di numerosi dirigenti, a un tesseramento vissuto a fasi alterne da parte di molti iscritti e a un direttivo progressivamente svuotato delle proprie funzioni. Per questa ragione abbiamo deciso di attivarci secondo quanto previsto dallo Statuto, rassegnando le nostre dimissioni e chiedendo agli organismi competenti di verificare le conseguenze che tale scelta determina sugli assetti dirigenziali del partito”. Il segretario del Pd, Antonio Bubba, sempre disponibile, ha detto a l’Attacco che: “La discussione si sta affrontando attraverso gli organismi provinciali, competente in materia”, ed è questa la linea che anche componenti della segreteria.
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