“Le notizie di stampa relative al presunto coinvolgimento di un consigliere dell’ex maggioranza con esponenti della criminalità locale, in relazione all’approvazione di un piano urbanistico, richiedono precisazioni doverose, onde evitare generalizzazioni fuorvianti e strumentalizzazioni politiche nei confronti dell’intero centrodestra foggiano”, scrive il coordinamento di Foggia di Fratelli d’Italia.
“La prima domanda è inevitabile: perché vicende risalenti a sei anni fa vengono riportate alla luce proprio ora, in un momento di grave crisi del centrosinistra foggiano? La risposta appare scontata: si tratta di un tentativo di sviare l’attenzione dall’unico vero tema, ovvero le dimissioni della Sindaca e il fallimento del campo largo nella gestione della città di Foggia”.
“Sul merito, è necessario chiarire alcuni punti con nettezza. Dalle carte processuali, il proponente del piano urbanistico, il signor Di Santo, non risultava coinvolto in alcuna vicenda penalmente rilevante: era una persona che mai era stata sospettata di nulla”.
“Se la magistratura avesse davvero individuato relazioni tra il proponente e gruppi malavitosi, perché non è intervenuta con atti formali? Bastava un avviso di garanzia, o anche una semplice indiscrezione di stampa, per fermare l’iter deliberativo in Consiglio. Nulla di tutto ciò è avvenuto. Il Consiglio comunale, del resto, non si inventa gli atti che vota: approva o respinge provvedimenti predisposti dalla struttura burocratica, nel rispetto delle procedure. Non spetta ai consiglieri svolgere indagini giudiziarie, né rispondere di comportamenti individuali che, ove accertati come illegali, dovranno essere severamente puniti dalla legge”.
“Va ricordato che quella delibera approdò in aula a seguito di un lungo contenzioso tra TAR e Consiglio di Stato, che avevano formalmente ingiunto al Comune di pronunciarsi. La maggioranza adempiva a un preciso obbligo di legge”.
“Quanto agli esponenti M5S che oggi invocano il PUG, fu il centrodestra a riprendere l’iter abbandonato dalle giunte Ciliberti e Mongelli, a riallacciare il rapporto con il professor Karrer — scelto dal PD nel 2005 — e ad approvare il DPP nel maggio 2019, nominando peraltro presidente della commissione Urbanistica un autorevole e stimato rappresentante del Movimento 5 Stelle. Insomma, un progettista scelto dal PD e un presidente della commissione urbanistica del M5S, rappresentano chiari presupposti di trasparenza e coinvolgimento”.
“Nei due anni e mezzo di governo la maggioranza a Palazzo di Città, il PUG non è mai approdato in Consiglio comunale, nonostante Karrer abbia dichiarato il lavoro ultimato ed emesso regolare fattura. Il campo largo ha fallito. I cittadini meritano risposte, non depistaggi”.
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