Foggia, altri 20 giorni di stillicidio dopo le dimissioni di Episcopo. Tutti gli errori del mini-rimpasto
Dimissioni annunciate in mattinata e poi protocollate nel pomeriggio, che danno inizio a 20 giorni di tempo per tentare l’impresa disperata di rimettere insieme i cocci del campo largo progressista. E’ quanto fatto ieri dalla sindaca di Foggia Marida Episcopo, arrivata in aula consiliare con la lettera di addio in mano e pronta a fare le proprie comunicazioni quando, a pochi minuti dall’inizio della seduta finalizzata all’approvazione del bilancio consuntivo 2025, l’assenza del numero legale ha costretto la presidente dell’assise Lia Azzarone a mettere fine anzitempo alla riunione. “Ma io volevo intervenire durante la seduta”, ha detto Episcopo ad Azzarone. “Allora parlerò nella mia stanza”. Non si è più vista: per ore la stampa l’ha attesa invano, quelle comunicazioni non ci sono più state, a quanto pare perché frenata dal Pd e altri pezzi della disgregatissima maggioranza in carica dall’autunno 2023. Silenzio interrotto nel pomeriggio, quando con un video su Facebook l’ex provveditrice agli studi ha tentato di difendersi: “In aula stamattina non c’erano i numeri. Mancavano grossi numeri del M5S e, stranamente, anche due consiglieri socialisti, che il giorno prima avevano acclamato il nome del loro assessore. Ho sempre detto, sia alle opposizioni che alla mia maggioranza, che quando avessi avuto contezza che il pavimento sotto i piedi potesse scricchiolare, avrei agito di conseguenza, perché credo che il valore della dignità umana sia impareggiabile e impagabile. Per me lo status, la poltrona e gli emolumenti mensili non contano. Conta la dignità del lavoro, credo di aver lavorato con un impegno totalizzante. Lascio ben sapendo che tutti gli indici ufficiali statistici sono in grande risalita, lascio perché se sei sfiduciata dai numeri di fatto sei sfiduciata nella funzione. Ritengo ingiusto essere soccombente rispetto alla scelta deliberata di poche persone, dopo oltre 36.900 voti ottenuti al primo turno. Ma tale è il diritto dell’ente e lo rispetto. Con le mani pulitissime abbiamo portato a compimento gli obiettivi che ci eravamo prefissati: innumerevoli opere pubbliche, concorsi privi di contenziosi, scuole funzionanti dal primissimo giorno, strade rifatte, sblocco di cantieri impossibili. Ogni azione è stata priva di rilievi da parte delle autorità competenti. Uno stile di lavoro legalitario, anticorruttivo. Lascio sapendo che i miei cittadini potranno capire il perché di questo abbandono, che discende da una lettura obiettiva e autentica della realtà: in consiglio comunale non ci sono i numeri. In questo periodo la figura rilevante sarà Lucia Aprile, la vicesindaca espressione del M5S. In questi 20 giorni si andrà avanti con le attività ordinaria e col voto sul consuntivo in seconda convocazione. Due anni e mezzo sono un tempo non esaustivo per raggiungere tutte le mete auspicate”. Infine la conclusione, con un “abbraccio avvolgente a chiunque vorrà credere in me”.
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