La Capitanata si conferma uno dei laboratori politici più interessanti del movimento Futuro Nazionale, la realtà ispirata al generale Roberto Vannacci che continua a consolidare la propria presenza in provincia di Foggia. A certificarlo sono i numeri illustrati da Massimo Russo, referente provinciale del Comitato Costituente “Foggia 53”, che traccia un bilancio particolarmente positivo dell’attività svolta negli ultimi mesi. “Il bilancio è molto positivo, va oltre le nostre stesse aspettative. Siamo partiti praticamente da zero, con mezzi limitati e poche risorse economiche, ma siamo riusciti a costruire una presenza capillare senza affidarci a blocchi di interesse o a figure portatrici di pacchetti di consenso. Il nostro consenso nasce dall’incontro diretto con i cittadini che si avvicinano ai gazebo, si informano sulle nostre idee e condividono la necessità di difendere sicurezza, lavoro e identità delle comunità”. Secondo Russo, il radicamento del movimento trova conferma nei risultati raggiunti in provincia di Foggia: “La Capitanata ha ottenuto un risultato straordinario con 2.500 iscritti e 17 comitati costituiti. A San Severo, inoltre, stiamo registrando numerose richieste di adesione provenienti anche da amministratori e dirigenti dell’area di centrodestra, richieste che valuteremo con attenzione”. Parole che assumono un significato particolare alla luce del terremoto politico che ha investito nelle ultime ore il Comune di San Severo. Il commissariamento dell’ente, disposto dal prefetto di Foggia Paolo Giovanni Grieco dopo le dimissioni contestuali di tredici consiglieri comunali, ha sancito la fine anticipata dell’esperienza amministrativa guidata dalla sindaca Lidya Colangelo. Una conclusione che certifica il fallimento di un progetto politico nato con l’ambizione di rappresentare il rilancio del centrodestra cittadino e progressivamente logorato da divisioni interne, conflitti personali e continui scontri di potere. La crisi di San Severo va oltre la dimensione amministrativa e assume un valore simbolico per l’intero panorama politico provinciale. La caduta dell’amministrazione apre infatti una riflessione sulla capacità dei partiti tradizionali di selezionare una classe dirigente credibile e di mantenere un rapporto stabile con il proprio elettorato. In questo contesto si inseriscono le riflessioni dell’avvocato Bruno Savino già assessore alle Politiche Sociali ed ex dirigente cittadino di Fratelli d’Italia, che non ha nascosto il suo iniziale interessamento verso il progetto politico promosso da Vannacci, che muove le sue ragioni dalla consapevolezza che il centrodestra in Capitanata paga lo scotto di troppi protagonisti che non hanno né le qualità né la consapevolezza dei propri limiti, dice Savino e che spesso finiscono per ostacolare chi vuole realmente lavorare nell’interesse della città”.
Savino non nasconde l’amarezza per l’epilogo dell’amministrazione Colangelo. “Quella che si è consumata è una sconfitta per tutti. Quando cade un’amministrazione perde l’intera comunità. Adesso ci attende oltre un anno di gestione commissariale e ancora una volta il bene della città rischia di essere sacrificato a logiche di potere e accordi costruiti lontano dal territorio”. Ma non tutti i mali, si sa, vengono per nuocere, riferisce Savino. Per l’ex assessore il civismo potrebbe rappresentare uno degli strumenti per ricostruire una proposta politica credibile. “Non intendo disimpegnarmi. Continuerò a lavorare per la città e mi auguro che i vertici provinciali e regionali di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Futuro Nazionale si interessino realmente di San Severo, valorizzando chi possiede competenze e capacità amministrative”. Sul possibile approdo nel movimento di Vannacci, Savino mantiene una posizione prudente ma non esclude alcuno scenario.
“Ho incontrato il generale Vannacci e il suo progetto mi ha colpito positivamente. In questa fase osservo con attenzione ciò che sta accadendo. Molti amici hanno già aderito a Futuro Nazionale e si tratta certamente di una realtà che guarda all’area del centrodestra”. Pur mantenendo aperto il dialogo con Futuro Nazionale, Savino non chiude definitivamente la porta a Fratelli d’Italia. “Continuo a nutrire profonda stima nei confronti di Nicola Gatta. Se dovesse aprirsi una vera fase di riorganizzazione del partito a livello cittadino, capace di superare gli errori del passato, non avrei alcuna difficoltà a valutare un riavvicinamento”. Il riferimento di Savino va chiaramente ai dissidi venutisi a creare con il capogruppo in Consiglio comunale Leonardo Lallo, e riferimento più riconoscibile del partito in città, è stato per due anni uno dei protagonisti delle principali scelte politiche che hanno accompagnato la vita dell’amministrazione Colangelo.
Le vicende di San Severo fotografano con chiarezza il momento di trasformazione che attraversa il centrodestra foggiano. Da una parte emergono nuove realtà capaci di intercettare consenso e malcontento; dall’altra i partiti tradizionali sono chiamati a fare i conti con divisioni, personalismi e scelte che hanno progressivamente allontanato una parte del proprio elettorato. In questo scenario Futuro Nazionale prova a ritagliarsi uno spazio politico sempre più ampio, puntando sul radicamento territoriale e sulla crescente insoddisfazione di amministratori, dirigenti ed elettori in uscita dalle forze tradizionali del centrodestra. E proprio San Severo potrebbe diventare nei prossimi mesi il primo vero banco di prova della nuova geografia politica della Capitanata, un laboratorio destinato a misurare la capacità delle nuove leadership di trasformare il consenso in una proposta amministrativa credibile.
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