A Palazzo Celestini è stato da poco nominato il commissario straordinario Francesco Antonio Cappetta, ma a San Severo la politica guarda già oltre. Salvo sorprese, i cittadini dovrebbero essere chiamati a eleggere il nuovo Sindaco nella primavera del 2027, al termine di un anno di gestione commissariale che dovrà accompagnare la città fuori dalle macerie lasciate dalla fine anticipata dell’amministrazione guidata da Lidya Colangelo. È ancora troppo presto per parlare di candidature ufficiali, ma le manovre sono già iniziate e i primi scenari si intravedono sia nel centrosinistra sia nel centrodestra. In entrambi gli schieramenti, però, il principale problema resta lo stesso. Trovare una sintesi dopo mesi di tensioni e divisioni che hanno segnato la vita politica cittadina. Nel campo progressista il rischio più evidente è quello di una partenza in ordine sparso. A coltivare legittime ambizioni da primo cittadino sono infatti sia Angelo Masucci, candidato Sindaco del centrosinistra nel 2024 e oggi espressione del Movimento 5 Stelle, intenzionato a riprovarci dopo la sconfitta contro Colangelo, sia Francesco Sderlenga, tra i dirigenti più in vista del Partito Democratico locale e considerato da molti uno dei possibili protagonisti della prossima competizione elettorale. Le rispettive aspirazioni alla candidatura potrebbero trasformarsi in un ostacolo per la costruzione di un campo largo realmente unitario. Da qui al 2027, tuttavia, sono destinate a moltiplicarsi le interlocuzioni. Anche a San Severo, infatti, gli equilibri locali finiranno inevitabilmente per intrecciarsi con quelli nazionali. Nello stesso anno sono previste le elezioni politiche e nessuno può escludere che le strategie dei partiti vengano influenzate anche da ciò che accadrà ai livelli superiori. Nel Pd il tema della leadership resta aperto. La tradizione delle primarie continua a rappresentare il metodo più probabile per individuare il candidato Sindaco. Oltre a Sderlenga, tra i nomi che circolano con maggiore insistenza figura quello di Mariella Romano. Non viene escluso neppure un ritorno di Simona Venditti, assessora ai Servizi sociali durante l'amministrazione guidata da Francesco Miglio e ancora considerata una personalità con un proprio seguito politico. Proprio Miglio rappresenta una delle variabili più interessanti. L'ex Sindaco, dopo la delusione per la mancata elezione alle regionali del novembre 2025, potrebbe valutare un ritorno sulla scena cittadina. Per chi lo conosce, l'idea di una nuova candidatura nella sua San Severo non appare affatto peregrina. Molto dipenderà dalle condizioni che matureranno nei prossimi mesi e dalla capacità del centrosinistra di trovare un equilibrio tra le diverse anime della coalizione. Masucci, dal canto suo, proverà a giocare la carta dell'unità. L'obiettivo sarebbe quello di costruire attorno al proprio nome una convergenza ampia che coinvolga Pd, M5S e forze civiche, evitando possibilmente il passaggio delle primarie dem. Un percorso tutt'altro che semplice, soprattutto se dovessero consolidarsi altre aspirazioni all'interno del partito di maggior peso della coalizione. Se il centrosinistra deve fare i conti con il rischio di una competizione interna, il centrodestra appare alle prese con una frattura ancora più profonda.
Le dimissioni che hanno decretato la fine dell'esperienza Colangelo hanno prodotto una distanza politica evidente tra Fratelli d'Italia e il resto della coalizione. La consigliera comunale leghista Marianna Orlando e l'ex presidente del Consiglio comunale Rosa Caposiena sono state tra le protagoniste del percorso che ha portato alla caduta dell'amministrazione, mentre i meloniani sono rimasti fino all'ultimo al fianco della Sindaca. Una contrapposizione che oggi sembra rendere molto difficile qualsiasi dialogo. Se nei prossimi mesi non dovesse maturare una ricomposizione, complice anche l'assenza di cambiamenti nella governance cittadina di Fratelli d'Italia, attualmente rappresentata dall'ex capogruppo consiliare Leo Lallo, non può essere esclusa l'ipotesi di una corsa autonoma del partito di Giorgia Meloni, magari accompagnato da alcune liste civiche dell'area conservatrice. In questo scenario i nomi che vengono indicati come possibili candidati sono quelli di Luciana de Lallo, assessora al Personale durante la giunta Colangelo, e di Grazia Casale, consigliera comunale di maggioranza nella stessa esperienza amministrativa e candidata alle regionali dello scorso novembre in tandem con il coordinatore provinciale del partito e consigliere regionale Giannicola De Leonardis.
Sul fronte opposto, Forza Italia, Lega e le altre componenti civiche del centrodestra potrebbero invece tentare la strada di una candidatura più trasversale, capace di aggregare mondi differenti e di superare le tensioni che hanno accompagnato gli ultimi mesi della consiliatura. Tra le possibili sorprese figura anche Bruno Savino. Ex assessore della giunta Colangelo in quota Fratelli d'Italia, nel corso del 2025 è stato prima allontanato dall'esecutivo e successivamente ha rotto con il partito. La recente adesione a Futuro Nazionale potrebbe offrirgli una nuova piattaforma politica grazie alla spinta del movimento fondato dal generale Roberto Vannacci. Al momento si tratta soltanto di una suggestione, ma l'idea di una candidatura a Sindaco viene già accarezzata da chi segue da vicino le dinamiche del centrodestra cittadino. Restano poi alcune grandi incognite che continuano ad aleggiare sulla vicenda amministrativa appena conclusa. La prima riguarda Gigi Marino, l'ex assessore ai Lavori pubblici attorno al quale si sviluppò la prima grande crisi politica dell'amministrazione. Nel gennaio 2025 la vicenda ribattezzata Marino Gate, nata da un'inchiesta de l'Attacco su presunti affidamenti diretti sottosoglia ad amici, aprì una fase di forte turbolenza politica destinata a lasciare segni profondi nella maggioranza. Marino si è dimesso pochi giorni prima dell'ultimo Consiglio comunale. In quella seduta, la Sindaca Colangelo lo ha accusato pubblicamente di averla sequestrata nel suo ufficio a Palazzo Celestini. Accuse alle quali l'ex assessore ha reagito presentando una querela. Quale sarà il suo futuro politico, al momento, resta difficile da prevedere.
Ancora più complessa appare la posizione di Giuseppe Manzaro, sodale di Marino, considerato per lungo tempo l'eminenza grigia dell'esperienza Colangelo e definito da l'Attacco il sindaco-ombra per l'influenza politica attribuitagli nei confronti dell'allora prima cittadina. Il suo nome è tornato indirettamente al centro dell'attenzione dopo l'ultimo Consiglio comunale, quando la Sindaca, senza citarlo espressamente, ha parlato di ricatti legati alla propria sfera femminile e sessuale. Non è noto se quelle dichiarazioni abbiano avuto un seguito giudiziario attraverso la presentazione di denunce. Anche sul destino politico di Manzaro, dunque, prevalgono le incognite. A un anno dal voto, l'unica certezza è che la partita è appena cominciata. Le ferite lasciate dalla fine anticipata dell'amministrazione Colangelo sono ancora aperte e rendono prematuro qualsiasi pronostico. Nel frattempo, però, partiti, movimenti e gruppi civici hanno già iniziato a guardare oltre il commissariamento. La lunga corsa verso le comunali del 2027 è partita molto prima del previsto.
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