Iaccarino: “Mandato durerà, non c’è dissidio che tenga. A metter d’accordo tutti saranno nuove indennità”

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Sulle battute finali delle trattative per la composizione della giunta che sarà guidata dalla Sindaca Episcopo, e circa la tenuta della neo amministrazione, è “brutale”, come lui stesso afferma, l’analisi a l’Attacco di Leo Iaccarino, ex Presidente del Consiglio comunale che, al netto delle sue vicende giudiziarie in corso, conosce le dinamiche politico-amministrative che possono risiedere in un mandato di governo. E per Iaccarino non c’è schermaglia interna che possa mettere a repentaglio la solidità del mandato di Episcopo rispetto, cioè, alle mire dei quattro maggiori attori (Pd, M5S, Azione-Tempi Nuovi e Con), ma anche delle formazioni minori, del campo largo progressista per questo o quel numero di rappresentanti in quota nel nuovo esecutivo; per questa o quella tipologia di assessorato. Nessun vincitore, né sconfitto nelle trattative: secondo Iaccarino tutti uniti, invece, nei soldi, vera, unica garanzia che il mandato durerà a lungo e per intero.

“Oggi – afferma - i sindaci eletti nei capoluoghi di provincia sono i veri egemoni dell’amministrazione. Diversamente da quanto accaduto fino all’ultima consiliatura, le indennità economiche di carica per consiglieri comunali, presidente del consiglio, assessori, vicesindaco e sindaco sono lievitate quasi al triplo delle somme erogate in passato. Ciò significa una cosa molto importante: gli eletti in assise consiliare non ascolteranno più nessuno tra i rispettivi partiti e riferimenti politici d’appartenenza. Ad oggi, l’indennità piena del consigliere comunale ammonta a oltre 2mila euro al mese, a fronte dei nemmeno mille euro che percepivano i vecchi consiglieri. Vorrei capire – prosegue Iaccarino – il motivo per cui un sindaco dovrebbe essere debole rispetto alle richieste che avanzano i partiti o i loro rappresentanti. Credo, invece, che Episcopo, pur di iniziare il suo mandato, ora accontenterà furbescamente tutti, ma a breve, tempo 6 mesi, farà un rimpasto di giunta a suo piacimento. Perché il potere di far cadere un’amministrazione ce l’ha solo il consiglio comunale, con una mozione di sfiducia che abbia i numeri in aula: posso, però, mettere la mano sul fuoco sin da adesso che nessun consigliere comunale, neppure dall’opposizione, lo farà mai. Sono certo che Episcopo durerà 5 anni, sulla base di questi semplici e utilitaristici presupposti. I consiglieri comunali - ribadisce - non rinunceranno mai ad uno stipendio di 2mila euro al mese per mandare, eventualmente, a casa il Sindaco. Lo constatai io quando ero presidente del consiglio e le indennità di carica erano molto più basse. Ebbene, pur in dette circostanze, nel momento in cui dovevo essere promotore della mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco (l’ex primo cittadino Franco Landella, ndr) vennero da me consiglieri di maggioranza e opposizione a restituirmi pensieri di questo tenore: ‘Scusa Leo, io prendo 850 euro da consigliere, soldi con cui posso pagarmi il mutuo di casa e togliermi qualche sfizio extra: se ora andiamo a casa, a me questi soldi chi me li dà?’. Potrei fare nomi e cognomi, senza problemi”, chiosa sul punto.

Per Iaccarino, dunque, almeno al momento, Episcopo farà buon viso a cattivo gioco a tutte le richieste dei maggiori partiti, salvo poi cambiare atteggiamento nel giro di poco tempo. “Oggi la Sindaca può accontentare i vari Clemente, Cusmai, Furore, Piemontese (maggiorenti delle principali forze del campo largo) così da formare la giunta e partire, ma sono sicuro che quando anche un solo assessore incomincerà ‘a tirare la testa fuori dal sacco’ lei lo manderà dritto a casa, anche perché va ricordato che gli incarichi di giunta sono conferiti e mantenuti sulla base dei rapporti di fiducia che il primo cittadino ha nei confronti dell’assessore stesso. Hai voglia i partiti a dare ora indicazioni alla Sindaca per la composizione della giunta sotto, magari, il ricatto che se manderà a casa gli assessori da loro indicati faranno altrettanto con lei. Episcopo – ipotizza Iaccarino - risponderebbe: ‘E allora trovatemi anche un solo consigliere comunale disposto a una mozione di sfiducia nei miei confronti’; sicura che nessuno lo farà. In queste ultime settimane è stata finemente addestrata – afferma l’interlocutore de l’Attacco - da qualcuno che magari non fa neppure parte dei partiti ma che conosce bene la macchina politico-amministrativa e che le ha fatto ben capire come il suo mandato potrà reggere serenamente per 5 anni”.

Iaccarino, quindi, non saprebbe indicare quale partito, a suo parere, si stia giocando meglio la partita del governo e quale, invece, peggio? “Di solito dipende sempre dal rapporto personale che si ha con il Sindaco – replica -, il quale quando ti riconosce come un debole ti tratta da tale, quando invece comprende che c’è qualcuno che può dar fastidio allora lo accontenta. Va così. Ma, come detto, la Sindaca adesso rinuncerà a tante sue scelte personali pur di accontentare, con l’obiettivo di avviare il suo governo, i più forti del campo largo: poi una volta partita, invece, le basteranno pochissimi mesi per il primo rimpasto di giunta, versante sul quale anche le trattative intercorse in queste settimane parlano, anche lì, sempre e solo di una questione di soldi, le diverse migliaia di euro, cioè, che oggi un assessore, e ancor più un vicesindaco, ottiene con l’indennità di carica. Però, ripeto, il potere esclusivo lo avrà soltanto la Sindaca: qualche mese di rodaggio e ciò accadrà. E anche i vari Clemente, Cusmai e tutto il resto della truppa rischieranno di andare a quel paese. Sono loro, infatti, quelli che si devono preoccupare, perché le scadenze elettorali portano alle elezioni regionali con l’election day delle Europee del prossimo giugno. Tutti i dominus dei partiti di maggioranza si devono dunque preoccupare di essere eletti o rieletti nelle assise a cui ambiscono o da cui provengono: si deve preoccupare l’europarlamentare Furore di essere rieletto a Bruxelles, si deve preoccupare Cusmai e, tra gli altri, anche il consigliere regionale Clemente. Sono loro a dover temere sussulti nel governo cittadino, non certo Episcopo, cui basterà gestire i suoi 5 anni di mandato nel migliore dei modi”.

Ma i rumors sulle recenti acredini tra Episcopo e Furore (anche se smentiti da quest’ultimo) dove li mette Iaccarino? “Cose che ad Episcopo non destano paura – risponde - perché sa che quando anche i 5 consiglieri pentastellati assaporeranno le prime dolcissime indennità economiche non ci penseranno nemmeno per scherzo a farle sgambetti, inizieranno ad agire autonomamente anche loro, voltando le spalle ai propri referenti. Escluso qualcuno alla Mainiero, funzionerà così per tutti: l’unico obiettivo sarà perseguire un mandato pieno da 150mila euro”.

E i civici di minor peso (vedi Popolari per Foggia e Italia del Meridione, che hanno eletto un consigliere a testa), i quali reclamano anche loro un posto al sole? “Se son furbi – la ricetta di Iaccarino - devono costituire un gruppo unico per poter rivendicare con più forza un assessorato, che, probabilmente, così facendo, potrebbero ottenere già al primo rimpasto di giunta, magari a scapito del Pd o dei 5 Stelle, cui Episcopo a breve non darà più neppure ascolto per le ragioni che ho già elencato”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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