Revoca cittadinanza a Mussolini, Angiola: “Una pagliacciata”. De Sabato: “Magari chiedi scusa pure a Netanyahu”

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Quando la politica non ha soluzioni, inventa sceneggiate. Togliere la cittadinanza a Mussolini è una pagliacciata, utile solo a riempire il vuoto d’idee. Intanto le strade crollano, i giovani se ne vanno, le imprese chiudono, ma loro perdono tempo con una cittadinanza concessa più di cento anni fa, nel 1924. Siamo ostaggi di un’eterna, sterile contrapposizione tra fascisti e comunisti, che serve solo a tenere in piedi un teatrino stanco. Fumo, rumore e nulla. Mentre il presente affonda, loro giocano coi fantasmi”. Lo dichiara Nunzio Angiola, consigliere comunale a Foggia, segretario provinciale del movimento politico Cambia.

“Caro Nunzio, sì, hai ragione: la revoca della cittadinanza a Mussolini è proprio una pagliacciata. D’altronde, cosa vuoi che sia il dovere antifascista sancito dalla Costituzione, la memoria delle vittime, il rispetto della storia. Tutte sciocchezze, no? Meglio pensare alle strade e alle imprese – che improvvisamente interessano solo quando si deve difendere Mussolini. Del resto, se un Comune decide di togliere l’onorificenza al dittatore responsabile di leggi razziali, guerre coloniali e alleanza con il nazismo, dev’essere sicuramente per distrarre dai problemi. Non può mai essere che lo faccia per dignità. O peggio ancora: per educare".

"E poi, detto tra noi, chi siamo noi per giudicare il povero Benito? Magari tra un po’ chiederai anche scusa a Netanyahu, in nome della moderazione. Ah, vero. Tu insegni all’università. E noi che pensavamo che il sapere servisse a coltivare spirito critico, non a fare propaganda d’accatto. Che ingenui. Quanto alla politica: se davvero stai preparando il tuo ingresso nel campo largo, sappi che c’è un dettaglio che ancora vale per tutti – almeno per ora – e cioè che Mussolini non merita cittadinanze onorarie, né ora né mai. E chi non lo capisce, più che largo, ha solo lo stomaco stretto".

"La revoca non è un teatrino, è un atto di civiltà. Ma se vuoi occuparti di fantasmi, puoi sempre aprire uno sportello psicologico per nostalgici del Ventennio. Con spirito critico (e un pizzico di decenza storica)”. Questa la replica di Antonio de Sabato, consigliere comunale a Foggia, leader del movimento politico Progetto Concittadino. 

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