Indagine sul mega appalto ad Amiu: Pd, Sinistra Italiana e Verdi restano a strenua difesa della spa barese

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Sono opposte le reazioni della politica foggiana all’indagine della Procura di Foggia sull’affidamento diretto alla partecipata Amiu Puglia spa, da parte del Comune capoluogo, per ulteriori 9 anni, del servizio di igiene urbana all’impresa partecipata (per un importo complessivo di 203.017.107,86 euro). Una decisione assunta sulla base di dati errati della raccolta differenziata e nonostante un servizio scadente. Mercoledì scorso una trentina di militari delle Fiamme Gialle si sono presentati negli uffici comunali, nelle due sedi Amiu di Foggia e Bari, nonché nell’impianto di Passo Breccioso a Foggia. Le informazioni di garanzia sono state notificate all’ingegnera Concetta Zuccarino, dirigente all’urbanistica (autrice della relazione discussa che ha dichiarato la convenienza per l’ente a restare con Amiu), e all’ingegner Antonello Antonicelli, direttore generale di Amiu Puglia spa.

Ieri diversi eletti di Capitanata su queste colonne hanno invitato il nuovo commissario straordinario del Comune Vincenzo Cardellicchio a rivedere la questione. “Poiché ho molta fiducia nel nuovo commissario mi auguro si riveda il tutto anche per una sorta di autotutela”, ha detto l’europarlamentare e coordinatore provinciale M5S Mario Furore. “Mi sembrò alquanto discutibile dal punto di vista politico e amministrativo che il commissario decidesse di stipulare un contatto pluriennale a fronte di un affidamento in house senza gara”, le parole della senatrice FdI Annamaria Fallucchi. Fino alle associazioni e agli avvocati firmatari degli esposti da cui è scaturita l’indagine giudiziaria, per i quali “sarebbe opportuno che la commissione valutasse l’opportunità di risolvere il contratto, basato su presupposti ben diversi dalla realtà”.

Ma c’è anche chi difende tuttora la scelta dei commissari di riaffidare il servizio ad Amiu. Le diverse posizioni della politica locale sulla spa apparvero evidenti a novembre scorso, quando in piena emergenza rifiuti in città le associazioni organizzarono un evento pubblico al Conart. Il M5S, presente con Rosa Barone e Giovanni Quarato, espresse contrarietà al riaffidamento, perplessità sulla gestione del servizio e necessità di una gara pubblica o di una municipalizzata che sia davvero di Foggia e non di Bari. La Lega era presente col segretario Antonio Vigiano, mentre il consigliere regionale Joseph Splendido in quei giorni parlò della necessità di una società in house del solo Comune di Foggia. Anche FdI, presente col segretario Mario Giampietro, si dichiarò a favore di una municipalizzata foggiana. Sinistra Italiana, tramite il segretario Mario Nobile, fece intervenire telefonicamente l'assessora regionale all'ambiente Anna Grazia Maraschio mentre Fedele Cannerozzi parlò a difesa di Amiu e del riaffidamento. Il consigliere regionale lucerino Antonio Tutolo promise di portare la questione in consiglio a Bari.

Fu del tutto assente il Pd. Stando a indiscrezioni in un'assemblea interna dei dem l’ex parlamentare Colomba Mongiello avrebbe affermato che il Pd non doveva partecipare a tali incontri perché “Amiu è roba nostra”. Chi nel centrosinistra lo scorso autunno, quando fu presa la decisione dell’affidamento per altri nove anni, difendeva la via del pubblico e dunque di Amiu non ha cambiato oggi posizione a seguito dell’indagine giudiziaria.

“Non ho elementi per esprimere un commento sull’indagine”, afferma a l’Attacco Davide Emanuele, segretario cittadino del Pd. “Le attività di polizia giudiziaria disposte dalla Procura della Repubblica di Foggia suppongo seguano gli esposti presentati e serviranno a chiarire le cose a beneficio di tutti, anzitutto di noi cittadini che vogliamo una città pulita e una gestione pubblica e moderna del servizio di raccolta dei rifiuti. Da questo punto di vista, a me pare evidente che da qualche mese il servizio sia migliorato. Aver interrotto la catena infinita delle proroghe disposte da Landella e avallate dal centrodestra sta facendo bene alla città”.

Il Pd resta dunque convinto che l’affidamento diretto, senza gara, sia stata una buona scelta?

Eppure lo stesso Comune ha ammesso che i dati della raccolta differenziata erano errati e oggi c’è chi chiede un ripensamento della questione.

“Resto dell'idea che in quel settore preferisco un servizio a gestione pubblica”, conclude laconico Emanuele. Sulla stessa linea è Europa Verde, come evidenzia l’avvocato Fabrizio Cangelli, co-portavoce provinciale. “Come ho avuto modo di dire a suo tempo, i Verdi, in tutta Italia, sono favorevoli alla gestione pubblica del servizio di igiene ambientale”, spiega a l’Attacco.

“In particolare nella terra della quarta mafia, il pubblico è garanzia di trasparenza in un settore abbastanza complicato. Se non sbaglio, il contratto prevede la possibilità di sanzioni o addirittura di revoca in caso di disservizi perpetrati per un lungo periodo, quindi c'è una possibilità di uscita che il Comune si è ritagliato. Sulle indagini non mi esprimo ma confido nell'operato della magistratura. Le responsabilità penali, se ve ne sono, sono personali. Altra cosa è l'idea politica della gestione del servizio di igiene ambientale che prescinde dalle questioni giudiziarie. In altre parole: vogliamo far gestire i rifiuti al pubblico o al privato? Noi siamo per il pubblico”, ribadisce Cangelli.

Articolata l’analisi dell’avvocato Fedele Cannerozzi di Sinistra Italiana. “Premetto che ognuno ha il diritto di fare gli esposti che ritiene, se pensa che vi siano fatti di rilevanza penale”, dichiara a l’Attacco.

 “Spetta alla magistratura fare le indagini e le valutazioni giuridiche che ritiene. E sono certo che ciò sarà fatto con la competenza e la cura che la Procura della Repubblica di Foggia ha sempre dimostrato. Osservo che la contestazione principale che gli autori dell’esposto avanzano è che l’affidamento ad Amiu sia illegittimo perché non può essere considerata una società in house. Mi permetto di dissentire da tale ricostruzione giuridica: l’Amiu è società in house del Comune di Foggia il quale esercita sulla stessa il controllo analogo, nelle forme e secondo le modalità che la legge prevede. Non si tratta, pertanto, di un affidamento diretto – ovvero ricorso al mercato e affidamento a soggetto privato senza una gara, attività assolutamente illecita – ma di un affidamento ad una propria società in house, attività, al contrario, del tutto lecita e, per quello che mi riguarda, assolutamente auspicabile. Auspicabile perché il servizio di igiene urbana è servizio essenziale, coinvolge interessi fondamentali dei cittadini ed è bene che – se vi sono le condizioni, e nel nostro caso ci sono – deve essere di gestione pubblicistica. Dunque, se si discute della legittimità dell’affidamento ad Amiu, sono convinto che ci sia”, prosegue Cannerozzi.

“Se invece si discute della qualità del servizio allora qualcosa da dire ce l’avrei. E non tanto e non solo per il passato - in merito al quale sarebbe opportuno indagare maggiormente le ragioni di una inefficienza e insufficienza del servizio, che non sono solo di Amiu - ma anche e soprattutto per il futuro. Penso che sia compito dell’amministrazione che verrà mettere mano al piano industriale che è alla base del contratto con Amiu, rivederlo, riscriverlo, prevedendo obiettivi e modalità diversi per la raccolta differenziata – che non può che essere porta a porta -, utilizzo diverso degli impianti, forme e modalità di controllo degli obiettivi assegnati. Quindi, per parte mia, non pongo in discussione la scelta dei commissari di ricorrere all’affidamento alla società in house, ma contesto decisamente il contenuto del piano industriale che non è rispondente alle esigenze della nostra città e che deve essere riscritto”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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