L’inchiesta romana per corruzione e traffico di influenze – che ha portato agli arresti domiciliari, tra gli altri, Gabriele Visco (dirigente Invitalia spa licenziato ad aprile 2023 e figlio dell’ex ministro Vincenzo Visco) e l’imprenditore molisano Claudio Favellato – tira in ballo in più circostanze Foggia e Palazzo di città. Il rapporto a doppio filo che lega il patron della Favellato Claudio spa e il dirigente comunale Paolo Affatato, per decenni dominus dell’Area tecnica, è emerso con piena evidenza. Da un lato gli inquirenti contestano a Visco l’interessamento per l'assunzione in Invitalia spa di Francesco Affatato, figlio del dirigente, al punto da averne fatto opportunamente modificare dalla sua collaboratrice il curriculum vitae. Un interessamento per cui Visco jr avrebbe reclamato un compenso da parte di Favellato, da lui chiamato “pasta”. Assunzione che poi non è avvenuta, ma stando ai beninformati Francesco Affatato oggi lavorerebbe proprio per conto di Favellato, ovvero di colui cui Affatato padre ha aggiudicato molteplici appalti multimilionari.
Dall’altro lato, ci sono riferimenti, nelle conversazioni intercettate, a non meglio precisate gare del Comune di Foggia e del territorio daunio. Il quadro delineato dalla Procura di Roma causa diverse considerazioni e ipotesi a Foggia. Un primo scenario concerne proprio le gare: gli addetti ai lavori ritengono che, assai verosimilmente, da quanto scoperto dagli investigatori romani si stato stralciato tutto ciò che, di rilevanza penale, riguarda Foggia e il Comune daunio.
C’è poi la constatazione, dentro gli stessi uffici comunali, che ancora una volta fatti avvenuti nel periodo della gestione straordinaria – ovvero da maggio 2021 a ottobre 2023 – si ritrovano sotto la lente della magistratura in quanto opachi. Proprio, cioè, quando uomini dello Stato governavano l’ente capoluogo si è permesso, come se non fosse assolutamente inopportuno e da evitare, che lo stesso dirigente – cioè Affatato – fosse al contempo titolare degli incarichi relativi a lavori pubblici, da un lato, e ai contratti e appalti, dall’altro.
Suscitava perplessità, in tanti addetti ai lavori, che la medesima persona si occupasse sia delle gare che della successiva realizzazione delle opere. Ma agli occhi dei commissari straordinari (Marilisa Magno, Sebastiano Giangrande, Rachele Grandolfo e nell’ultima parte Vincenzo Cardellicchio) e della segretaria generale Maria Giuseppina D’Ambrosio era tutto normale. Dal loro punto di vista per stare sereni sulla regolarità delle procedure bastava inserire nelle commissioni di gara due dei nove sovraordinati arrivati dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Peccato che proprio uno dei sovraordinati sia persona “chiacchieratissima”, come ammettono fonti qualificate e interne a Palazzo di città.
Il meccanismo sospetto riguarderebbe una forbice troppo ampia tra la valutazione dell’offerta tecnica e quella dell’offerta economica, col risultato che parecchi appalti dall’importo multimilionario sarebbero stati, negli ultimi anni, aggiudicati grazie al punteggio altissimo (laddove non massimo) conquistato con l’offerta tecnica. Un meccanismo che, dunque, vanificherebbe il rischio che il ribasso presentato dagli altri operatori economici partecipanti alla gara possa capovolgere la graduatoria finale. Insomma, oggi ci sarebbero dubbi anche sull’operato di personalità scelte da uomini dello Stato e che da molto tempo sono di strettissima fiducia delle Prefetture. E sempre al periodo della gestione straordinaria sono da ricondurre gli altri filoni di indagine della Procura di Foggia: sul rinnovo contrattuale del servizio di igiene urbana in favore di Amiu Puglia spa, per ulteriori nove anni (valore oltre 203 milioni di euro); sulla maxi gara per la gestione del cimitero (valore 18,5 milioni di euro).
Il terzo elemento che torna alla ribalta in queste ore è la denuncia presentata nel 2022 da Floriano Florio in Procura per l’esclusione dalla maxi gara della fogna. La liquidazione giudiziale di Florio Group srl, Euroglobal srl e da ultimo della nuova impresa, FMA Opere e Acquedotti Sud srl, è il motivo per cui è stata attestata dal TAR Puglia l’interruzione del processo che l’impresa aveva avviato nel 2022 dopo l’esclusione dalla procedura di gara del Comune per l’affidamento dell’appalto da oltre 5,8 milioni di euro relativo alla fognatura, appalto misto di servizi tecnici e lavori, per la durata di quattro anni. Ma FMA opere e acquedotti sud srl, che negli scorsi anni aveva svolto il servizio per conto di Palazzo di città, presentò anche un esposto in Procura.
Il patron Floriano Florio fu ascoltato insieme al figlio dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Foggia su tale procedura, vinta a sorpresa da Favellato. Ebbene, secondo i beninformati i Florio si sarebbero recati nuovamente in Procura nelle scorse settimane e tale filone d’indagine rappresenterebbe un altro motivo di preoccupazione per Affatato e Favellato.
In commissione, nominata da Affatato, la presidente e sua fedelissima Paola Russo (coordinatrice del Servizio contratti e appalti) e i sovraordinati Raffaele Ziello e Domenico Lomazzo. L’ati De Cesaris-Favellato arrivò prima con 84,177 punti (di cui 71,667 per l’offerta tecnica e 12,510 per quella economica, ribasso pari al 9,10%); seconda l’ati Sofieco-Innova con 64,561 punti (di cui 48,667 per l’offerta tecnica e 15,894 per quella economica, ribasso pari al 14,69%); terza l’ati Simeone-HR con 64 punti (di cui 44 per l’offerta tecnica e 20 per quella economica, ribasso pari al 23,26%).
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