Sono trascorsi due mesi da quando l’Attacco svelò il caso clamoroso dei molteplici indennizzi di danni da fauna selvatica liquidati dal Parco nazionale del Gargano in favore di un’impresa colpita da interdittiva antimafia, nonostante le imprese interdette perdano anche tale diritto. Ma da allora l’ente non si è ancora attivato per revocare le liquidazioni con atti in autotutela e per recuperare in tal modo le somme impropriamente versate. Eppure un’implicita ammissione di colpa apparve quando il 9 aprile scorso, all’indomani dell’articolo, il direttore facente funzioni Vincenzo Totaro scrisse a tutte le organizzazioni agricole (Coldiretti, Confagricoltura, CIA e Copagri), all’Associazione provinciale allevatori e ad Unicaa Foggia (società di servizi autorizzata ad operare, quale ente delegato della pubblica amministrazione, come Centro di assistenza agricola), trasmettendo il nuovo modello per la richiesta di indennizzi, nel quale si specifica che, tra le altre cose, deve risultare inesistente “una causa ostativa ai sensi della disciplina antimafia di cui al decreto legislativo n.159/2011”. Ma non è tutto, perché come trapela da ambienti prefettizi dopo tale episodio non è più Totaro ad accedere a tali questioni, bensì un altro funzionario dell’ente di Monte Sant’Angelo (come richiesto dalla stessa Prefettura).
Ci sono stati quattro atti tra ottobre 2024 ed oggi, firmati da Totaro, l’ultimo dei quali datato 3 aprile scorso, con cui sono stati pagati migliaia di euro in favore di Raffaele Rignanese, allevatore classe ’82 di Monte Sant’Angelo, per danni arrecati dai lupi.
L’interdittiva che lo riguarda, inerente all’Azienda agricola Rignanese con sede legale a San Giovanni Rotondo, fu adottata dall’allora prefetto Maurizio Valiante il 6 settembre 2024. La Prefettura ne diede comunicazione senza far nomi, spiegando che erano tre le interdittive antimafia adottate negli stessi giorni da Valiante, in materia di concessione di terreni demaniali per uso pascolivo e agricolo ed erogazioni in agricoltura (fondi AGEA), nei confronti di tre imprese con sede rispettivamente a Monte Sant' Angelo, San Giovanni Rotondo e Apricena.
Raffaele Rignanese – anni fa arrestato per armi, furto ed estorsione e poi assolto – è il fratello minore del più noto pregiudicato Bartolomeo, è citato anche nella relazione sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Monte Sant’Angelo perché ritenuto dagli inquirenti autore dei 30 colpi di kalashnikov esplosi con Ivan Rosa contro il garage del responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, Giampiero Bisceglia.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).