Fu proprio tramite le colonne de l’Attacco che, a dicembre scorso, il tre volte sindaco di Apricena Antonio Potenza tese la mano all’ex mentore politico e big dell’imprenditoria edile Matteo Bianchi, auspicando una riappacificazione tra loro dopo la clamorosa rottura avvenuta a causa delle elezioni regionali, dopo tanti anni di sodalizio. Ma la pace non c’è stata, anzi la guerra con Bianchi è arrivata ad un punto tale che il costruttore ogni giorno lancia strali al vetriolo da mesi contro il sindaco sui social. Ma quanto avvenuto nelle scorse ore fa capire come la situazione di conflitto sia deflagrata a vari livelli, interessando alcuni degli appalti più importanti della città. Nei mesi scorsi i riflettori furono puntati sulla vicesindaca Ada Soccio, nipote di Bianchi: quest’ultimo tentò invano di farla candidare in una lista civica di Antonio Decaro, con conseguente ritiro delle deleghe da parte del primo cittadino e uscita dalla maggioranza insieme al consigliere Vincenzo Ferullo, dipendente di Bianchi. Ora è proprio Ferullo – marito dell’ex dirigente del Comune di Foggia Concetta Zuccarino – al centro dell’ultimo caso che ha arroventato l’atmosfera a Palazzo di città, dove la maggioranza di Potenza surclassa adesso di un solo eletto l’opposizione (nove, compreso il sindaco, contro otto). La polemica è scoppiata con la convocazione in seduta segreta del consiglio comunale per discutere, martedì sera, della presunta incompatibilità di Ferullo, proprio per il doppio ruolo di eletto e dipendente di Matteo Bianchi. “Dopo Soccio ora l’obiettivo è Ferullo”, ha tuonato Apricena Futura alla vigilia della seduta. I documenti pubblicati da Potenza sulla pagina Fb del Comune spiegano il perché della contestazione mossa contro Ferullo e mostrano a che punto sia arrivato lo scontro tra l’ente e Bianchi. Mentre infuriava la campagna elettorale per le regionali si svolse, nei mesi scorsi, per il super appalto relativo alla realizzazione della viabilità di interconnessione tra il distretto lapideo, agro-alimentare e la zona industriale circumvallazione nord-ovest. Un progetto del valore di oltre 8,4 milioni di euro. La gara scaduta a settembre, con importo di partenza pari a 6.970.249,84 euro, ha avuto come criterio di aggiudicazione l’offerta economica più vantaggiosa. Il 4 dicembre ci fu la valutazione delle offerte tecniche: 74,50 per la vincitrice lucerina Cobit srl di Fernando Pinto, 70,75 per Conpat scarl con General Impresa srl, 64,96 per la Glob.ser società cooperativa di Matteo Bianchi. Ebbene, quest’ultimo si è rivolto al noto amministrativista barese Nino Matassa per chiedere al TAR l’annullamento degli atti di gara, mentre il 2 febbraio scorso Ferullo, in qualità di consigliere comunale, ha fatto richiesta di accesso agli atti riguardanti il progetto e il finanziamento.
Il 9 febbraio il dirigente del Settore tecnico, l’ingegnere Claudio Cardone, ha stilato il verbale sull’accesso agli atti di Ferullo, presentatosi nell’Ufficio tecnico col “proprio datore di lavoro” (come l’ha chiamato Potenza) Federico Bianchi, ingegnere e figlio di Matteo. La reazione del dirigente è stata allontanare Bianchi jr in quanto l’accesso agli atti era riservato al consigliere comunale.
C’è poi la vicenda dei lavori, sospesi da tempo, per l’ampliamento del cimitero comunale con realizzazione di nuovi loculi ed infrastrutture. Un intervento da oltre 4,2 milioni di euro appaltato nel 2023 alla Glob.ser di Bianchi, che il 20 ottobre inviò istanza di sospensione di lavori lamentando il mancato pagamento, a suo dire, del saldo ad essa spettante. La risposta del dirigente Cardone fu che, “come da contratto, i pagamenti degli stati di avanzamento lavori potranno essere effettuati soltanto in esito alla formale disponibilità delle relative somme da parte dell’ente, somme che sono incamerate con la vendita dei loculi” e che “nulla potrà essere preteso dall’impresa appaltatrice in seguito ad eventuali non previsti ritardi nel reperimento delle provviste economiche non dipendenti dalla volontà dell’ente comunale”.
Ferullo è colui che, per conto dell’impresa, firmò alcuni atti endoprocedimentali e fu presente il 24 novembre scorso quando venne redatto il verbale di accertamento di avvenuta rimodulazione dell’area di cantiere, al fine di rendere disponibili ai cittadini concessionari i loculi realizzati nell’ampliamento. Il geometra ed eletto comunale, rispondendo il 15 febbraio scorso alla contestazione della presunta incompatibilità, ha dichiarato – con nota inviata anche al prefetto Grieco - di non essere dipendente di Glob.ser bensì di altra impresa facente parte dello stesso Gruppo imprenditoriale. Dopo che il Comune ha evidenziato la necessità di poter accedere liberamente alle aree e disporre dei loculi, rendendosi necessarie nuove sepolture, il 12 febbraio scorso Glob.ser ha trasmesso al Comune, tramite lo studio legale Follieri, nota-diffida relativa all’appalto.
“Dopo le elezioni regionali c’è qualcuno in questa città che pensa di poter tenere in ostaggio un’amministrazione comunale, non lo siamo mai stati dal 2012”, ha sostenuto Potenza nel video pubblicato al termine della seduta. “Della presunta incompatibilità del consigliere Ferullo siamo stati notiziati, come per legge, dal segretario generale e dall’Area tecnica. Il TUEL e il nostro regolamento prevedono che quando ci sono dinamiche di natura personale la seduta di consiglio comunale deve avvenire in forma segreta. “Visto che i voti sono i tuoi dimettiti e andiamo a votare nuovamente, vincerai ancora una volta se è come dici”, la replica via social dell’ex vicesindaca Ada Soccio. “Sulle dimissioni di Labombarda dovresti raccontare la verità, se è vero che sei limpido e trasparente. La tua maggioranza è appesa a un filo ed è per questo che giochi con l'aritmetica: un consigliere di minoranza in meno ed uno di maggioranza in più ti fa gola”.
L’opposizione piddina si rende conto che mai come adesso la maggioranza di Potenza è fragile. Da qui la convocazione “con urgenza” per stasera alle ore 19.30 di un’assemblea pubblica “aperta a iscritti, simpatizzanti e a chiunque abbia a cuore Apricena”. “La segreteria del Partito Democratico di Apricena e i consiglieri comunali del Pd ritengono che la fase politica che sta attraversando la città sia estremamente delicata e caratterizzata da una crescente fragilità della maggioranza che sostiene il sindaco Potenza”, spiegano a l’Attacco. “L’incontro nasce dall’esigenza di informare in modo trasparente la comunità su quanto sta accadendo in queste ore, spiegare le posizioni assunte dai consiglieri comunali del Pd e promuovere un confronto aperto e partecipato. Il futuro di Apricena non può essere deciso in modo ristretto o opaco: si costruisce insieme, attraverso il dialogo, le idee e la partecipazione democratica”.
Nel merito delle vicende più recenti, la segreteria e i consiglieri comunali dem evidenziano due questioni centrali: “La prima riguarda la convocazione di un consiglio comunale in forma segreta e non aperta al pubblico, una scelta fortemente contestata dalla minoranza perché in contrasto con i principi di trasparenza e correttezza istituzionale. La seconda riguarda la presunta incompatibilità del consigliere Ferullo, alla luce della firma di documenti di cantiere di natura endoprocedimentale. Sul piano del metodo, la posizione del Pd è chiara e inequivocabile: il presidente del consiglio comunale (Michele Di Maio, ndr) appare condizionato dagli equilibri politici della maggioranza, venendo meno al ruolo di garanzia che dovrebbe esercitare. Nel merito, emergono forti perplessità sulla gestione dell’intera vicenda: se il consigliere non era formalmente delegato a firmare determinati atti, perché non è stata verificata preventivamente l’esistenza di eventuali deleghe? E soprattutto, perché tali atti emergono solo ora, nel momento in cui non fa più parte della maggioranza, pur essendo stati sottoscritti quando ne faceva parte? Ad oggi non risultano elementi certi che colleghino direttamente il consigliere Ferullo all’impresa Globser, aggiudicataria dell’appalto per l’ampliamento del cimitero comunale. In assenza di evidenze chiare, la segreteria e i consiglieri comunali Pd invitano alla massima cautela nelle valutazioni e nelle eventuali votazioni, poiché qualora emergesse l’inesistenza dell’incompatibilità, le scelte più responsabili sarebbero votare contro o astenersi”.
Resta infine aperta la questione della sospensione dei lavori di ampliamento del cimitero comunale e del contenzioso tra il Comune e l’impresa. “Il Pd ha già presentato accesso agli atti per acquisire tutta la documentazione necessaria e fare piena chiarezza. Un dato, però, è già evidente: i cittadini hanno pagato e non riescono ad ottenere i loculi, una situazione grave e inaccettabile che richiede risposte immediate”.
“Il consiglio comunale è stato convocato a seguito di segnalazione formale degli uffici competenti e del responsabile della prevenzione della corruzione, come previsto dalla normativa vigente”, ribadisce a l’Attacco la coalizione di Potenza, lista civica Uniti per cambiare. “Non era prevista alcuna votazione di decadenza o decisione definitiva, solo la presa d’atto dell’avvio della procedura disciplinata dall’art. 69 del TUEL. La modalità riservata della seduta non è stata una scelta politica, ma un obbligo regolamentare in presenza di questioni personali. La maggioranza aveva già annunciato pubblicamente la volontà di presentare una pregiudiziale per chiedere l’autorizzazione dell’interessato a rendere la seduta pubblica e trasmetterla integralmente. Tale possibilità non si è concretizzata esclusivamente per l’assenza dei consiglieri interessati. Si è preferito parlare di “consiglio segreto”, senza ricordare che la pubblicità della seduta sarebbe stata possibile semplicemente partecipando e autorizzandola. La questione oggetto della convocazione riguarda atti e verbali sottoscritti, lavori pubblici già liquidati dall’ente, accessi agli atti relativi a procedure di gara e ricorsi presentati contro il Comune. Si tratta dunque di vicende che coinvolgono l’interesse pubblico e rapporti economici di rilevante valore. In questo contesto, l’attivazione della procedura prevista dalla legge non rappresenta un atto politico, ma un dovere istituzionale volto a garantire che non vi siano sovrapposizioni tra ruolo pubblico e interessi economici privati. Ciò che sorprende non è la legittima dialettica politica, ma la scelta di sottrarsi al confronto istituzionale proprio nel momento in cui si sarebbe potuto chiarire tutto pubblicamente. Quando interesse pubblico e interessi economici si sfiorano, la priorità di un consigliere comunale qual è? Le istituzioni hanno il dovere di applicare le regole, anche quando ciò è scomodo. La trasparenza non si invoca a parole, si pratica nei luoghi istituzionali”.
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