La Puglia è terza tra le regioni italiane per numero di reati a danno di coste e mari, con 2.965 infrazioni accertate nel 2020, il 13,3 per cento del totale nazionale, corrispondenti a 3,4 reati commessi ogni chilometro di costa, 2.686 persone denunciate e arrestate e 1.016 sequestri effettuati dalle forze dell'ordine. Sono alcuni dei dati contenuti nel dossier Mare Monstrum 2021 di Legambiente.
Anche nella classifica dell'illegalità sul ciclo del cemento, la Puglia figura al terzo posto con 1.103 infrazioni accertate, l'11,6 per cento sul dato nazionale, 1.230 persone denunciate e arrestate e 220 sequestri effettuati. Su 1.278 ordinanze di demolizione emesse tra il 2004 e il 2020, ne sono state eseguite 12, lo 0,9 per cento, la seconda peggiore d'Italia.
La Puglia si colloca poi al quarto posto per reati legati al ciclo di rifiuti e in genere a fenomeni di inquinamento marino: 937 i reati contestati nel 2020, il 13,6 per cento del totale. E' seconda nella classifica dei reati legati alla pesca illegale, con 882 infrazioni accertate, il 17 per cento del totale, 879 persone denunciate e arrestate e oltre 98 tonnellate di pesce sequestrate (sesta in Italia).
Ancora una volta il dossier Mare Monstrum ci da una fotografia impietosa della Puglia - dichiara Ruggero Ronzulli, presidente di Legambiente Puglia -. Dimostra come le nostre coste e il nostro mare sono a forte rischio di illegalità e hanno bisogno di maggiore attenzione e tutela non solo da parte delle forze dell'ordine, ma anche e soprattutto da parte di ogni cittadino.
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