Nonostante il no sia del Comune di Apricena che del Comitato VIA della Provincia di Foggia, si è concluso positivamente l’iter istruttorio relativo all’istanza avanzata dall’impresa Il Tulipano srl di Massimo Mazzei per il Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (P.A.U.R.) in ordine all’approvazione, alla realizzazione ed all’esercizio del progetto di una nuova piattaforma funzionale al recupero e valorizzazione in agricoltura di matrici biologiche selezionate, sito ad Apricena. Si tratta di un impianto volto al trattamento di rifiuti speciali non pericolosi, costituiti da fanghi biologici, per una potenzialità di 70.000 tonnellate l’anno, equivalenti a circa 270 tonnellate al giorno considerando un’operatività dell’impianto di 260 giorni l’anno. L’ubicazione è in un’area di circa 21.680 mq, situata nella zona industriale di Apricena a circa 1,5 km in direzione sud-ovest rispetto alla città. La Provincia, con atto del dirigente del settore ambiente Antonello De Stasio, ha pronunciato un giudizio favorevole di compatibilità ambientale nel rispetto delle prescrizioni stabilite da tutti gli enti intervenuti nel procedimento, la cui efficacia temporale è fissata in cinque anni dall’odierno via libera. L’Attacco rivelò nel 2022 l’esistenza di tale progetto, che porta la firma del figlio del big dell’imprenditoria apricenese Matteo Bianchi (sponsor numero uno dell’amministrazione Potenza), ovvero Federico Bianchi. Subito si accesero le polemiche.
“Abbiamo scoperto che è in essere una richiesta di impianto per il trattamento di rifiuti speciali (fanghi biologici) nella nostra zona industriale, nelle vicinanze di una impresa, fiore all'occhiello della nostra comunità, di sementi e prodotti agricoli”, affermò il gruppo di opposizione DemocraticaMente Apricena.
“Si tratta di un impianto in cui si dovranno gestire 70.000 tonnellate all'anno. L'impianto di depurazione di San Severo produce circa 5.000 tonnellate di fanghi all'anno. Le proporzioni sono impressionanti. E, dalle prime informazioni, proprio il Comune di San Severo ha rifiutato il progetto per il suo alto impatto. Chiediamo da subito la convocazione di un consiglio comunale per discuterne. Una sola domanda: come mai tutto questo silenzio da parte della maggioranza per un progetto così vicino alla città? E indovinate chi c’è dietro al progetto?”.
A marzo 2022 fu dichiarata, con delibere di giunta e consiliare, la contrarietà politica dell’amministrazione comunale alla proposta progettuale, ma l’Ufficio tecnico comunale a dicembre 2023 ha confermato il parere di compatibilità urbanistica e ambientale reso a giugno 2022. A novembre 2023 risale il parere non favorevole espresso dal Comitato VIA, “fondato principalmente sul principio di precauzione”.
“Il Comitato ritiene che l’insediamento di tale impianto, così come proposto nella sua collocazione temporale, possa condizionare pesantemente la libera fruizione del territorio, causando inconvenienti di natura igienico-sanitaria o comunque limitando le condizioni di vivibilità”, la conclusione del Comitato VIA, che sottolineava come l’impianto si sarebbe collocato “a circa 1000 metri dalla prima rotatoria di accesso al nucleo cittadino, in cui si inserisce immediatamente dopo un’attività di bar-ristorazione, supermercato e presenza già cospicua di abitazioni civili”.
Inoltre, “nell’ambito in cui è previsto l’impianto sono presenti abitazioni integrate alle attività produttive molto prossime all’impianto e imprese agricole e produttive che prevedono presenza cospicua di operatori-lavoratori per un periodo superiore alle 4 ore lavorative”.
E, ancora, per il Comitato VIA sono impianti classificati con un “potenziale impatto odorigeno” ma “la componente emissioni odorigene è stata scarsamente analizzata dal proponente, nonostante siano stati richiesti chiarimenti e integrazioni”; eppure “la componente emissioni odorigene strettamente legata alla matrice salute pubblica è la principale fonte di impatto ambientale per tale tipologia di impianti”.
Mentre il 15 dicembre è stato dato parere favorevole (espresso in maggioranza) dal Comitato tecnico provinciale rifiuti. “Tale parere va a corroborare gli altri pareri favorevoli, tanto da superare significativamente, con prescrizioni stringenti, tutte le criticità segnalate dal Comitato VIA”, afferma De Stasio. “Pertanto, i pareri favorevoli, qualitativamente e quantitativamente, prevalgono sull’unico parere negativo espresso dal Comitato VIA neutralizzando le paventate criticità relative al principio di precauzione”.
Il 27 dicembre scorso l’impresa ha presentato osservazioni alle prescrizioni limitanti del Comitato tecnico provinciale in materia di rifiuti e il 18 gennaio scorso il Settore ambiente di Palazzo Dogana, ha respinto, con precisa motivazione, le proposte di Mazzei. E’ pronta a dare battaglia la minoranza di centrosinistra ad Apricena, che si scaglia contro il sindaco Antonio Potenza.
“Questa è la dimostrazione che Potenza è un ambientalista solo a chiacchiere, non ha fatto nulla di quanto promesso in consiglio comunale”, afferma a l’Attacco il leader dell’opposizione e dem Michele Lacci. “Non ha ostacolato in alcun modo la procedura dell’impianto, silenziando la vicenda e inseguendo la posizione possibilista del consigliere regionale Paolo Dell’Erba e dei proponenti dell’impianto. Noi faremo il nostro per mobilitare la città”.
Tulipano srl fa capo a Ecoambiente srl, impresa operante da oltre vent’anni nel settore del trasporto, smaltimento e recupero di rifiuti speciali, ed è titolare e gestore di un impianto di recupero e valorizzazione di rifiuti speciali non pericolosi a Carmignano.
“Nel corso degli anni”, si legge nel progetto, “la società si è specializzata nel fornire supporto ed assistenza agli impianti di depurazione, sia pubblici che privati, nell’ambito della gestione dei fanghi generati dal processo di trattamento delle acque reflue. Dal momento che una consistente porzione del bacino di utenza servito da Ecoambiente è collocato nella regione Puglia, la società ha valutato positivamente la possibilità di dotarsi di un proprio impianto di recupero e valorizzazione dei fanghi biologici, in modo da fornire un servizio al territorio che possa risultare efficiente e, al contempo, sostenibile. Vengono infatti a ridursi i costi di trasporto, spesso rilevanti, che i produttori sono sovente costretti a sostenere per inviare i loro fanghi a recupero presso impianti collocati principalmente nelle regioni del nord Italia. La configurazione del nuovo stabilimento”, si precisa ancora nel progetto, “prevede la realizzazione di: stazione di pesatura dei carichi in ingresso e in uscita; fabbricato chiuso, coperto e confinato per la messa in riserva e lavorazione dei fanghi e stoccaggio del prodotto finito; impianto per il trattamento delle emissioni in atmosfera; reti di raccolta delle emissioni liquide”.
Lo stabilimento sarà dotato di una linea di lavorazione utilizzata sia per la produzione di gessi di defecazione da fanghi sia per il recupero dei fanghi in agricoltura.
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