Amiu, nuovo focus di di Gioia sulla gestione a Foggia: “Non rappresenta un buon affare per la città”

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“Il mio precedente post su Amiu ha suscitato un notevole interesse. Va detto, per onestà intellettuale, che le criticità dello smaltimento dei rifiuti cittadini non sono certo una novità, anzi, numerose sono state le accorate segnalazioni da parte della politica locale, delle associazioni dei consumatori e dell’opinione pubblica. In sintesi, un capitolo gestionale sentito, importante, cruciale”. Così l’ex assessore regionale Leo di Gioia sui social.

“Credo sia di interesse diffuso evidenziare qualche altro dato a supporto della mia tesi di fondo: ‘Amiu, così come gestita e controllata non rappresenta per Foggia un buon affare’. Dal 2013 sono state versare da Amiu imposte sugli utili di impresa per circa 17 milioni di euro, circostanza singolarissima in una società a totale controllo pubblico. Un paradosso amministrativo che erode risorse per i servizi a vantaggio dei cittadini”.

“Dall’analisi del piano industriale si nota poi che mancano circa 11 milioni di investimenti preventivati già dal 2023 e che erano indicati quali essenziali. Penso, ad esempio, ai cassonetti intelligenti che dovevano essere 250 e in funzione dal 2023. Dai documentali disponibili non si evidenzia una decurtazione proporzionale dei costi del servizio”. 

“Altro elemento particolare è il fatto che la forza lavoro spesata dalla Tari dei cittadini di Foggia doveva essere di circa 280 lavoratori per un costo di 12 milioni di euro. In realtà, per le funzioni contrattualizzate ne risultano destinati solo 245. Altri 35 operai sono invece utilizzati nella gestione dell’impianto di Trattamento Intermedio di Passo Breccioso. Mancano quindi diversi dipendenti al servizio concordato ma il costo resta invariato”.

“Proprio per quanto appena detto, appare inspiegabile che a distanza di oltre un anno e mezzo dalla sottoscrizione del nuovo contratto di servizio con Amiu, non si è ancora proceduto alla doverosa formalizzazione del separato Contratto di gestione dell’impianto di Trattamento intermedio di Passo Breccioso di proprietà del Comune e che, forse per questo, non sia stato pubblicato il Pef Impianti 2024. Amiu ad oggi lo gestisce senza formale titolo e acquisendo gli introiti generati”.

“In tutto questo, mentre stiamo cercando di venire a capo di una situazione che sembra essere fuori dai canoni della buona amministrazione, il Comune di Bari, saggiamente, prevede specifiche esenzioni Tari alle categorie più deboli dei contribuenti in difficoltà economica, per anziani o disabili, mentre il Comune di Foggia non può permettersi di adottare alcun provvedimento per agevolare le categorie più fragili, né per favorire l’insediamento produttivo in particolari zone critiche della città”. 

“Quanto precede chiarisce come mai siano stati prodotti impropriamente tanti utili nei bilanci di Amiu nella gestione della commessa del Comune di Foggia. Il tutto con la fornitura di un servizio poco efficiente e un costo sproporzionato della Tari pagata dai cittadini. Il mio obiettivo, tramite questo intervento pubblico, è di dare un contributo al decisore politico per ottenere, nel negoziato con Bari e nel rapporto con Amiu, un livello di equità, giustizia sociale e intercomunale che in questi anni è mancato”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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