A “soli” 49 anni di distanza dall’incidente più grave, lo scoppio della colonna di lavaggio dell’impianto di sintesi dell’ammoniaca nel petrolchimico Anic-Enichem di Monte Sant’Angelo-Manfredonia, continua la bonifica nell’area del SIN e tuttora se ne attende il completamento per quanto riguarda suoli e falda inquinati. Da diverso tempo, i dati pubblicati dal Ministero dell’ambiente relativi allo stato di avanzamento della bonifica nel SIN (Sito di interesse nazionale) di Manfredonia sono immutati: il SIN comprende complessivamente circa 216 ettari, di cui solo 29 ettari dei 96 di proprietà dell’ENI sono stati bonificati con certificazione; oltre ai 96 ettari di Eni, i restanti 120 ettari sono di proprietà del Consorzio ASI di Foggia, della Capitaneria di Porto, dell’Autorità Portuale e di vari privati. Il rapporto indica come aree potenzialmente contaminate una superficie di 86 ettari e sottolinea che il progetto di bonifica approvato riguarda 43 ettari. Le aree “non contaminate” sono indicate in 58 ettari. Si tratta degli stessi numeri che comparivano nei rapporti ministeriali negli scorsi anni. Rispetto allo stato della procedura per la bonifica della falda si indica in 48 ettari la superficie delle aree potenzialmente contaminate, mentre il progetto di bonifica approvato concerne 168 ettari. Non ci sono aree bonificate con certificazione perché sulla falda Eni Rewind (ex Syndial) non è mai intervenuta finora. Ora un passo avanti è stato compiuto rispetto ad una delle 17 Isole del SIN, l’Isola 9, dove a fine 2009 fu completata la demolizione degli impianti presenti, ovvero la centrale termoelettrica e l’impianto di trattamento acque; mentre nel 2014 fu approvato in conferenza di servizi il “Piano di indagine ambientale finalizzato alla definizione dello stato qualitativo dei terreni in aree non caratterizzate dell’Isola 9”.
A giugno 2023 Eni Rewind (già Eni Syndial) inviò alla Provincia di Foggia la richiesta di certificazione di avvenuta bonifica dell’Isola 9, Isola 17, Isola 20 e area parcheggi nel sito SIN Manfredonia; risale invece a giugno 2022 la nota ARPA relativa alla richiesta di certificazione di avvenuta bonifica dell’Isola 9, avente destinazione d’uso industriale e ubicata presso lo stabilimento Eni Rewind del SIN, il Sito di interesse nazionale di Macchia, frazione di Monte Sant’Angelo. La superficie complessiva dell’area in questione è pari a circa 58.000 mq e nella porzione nord dell’Isola è presente un capannone di proprietà terzi con attività di tipo logistico/commerciale. I principali prodotti dello stabilimento erano fertilizzanti azotati, caprolattame, benzaldeide e acido benzoico.
Ebbene, lo scorso 24 novembre l’ente Provincia di Foggia, con atto del dirigente del settore ambiente Antonello De Stasio, ha certificato che “le opere realizzate e gli interventi effettuati nell’area risultano eseguiti in maniera conforme al “Progetto operativo di bonifica dei terreni e analisi di rischio - Isola 9, Isola 14, Isola 15, Isola 16 e Isola 17” approvato con decreto ministeriale nel 2019 e, pertanto, gli interventi previsti dal progetto si possono ritenere completati”.
Le attività di bonifica presso l’Isola, da parte di Eni Rewind, furono effettivamente avviate a luglio 2019 e terminarono a giugno 2020. Furono rimossi complessivamente circa 1.400 metri cubi di terreno e 230 metri cubi di calcestruzzo. La bonifica ha riguardato unicamente la matrice suolo e non anche quella relativa alla falda.
“Le analisi chimiche condotte da ARPA sui campioni prelevati dallo scavo hanno attestato la conformità alle CSC (concentrazioni soglia di contaminazione) per i suoli ad uso industriale. Inoltre, gli accertamenti di collaudo e verifica specificamente effettuati da ARPA, individuati dalle indagini condotte, non hanno evidenziato nelle matrici ambientali superamenti, per i parametri ricercati, confermando l’efficacia della bonifica”, spiega De Stasio. “Gli stessi interventi possono essere considerati risolutivi ai fini del completamento delle operazioni di bonifica della sola matrice suolo, in quanto il monitoraggio condotto su tale matrice ha indicato che sono stati raggiunti gli obiettivi proposti nel progetto approvato (da considerare corrispondenti alla destinazione d’uso “siti ad uso commerciale e industriale”) e quindi compatibili con l’attuale destinazione urbanistica del sito”.
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