Lavori sui trabucchi di Peschici, Fasanella: “Devono passare altri dieci anni prima che si realizzino?”

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“Devono passare altri dieci anni prima che si intervenga per salvare i trabucchi di Peschici? Moriranno prima i più anziani tra i nostri trabucchisti?”. A parlare, a l’Attacco, è Matteo Fasanella, proprietario del trabucco di Monte Pucci, mentre suo fratello è invece il proprietario di quello di Ponticella, entrambi situati a Peschici. Da molti anni, ormai, l’ente Parco nazionale del Gargano interviene in favore dei “giganti di legno” viestani, mentre per quelli peschiciani non si è ancora visto nulla. Si tratta delle antiche macchine da pesca caratteristiche delle coste del Promontorio. Dal 1850 fino al 1950 se ne contavano, fra Vieste e Peschici, ben 36 (10 a Peschici e 26 a Vieste) e ancor oggi i trabucchi testimoniano la storia, l’economia del passato legata all’attività di pesca, l’ingegnosità con l’utilizzo di materiali poveri, l’architettura ed i paesaggi costieri garganici. All’interno del Piano della Performance 2018/2020 del PNG fu previsto l’obiettivo operativo derubricato come “Interventi per la cura del paesaggio”, a cui fu associata l’azione “Valorizzazione dei trabucchi del Gargano”. Tale obiettivo mirava a sottrarre dall’attuale condizione di incuria e degrado i trabucchi del Gargano e a promuovere, congiuntamente ai Comuni interessati, un piano di interventi finalizzato alla ricostruzione, al recupero, al ripristino ed alla valorizzazione. L’intento era mirato inoltre ad eseguire interventi di recupero dei trabucchi quale testimonianza storica delle antiche tradizioni e della pesca, salvaguardando in particolare i seguenti requisiti: assolvimento di funzioni di pubblica utilità comprese nella sfera di competenza istituzionale dell’amministrazione locale; temporaneità dell’utilizzazione; assenza di scopo lucrativo. Nel 2015 la Regione Puglia promulgò la legge recante “Norme per la conoscenza, la valorizzazione e il recupero dei trabucchi”, finalizzata al riconoscimento dei trabucchi storici quali beni patrimoniali di grande valenza identitaria e paesaggistica da salvaguardare, valorizzare, recuperare o ripristinare; nel 2016 fu approvato il protocollo di intesa tra Regione Puglia ed ente Parco Nazionale del Gargano finalizzato alla promozione ed attuazione di iniziative di recupero e valorizzazione dei trabucchi storici del Gargano nei comuni di Peschici, Vieste e Rodi Garganico. In esecuzione del protocollo di intesa la Regione impegnò 400mila euro, riconoscendo quale soggetto beneficiario il PNG. Nel 2018 l’ente Parco, al fine di dare esecuzione al protocollo di intesa sottoscritto tra le parti, chiese ai Comuni interessati di conoscere il titolo di proprietà ovvero possesso dei trabucchi ricadenti nel territorio comunale di riferimento, oltre alla trasmissione della concessione demaniale. Il Comune di Vieste trasmise il titolo di possesso dei trabucchi ricadenti nel proprio territorio comunale oltre alla concessione demaniale rilasciata dalla Capitaneria di Porto di Manfredonia; documentazione da cui si evinse la titolarità, da parte del Comune di Vieste, di dieci trabucchi. Da qui la decisione del Parco di intervenire preliminarmente in favore dei dieci trabucchi viestani. E a Peschici? 

Lo scorso primo agosto l’ente Parco pubblicò un avviso pubblico di manifestazione di interesse per l’individuazione degli operatori economici da invitare alla successiva procedura negoziata telematica per l’affidamento dei lavori di ricostruzione, recupero e adeguamento funzionale dei trabucchi peschiciani. Un appalto da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa sulla base del miglior rapporto qualità prezzo.

“Il presente avviso ha, perciò, scopo esclusivamente esplorativo, senza l’instaurazione di posizioni giuridiche o obblighi negoziali nei confronti dell’amministrazione, la quale si riserva la possibilità di sospendere, modificare o annullare, in tutto o in parte, il procedimento avviato e di non dar seguito all’indizione della procedura negoziata per l’affidamento del servizio, senza che gli aspiranti concorrenti possano vantare alcuna pretesa”, fu spiegato dall’ente. “Il presente avviso non vincola l’ente Parco a dar seguito alla procedura stessa qualora dovessero rendersi disponibili convenzioni stipulate da centrali di committenza aventi ad oggetto le forniture in parola per cui risulti più conveniente l’adesione alle stesse. Si invitano, pertanto, gli operatori economici interessati a partecipare alla successiva procedura negoziata a presentare la manifestazione di interesse ad essere invitati”.

Fasanella è tra quanti si fecero avanti, in ATI con un’altra impresa. “Ma da allora non abbiamo avuto più alcuna notizia rispetto a quell’avviso pubblico”, dice a l’Attacco. “Da molti anni l’ente Parco destina i fondi regionali per il rifacimento dei trabucchi, li hanno sistemati a Vieste così come si è intervenuti per uno a Rodi Garganico. Invece per Peschici è tutto fermo. La scadenza del termine di presentazione delle offerte risale ormai al 18 agosto scorso. Da allora stiamo aspettando, non è successo nulla. Abbiamo chiesto informazioni sia agli uffici del PNG che in Comune ma nessuno ci ha dato risposte. Ho chiesto invano, più volte, di incontrare il commissario Raffaele di Mauro. In tutti questi anni sui sette trabucchi di Peschici non si è mai intervenuti”, sottolinea Fasanella, che ha svolto lavori sui trabucchi di Trani e Barletta, oltre che su quelli viestani in subappalto tramite i propri operai.

“I trabucchi di Vieste sono tutti comunali, mentre quelli di Peschici tutti di proprietà privata, ma il problema è stato risolto già diversi anni fa con la messa a disposizione dei nostri trabucchi ai turisti in alcune ore, tramite un accordo col Comune e con l'ente Parco. Servirebbero pochi mesi per completare l’iter di gara e procedere all’affidamento. Dei sette trabucchi di Peschici quattro sono da ricostruire perché caduti, mentre tre vanno sistemati con l'opportuna manutenzione. Per esempio, su quello mio di Monte Pucci, aspettiamo da cinque anni i fondi per poter intervenire. Il tempo corre. Abbiamo un trabucchista di 91 anni, Giuseppino Marino del trabucco di Furcichella, che vorrebbe vederli sistemati prima di lasciare questo mondo. Non vorremmo che passassero altri dieci anni prima che si intervenisse”.

Ma Fasanella spera anche che si possa salvare l’antica arte del trabucchista: “Quelli della vecchia generazione sono morti, oggi quelli esistenti sono molto anziani. Servirebbe una scuola di trabucchisti, altrimenti in futuro chi saprà occuparsene?”. Ma c’è anche chi chiede conto di vigilare su come i lavori vengono fatti coi fondi regionali e sulle imprese che li effettuano: “Alcuni tutto sono, ormai, fuorchè trabucchi…”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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