Era stato chiamato a raccolta tutto il circo mediatico della Capitanata (e non solo) ieri mattina a Troia, per la conferenza stampa durante la quale sarebbero stati illustrati i progressi nell’operazione di messa in sicurezza dell’ex discarica di Giardinetto, una delle bombe ecologiche più pericolose d’Italia, i cui lavori sono stati finanziati con quasi 30 milioni di euro dalla Regione Puglia. Proprio da Bari erano attesi il presidente Michele Emiliano e il suo vice e assessore al bilancio Raffaele Piemontese. Ed invece in prossimità dell’inizio dell’incontro, gli organizzatori sono stati costretti ad annunciare ai giornalisti presenti e ai cittadini intervenuti il rinvio della manifestazione pubblica. Rinvio per forfait si potrebbe quasi dire: infatti con il passare dei minuti era stata annunciata l’assenza del Sindaco Leonardo Cavalieri prima (per motivi di carattere personale, al suo posto la vicesindaca era già sul posto), quella di Emiliano poi ed infine l’assenza di Piemontese.
A quel punto, è parso ragionevole posticipare l’appuntamento ad un momento in cui i protagonisti sarebbero stati disponibili. Fin qui nulla di strano, non consueto ma il commento diffuso è stato “cose che capitano”. Ad altri osservatori quella decisione improvvisa è invece al contrario parsa piuttosto strana, anche alla luce dei ripetuti inviti arrivati dalla Regione, fino a un’ora prima dell’incontro, fatto che non lasciava presagire alcun imprevisto.
Ed infatti è subito circolata una indiscrezione che spiegherebbe l’assenza di governatore e assessore, legata in particolare a due articoli di giornale: uno sulla nomina dell’amministratore unico di Sanitaservice Foggia e l’altro sul decreto ingiuntivo da 1,7 milioni di euro che Universo Saluto avrebbe fatto recapitare alla Asl Foggia.
Voci di corridoio da Bari riferiscono che ci sarebbe stato uno scontro tra i due sulle notizie che avrebbero indispettito non poco il governatore.
Se per ciò che riguarda Sanitaservice c’è in ballo la nomina (tutta in seno ai dem di Piemontese) del manager, per ciò che riguarda Universo Salute la questione ha origini più lontane.
I soldi che l’azienda pretende dalla Asl sono quelli che hanno a che fare con le famose tariffe Covid, per le Rsa messe in luce per la prima volta da queste colonne e su cui è intervenuto chiedendo chiarimenti l’allora consigliere regionale di Fratelli d’Italia Ignazio Zullo, oggi senatore di maggioranza. La questione, evidenziata da l’Attacco ad inizio settembre 2021, riguarda la liquidazione (erogata al 50% dalla Asl Foggia, pari a 2,2 milioni di euro) delle prestazioni eseguite dalla struttura privata, inserita dalla Regione nella rete Covid, durante le prime fasi della pandemia.
“Una tariffa giornaliera pari a 250 euro con farmaci, materiali e protesi a carico dell’Asl e vuoto per pieno all’interno del modulo autorizzato non è applicata per nessuna tipologia di struttura sanitaria e socio-sanitaria esistente in Puglia erogatrice di prestazioni in accreditamento con il Ssn”, aveva fatto notare Zullo.
Nemmeno le prestazioni ospedaliere applicate per i ricoveri Covid non necessitanti di terapia intensiva pur determinate per Drg valorizzerebbero una remunerazione pari a quanto richiesto da Universo Salute, aggiunse il meloniano.
Ma già settimane prima, Luca Vigilante, oggi Ad di Universo Salute, aveva rivendicato a l’Attacco la congruità delle richieste della società, per via degli standard molto elevati che è riuscita a garantire ai pazienti durante la pandemia.
Fatto sta che dopo il polverone sollevato sulla questione, la Regione ci ha voluto vedere chiaro, lo confermò su queste colonne, poco meno di un anno fa, Antonio Nigri, oggi direttore generale della Asl Foggia: “La definizione economica di quelle prestazioni non ha trovato veloce riscontro, oggi (luglio 2022, ndr) la Regione ci chiede (a Foggia e Bat) formalmente di definire con precisione i dati delle prestazioni che ha eseguito il privato in quei mesi, in modo da capire congruità e appropriatezza delle stesse in maniera puntuale ed articolata. Abbiamo messo in piedi un gruppo di lavoro dedicato, stiamo interloquendo con il privato interessato per avere riscontro rispetto alla quantificazione di quanto fatto, con la consapevolezza che le due Aziende dovranno raccordarsi tra loro ed entrambe con la Regione. Ma la sintesi finale la farà la Regione, a cui spetta il compito di fare la quadratura del cerchio. Dopodiché la Asl si limiterà a prendere atto delle determinazioni in arrivo da Bari, richiedendo somme indietro se non dovute o integrando se la cifra finale dovesse essere superiore rispetto a quella già liquidata”.
Evidentemente i pagamenti richiesti da Universo Salute non ci sono stati e Vigilante e i suoi sono passati alle maniere forti. La Asl ha impugnato il decreto ingiuntivo opponendo il fatto che non ci sia alcun contratto che indichi quelle tariffe.
I quasi due milioni di euro pretesi peserebbero in modo particolare sulle casse della sanità regionale che ora più che mai sta cercando di contenere le spese. Proprio questo avrebbe irritato Emiliano che si è attirato più di una critica in passato da molti gestori di Rsa sentitisi “trascurati” dalla Regione, a differenza di Universo Salute. I buoni rapporti della società con Piemontese avrebbero innescato lo scontro tra i due.
L’ennesimo segnale che confermerebbe l’insofferenza del governatore nei confronti degli imprenditori foggiani, esacerbata ancora di più dopo lo scandalo dei presunti maltrattamenti a danno dei pazienti dell’ex ortofrenico di Foggia.
Sulla questione tariffe Covid starebbero cercando di capirne di più anche Procura e Guardia di Finanza.
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