"Dipende tutto dalla Asl e dalla Regione. Quest’ultima sulle tariffe ha perso due ricorsi al Tar ma preannuncia ricorso al Consiglio di Stato. Al momento si riconferma quanto scritto da questa società in ordine alla risoluzione dei contratti in conseguenza dei provvedimenti regionali”, è lapidario il commento reso a l’Attacco da Sviluppo e Gestione di Attività Sanitarie Srl che gestisce le Rsa di Troia e San Nicandro Garganico e parte del Gruppo San Raffaele. Potrebbe quindi avviarsi verso l’addio alla Capitanata il consorzio dell’imprenditore Antonio Angelucci se non dovesse dirimersi la controversia con la Regione Puglia. Diverse le questioni da risolvere, non solo le tariffe. Secondo quanto riferito da fonti sindacali in sede di preintese tra Regione, Asl e azienda non si sarebbe riconfermato per Troia e San Nicandro lo stesso numero di posti letto del passato, in particolare per il nucleo Alzheimer. Nel frattempo la Asl Foggia sarebbe in procinto di bandire una nuova gara per assegnare la gestione della struttura, i cui immobili sono di proprietà pubblica. Allo stato attuale la gestione è in proroga al San Raffaele.
Ma, come detto, è ancora aperta la questione delle tariffe. Di recente la Regione aveva apportato una serie di modifiche che prevedevano una quota di compartecipazione più alta per utenti e famiglie rispetto a quella del 30% prevista in precedenza, con il restante 70% a carico del Ssr. Il Tar, adito dalle famiglie degli utenti e dalle associazioni di categoria, ha in effetti riconosciuto l’illegittimità di tali aggiustamenti tariffari “in corso d’opera” annullandoli e ripristinando le vecchie percentuali. La Regione ha però già annunciato che impugnerà le sentenze presso il Consiglio di Stato. Il problema però è che dal punto di vista della Regione una certa tipologia di pazienti ricoverati presso le strutture del San Raffaele non rientrano nella delibera che il Tar ha contestato e quindi dovrebbe restare la partecipazione pubblica al 50%. In più sarebbe previsto anche un ridimensionamento del personale impiegato.
Ma tra Asl e San Raffaele ci sono altre questioni in sospeso, come per esempio il nodo dell’utilizzo degli immobili di Troia e San Nicandro ed un eventuale canone da corrispondere e ancora, alcuni pagamenti che la Asl ha in sospeso nei confronti del privato. A tal proposito, in questi giorni pare che l’Azienda sanitaria abbia sbloccato alcune liquidazioni anche se al 50% del totale come dispone la legge regionale, almeno per consentire al privato di procedere al pagamento degli stipendi del personale.
Proprio lunedì scorso era giunta una nota della società Sviluppo e Gestione di Attività Sanitarie srl con cui comunicava ai lavoratori che “fermo l’impegno a recepire segnali positivi che dovrebbero sopraggiungere (la società, ndr) si trova nell’attuale incertezza di poter onorare tutti gli impegni assunti con il personale, i fornitori e quant’altro necessario per l’espletamento delle attività con ciò dovendo rappresentare sin da subito, suo malgrado, la possibilità che il pagamento degli stipendi relativi al corrente mese di marzo 2024 non venga effettuato”.
“Vista questa nota e le variazioni contrattuali che incidono sulla sostenibilità delle attività esercitate e sul pagamento delle mensilità del personale impiegato presso le Rsa di Troia e San Nicandro Garganico, le quali ospitano pazienti affetti da handicap di natura fisica, psichica o sensoriale in condizioni di non autosufficienza o affette da malattie croniche e psico−geriatriche, e pazienti affetti da malattia di Alzheimer abbiamo richiesto al Prefetto di Foggia Maurizio Valiante, all’assessore regionale alla salute Rocco Palese, al direttore del dipartimento salute Vito Montanaro, al direttore generale della Asl Foggia Antonio Nigri, al Sindaco di Troia Leonardo Cavalieri, al Sindaco di San Nicandro Matteo Vocale e a tutto il personale interessato un incontro urgente, con espresso avvertimento che qualora ciò non si concretizzasse si farà ricorso alle procedure previste dalla Legge 146/90, ovvero la proclamazione dello stato di agitazione, volte ad attivare le clausole di raffreddamento e di conciliazione dinnanzi al Prefetto di Foggia”, ha dichiarato Gianluca Di Pumpo, referente dell’Usb Foggia.
Sembra peraltro che la srl, ente gestore delle strutture, abbia comunicato alla Regione che già il prossimo 3 aprile potrebbe mettere fine al rapporto contrattuale. Resta da capire se fino ad allora la Regione dovrà (e potrà) individuare un altro gestore o addirittura spostare i pazienti in un’altra struttura. La situazione attuale quindi rende particolarmente incerto il futuro delle strutture, con possibili ripercussioni sui pazienti e sui lavoratori.
“Stiamo seguendo con molta attenzione l'evolversi della situazione che riguarda un'azienda privata, la Asl che sta nel mezzo e la Regione – ha dichiarato a l’Attacco il primo cittadino di San Nicandro Matteo Vocale -. Abbiamo sollecitato i vertici regionali, la politica e la Asl di tenere sotto controllo questa situazione e scongiurare ad ogni costo sacrifici per ciò che riguarda i livelli occupazionali e evitare questioni che possano danneggiare economicamente i pazienti e i loro parenti e chiaramente interruzioni del servizio. Abbiamo chiesto questo, in caso contrario ci dovremo muovere diversamente ma credo e spero che questo non avvenga”.
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