“Quando mio nonno ha manifestato alcuni dei sintomi che ai miei occhi di profano erano riconducibili ad un ictus cerebrale ho subito pensato che l’ospedale più vicino al mio Comune dell’Alto Tavoliere presso cui trovare un reparto di neurologia adatto all’occorrenza fosse il Masselli Mascia di San Severo”, a riferire la sua esperienza è Mario (nome di fantasia per tutelare la sua privacy e quella della sua famiglia) che qualche notte fa ha avuto bisogno di recarsi in Pronto Soccorso per un sospetto caso di patologia neurologica. “Il mio convincimento derivava dal fatto di aver ricordato che più di un anno fa uscì la notizia che la stroke unit spoke di San Severo era stata finalmente approvata da delibera di giunta regionale e che doveva solo concretizzarsi l’allestimento del reparto. Ho pensato, sbagliando, dopo oltre un anno le procedure fossero state espletate e che l’unità fosse ormai operativa. Invece, con sorpresa, una volta in Pronto Soccorso, ho saputo che non vi era ancora nulla di definito. Morale della favola, il personale addetto al triage, avendo avuto la mia medesima preoccupazione per i sintomi che manifestava mio nonno, mi ha dirottato verso Foggia o San Giovanni Rotondo, ospedali in cui avrei trovato il neurologo. Decidiamo quindi per Foggia, considerando che la strada a quell’ora (erano le 22) sarebbe stata sgombra e senza traffico e saremmo arrivati prima rispetto a San Giovanni. Ad onor del vero al Pronto Soccorso del Policlinico non abbiamo trovato molta gente, ciò nondimeno, dopo una prima rapida visita, mio nonno ed io siamo rimasti in ospedale fino alle 8 del mattino successivo. Ci è stato anche rimproverato dai sanitari il fatto di esserci rivolti al Pronto Soccorso perché la patologia non si è rivelata così grave ma nel contempo avremmo provocato il congestionamento di un reparto già sotto stress. Premesso che non competerebbe ai pazienti o ai loro familiari comprendere la patologia che provoca un malore e che diversi sanitari, viste le condizioni di mio nonno, hanno subito pensato ad un ictus (anche se poi non era tale), noi abbiamo considerato in prima battuta l’ipotesi di recarci in un ospedale del territorio, più vicino a noi peraltro, sapendo bene che in quelli più grandi il rischio di affollamento e quindi di lunghe attese è molto alto. Ma se le strutture periferiche come quella di San Severo non hanno gli strumenti per prendere in carico tutte le tipologie di pazienti, noi a chi ci dobbiamo rivolgere?”, l’interrogativo di Mario. Ma a mente fredda, la domanda che si è posta il cittadino è stata un’altra: “Che fine ha fatto la stroke unit prevista a San Severo?”.
Di questa nuova attivazione se ne parla tempo, grazie all’impegno profuso in questi anni da Dino Marino, già presidente della commissione sanità in consiglio regionale ai tempi di Nichi Vendola governatore e di suo figlio Pierluigi, oggi assessore al bilancio nell’amministrazione comunale targata Lidya Colangelo ma anche in passato consigliere comunale.
L'ictus cerebrale rappresenta la prima causa di invalidità nel mondo, la seconda di demenza e la terza di mortalità nei Paesi occidentali e nonostante quest'ultima, negli ultimi 15 anni, sia diminuita, tutte le proiezioni indicano che, entro i prossimi 20 anni, a causa dell'invecchiamento della popolazione, si verificherà un complessivo aumento di oltre il 30% del numero totale dei casi di ictus nell'Unione Europea.
In Italia ogni anno si registrano almeno 100 mila nuovi ricoveri dovuti all'ictus cerebrale, circa un terzo delle persone colpite non sopravvive ad un anno dall'evento, mentre un altro terzo sopravvive con una significativa invalidità. Pertanto il numero di persone che attualmente vive in Italia con gli esiti invalidanti di un ictus ha raggiunto la cifra record di quasi un milione.
In Puglia gli ultimi dati evidenziano che in un anno i ricoveri per patologie cerebrovascolari acute sono circa 6300, di cui 5 mila per patologia ischemica (infarti e Tia). Di questi, 4 mila casi vengono ricoverati in reparti di neurologia, un migliaio in medicina e poco più di 400 in neurochirurgia.
Nella provincia di Foggia i casi sono più di 700 all'anno e i pazienti sono in un anno circa 7/8 mila, tra urgenze e trattamenti post acuzie.
Nel 2016 la Regione Puglia ha disposto l'attivazione di una rete assistenziale per l'ictus che si dovrebbe comporre di centri hub altamente specializzati e centri spoke di primo livello che fanno riferimento ai centri hub. I centri spoke dovrebbero sul territorio cercare di affrontare in prima battuta la stabilizzazione dell'ictus. Difatti se per l'infarto del miocardio sono previste le unità di terapia sub intensiva coronarica, per l'ictus cerebrale sono previste le unità di terapia sub intensiva cerebrovascolare, le cosiddette stroke unit. Il centro hub in provincia di Foggia è stato attivato al Policlinico Riuniti mentre gli spoke non sono mai partiti. Gli ospedali interessati per questi ultimi sono quelli di San Severo e Cerignola, non solo perché coprirebbero geograficamente l'Alto e il Basso Tavoliere ma anche perché sono ospedali di primo livello e in essi deve essere presente la struttura di neurologia così come peraltro previsto dal Dm 70 del 2015.
La mancanza del servizio neurologico negli ospedali minori impedirebbe peraltro di fare una corretta attività di prevenzione, oltre che di diagnosi e intervento.
A luglio del 2023 sembrava essere arrivata la svolta con la delibera 919 approvata il 03/07/2023 dalla giunta regionale, che dava attuazione alla deliberazione di giunta regionale 412 del 28/03/2023, permettendo così l’aggiornamento della rete ospedaliera ai sensi del Dm 70 del 2015. Nella terza fase della delibera in questione, si prevedeva alla lettera d, l’istituzione di 12 posti letto di neurologia presso l’ospedale di San Severo, di cui 2 dedicati alla stroke unit di primo livello. A quel punto si sarebbe trattato solo di dare corso alle disposizioni regionali, tanto che si ipotizzava che entro la fine di quell’anno il reparto sarebbe stato realtà. Ma qualcosa non è andato secondo i piani.
Il ritardo non sarebbe passato inosservato agli occhi della nuova amministrazione comunale, tanto più che oggi Gigi Marino, tra i maggiori sostenitori dell’attivazione della stroke unit (affiancato dal primario di neurologia del Policlinico di Foggia Ciro Mundi, come consulente scientifico), è nella maggioranza del governo della città.
Infatti Sindaca e assessore avrebbero in programma di incontrare a stretto giro il direttore generale della Asl Foggia Antonio Nigri proprio per sollecitare i necessari interventi per arricchire l’offerta sanitaria del Masselli Mascia, anche alla luce di una ulteriore recente delibera di giunta regionale (la 1384 del 3 ottobre 2024 relativa all’approvazione definitiva del regolamento regionale sull’aggiornamento della rete ospedaliera) con la quale sono state approvate le reti tempo dipendenti per infarto, ictus appunto, traumatologica ed emergenza urgenza, nonché Stam e Sten.
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