Asl Foggia, personale sanitario in rivolta: "Il dottor Palma non è in grado di rivestire il ruolo di medico d'urgenza"

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Una vicenda paradossale avrebbe messo in forte imbarazzo l’Asl Foggia la notte tra l’1 e il 2 maggio scorsi. Secondo quanto appreso da una lettera fornita a l’Attacco e firmata dal personale di turno durante quelle ore presso il pronto soccorso di Cerignola, il dottore Francesco Paolo Palma, assegnato alla sala codici rossi, avrebbe sonnecchiato sul posto di lavoro, disinteressandosi dei pazienti, scaricando le proprie responsabilità sugli infermieri in servizio, e scatenando il panico in struttura, fino al punto da farla chiudere per tutta la notte. “Con la presente vi portiamo a conoscenza di quanto accaduto durante il turno di notte del 1 maggio 2025 che vedeva in servizio la dottoressa Maria Giulia Candeliere nella sala codici verdi e il dottor Francesco Paolo Palma assegnato alla sala codici rossi”, si legge nella missiva a prima firma della dottoressa Candeliere indirizzata al dirigente del servizio di pronto soccorso e chirurgia d’urgenza Michele Greco. “Sin dall’inizio del turno si verificava un rallentamento ingiustificato nell’accesso dei codici arancioni a causa del fatto che il dottor Palma appariva sonnolento e maldisposto a gestire le urgenze in attesa”, scrivono i firmatari della lettera. “Più volte sollecitato dal personale infermieristico e dalla dottoressa Candeliere, il dottor Palma rispondeva in modo non adeguato (Suggerendo di far gestire i pazienti alla collega o di far visitare i pazienti alle infermiere), cosa che si ripeteva nella stessa modalità anche alla presenza dei pazienti e dei parenti che chiedevano lecite spiegazioni”, continua il documento. “A più riprese, il dottor Palma si presentava ai pazienti in evidente stato di stanchezza, e – cosa ancora più grave – in condizioni impresentabili, addormentandosi in loro presenza e rifiutandosi di valutare in tempi adeguati i pazienti in attesa, adducendo scuse di vario genere. Numerosi pazienti registravano un ingiustificato ritardo nella valutazione medica, nonostante Palma fosse stato esortato dal personale infermieristico, che lo invitava a valutare le emergenze in attesa per non incorrere in conseguenze gravi non solo per lo stato di salute dei pazienti, ma anche dal punto di vista medico-legale per il personale in servizio”, prosegue lo scritto.

“In presenza di un paziente in codice arancione, il dottor Palma, dopo aver valutato le sue condizioni e apportato le cure relative a un caso di ipertensione con associata epistassi – che tuttavia continuava a sanguinare -, alla richiesta lecita dello stesso paziente di un ulteriore intervento per tamponare l’emergenza, insisteva per la dimissione e procedeva alla stessa. Il tutto alternando fasi di sonno evidente in presenza del paziente e dei familiari che, preoccupati, erano sopraggiunti”, raccontano i firmatari.

“Il personale infermieristico e la dottoressa Candeliere chiedevano l’intervento delle guardie giurate che, una volta giunte sul posto e nonostante le invettive e l’agitazione dei parenti, non riuscivano a evitare che questi ultimi effettuassero delle riprese-video e delle foto al dottor Palma dormiente seduto alla scrivania. A questo si aggiungeva, ulteriormente, la situazione di disagio e di agitazione indotta negli altri pazienti a carattere d’urgenza”, sottolineano.

“Il paziente, in evidente e comprensibile stato di agitazione, insisteva nel chiedere di essere assistito in modo adeguato ed eventualmente ricoverato. Al diniego del dottor Palma, il paziente aggrediva verbalmente il medico, e solo grazie all’intervento delle guardie giurate e del personale infermieristico si evitava l’aggressione fisica. A questa situazione, già di per sé grave, nel corso del turno di servizio, si verificava la concomitanza di ben 4 codici arancioni e di 1 codice azzurro. Esortato dalla dottoressa Candeliere a valutare i pazienti, il dottor Palma si rivolgeva alla collega esclamando: vedili tu o falli vedere agli infermieri, assentandosi dalla sala rossa per un’ora e mezza”, riporta testualmente la missiva.

“La situazione di questa notte non è altro che l’ultimo caso in ordine cronologico di una condizione di disagio grave per il personale medico e infermieristico, che si protrae ormai da mesi, nonché di rischio reale e concreto per la salute dei pazienti che afferiscono al servizio, e che espone tutto il personale al rischio di aggressioni e di conseguenze medico-legali”, concludono. “A questo si aggiunge il danno grave e ingiusto di immagine causato da tale comportamento ai danni del personale medico e infermieristico. Chiediamo, pertanto, di intervenire in merito all’accaduto e di prendere gli opportuni provvedimenti, al fine di tutelare il personale medico e infermieristico in servizio e di salvaguardare le condizioni di lavoro e psicologiche dello stesso, che appare visibilmente provato da situazioni simili e reiterate nel tempo”.

A conferma della lettera sottoscritta dal personale di Cerignola, una segnalazione pervenuta direttamente a l’Attacco dal dottor Patrizio Brancaccio, medico in servizio per la Asl Foggia a Torremaggiore. “Divido i turni con altri due colleghi, quindi circa 248 ore mensili. Quanto scrivo è una denuncia, consapevole delle responsabilità a cui vado incontro”, afferma. “In turno, nella postazione di cui sono il referente, lavora (si fa per dire) il dottor Palma Francesco. Si tratta di un individuo che accumula sino a 400 e più ore mensilmente. Per arrivare a tale monte orario, lo stesso presta servizio ai pronto soccorso di San Severo e Cerignola. Va da sé che non possa arrivare in orario, accumulando ritardi anche superiori alle 2 ore”, dice.

“Non abbiamo badge per testimoniare ingresso e uscita da servizio. In maniera autonoma e senza controllo alcuno, autodichiariamo ingresso e uscita apponendo la firma su un semplice foglio che poi viene mandato all'ufficio competente per i conteggi mensili”, spiega. “Orbene, il dottor Palma viene pagato per un turno di 6-12-24-36 o anche 48 ore consecutive, non tenendo conto dei ritardi accumulati. Ritengo che sia un furto ai danni dell'Asl”, prosegue. “Per quanto riguarda gli accumuli di ore fatte senza soluzione di continuo, ogni organo in cui presta servizio fa finta di non sapere che il medico ha già fatto precedentemente un turno di 12/24 ore in altra sede e quindi se ne lava le mani. Si addormenta - letteralmente - alla scrivania, davanti ai pazienti. Deve essere sollecitato non solo verbalmente, ma anche fisicamente (scuotendolo) per risvegliarlo. Sui social girano filmati a riguardo”, continua.

“Non visita i pazienti. Li manda via adducendo scuse pretestuose. Chiamato dagli infermieri a intervenire per la presenza di pazienti in sala visita, questi rimangono in sua attesa anche per 30 minuti. Ho sporto denuncia, in primis attraverso la posta elettronica aziendale, e successivamente attraverso la mia pec, tempo addietro - caduta nel vuoto -, al direttore generale della Asl Foggia Antonio Nigri, al direttore sanitario dell’ospedale Teresa Masselli di San Severo, e ai carabinieri della stazione di Torremaggiore”, fa sapere.

“Bollato come gesto inutile e infame, lo ritengo invece doveroso. Il soggetto indicato, oltre a essere un'offesa per la professione medica, è un costante pericolo per la comunità”, chiosa. “Ritengo non sia in grado di rivestire il ruolo di medico di emergenza-urgenza, che richiede massima attenzione, disponibilità immediata e soprattutto coscienza deontologica. Non ha rispetto per nulla e nessuno. Sono in possesso, come referente della mia postazione, di documenti che quantomeno provino l'incuria con cui il dottor Palma esercita la sua professione, sino al concorso nel decesso di un paziente. Non è in grado, per ammissione degli infermieri, di effettuare una rianimazione cardio-polmonare. Evita suture un po’ difficili ma del tutto effettuabili da qualsiasi medico d'emergenza, inviando, sanguinante, il paziente in ospedale”. Cercato da l’Attacco, il direttore generale della Asl Foggia Antonio Nigri non ha risposto al telefono. 

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