Una guerra a carte bollate sta scuotendo da giorni la sanità pubblica foggiana. Al centro della bufera, l’Azienda Sanitaria Locale di Foggia, accusata di gestire assunzioni, mobilità e concorsi con criteri che – secondo una denuncia firmata dal sindacato Nursing Up – si discosterebbero radicalmente da meritocrazia, legalità e trasparenza. L’accusa è grave: la costruzione artificiale di vuoti negli organici, attraverso manovre di comandi e trasferimenti, per poi bandire concorsi già orientati verso candidati di sistema. Una sorta di giostra occupazionale, come l’ha definita il sindacalista Giuseppe Biccarino, coordinatore provinciale del Nursing Up, che punta il dito contro la direzione generale della Asl e chiede l’intervento, senza mezzi termini, del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e dell’assessore alla sanità Raffaele Piemontese. L’eco della segnalazione, rilanciata dal sindacato e pubblicata da l’Attacco, è arrivata fino alla Guardia di Finanza e alla Procura della Corte dei Conti. Ma anche nelle stanze della Regione Puglia, dove – ad oggi – si registra un silenzio assordante. La risposta della Asl non si è fatta attendere: il direttore generale Antonio Nigri ha annunciato una querela per diffamazione contro Biccarino, rigettando punto per punto ogni accusa. A suo dire, il sindacalista avrebbe mosso accuse infondate dopo che l’azienda sanitaria aveva negato una richiesta di proroga che avrebbe consentito la partecipazione del figlio a un concorso in scadenza. Ma a rendere il quadro ancora più controverso è l’ultima segnalazione, che mette nel mirino due delibere recenti della Asl di Foggia, relative a una mobilità compensativa tra ostetriche in servizio presso l’azienda sanitaria e altre dipendenti dell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. Un’operazione che, a giudizio del Nursing Up e del Nursind, potrebbe violare principi costituzionali e norme di riferimento per l’accesso al pubblico impiego, qualora non fosse accompagnata da un’attestazione esplicita che certifichi il reclutamento tramite concorso delle dipendenti in entrata.
Come si legge nella segnalazione protocollata l’8 luglio 2025, “la ASL FG, con le delibere del D.G. n° 853 del 23/6/2025 e n° 924 del 28/6/2025, ha dato l’assenso alla mobilità compensativa tra Ostetriche dipendenti rispettivamente della stessa ASL FG con altrettante Ostetriche dipendenti dell’I.R.C.C.S. Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo”. Tuttavia, “si chiede se la ASL FG ha acquisito l’attestazione della Casa Sollievo Sofferenza di San Giovanni Rotondo che l’assunzione delle interessate è stata fatta secondo le procedure concorsuali previste dalla vigente normativa”.
E se questa attestazione non dovesse esserci, la mobilità dovrebbe essere dichiarata illegittima. La posta in gioco è alta: oltre al rischio di danno erariale per il responsabile del procedimento, c’è una questione di equità nei percorsi lavorativi del personale sanitario di tutti gli enti pubblici della Regione, e soprattutto un problema di fiducia nelle istituzioni. Il caso è ormai uscito dalle stanze degli uffici per entrare nel dibattito pubblico e politico. E ora tutti gli attori – dalla Regione alla magistratura contabile – sono chiamati a fare chiarezza.
Tutto parte da una segnalazione depositata dal sindacato Nursing Up e firmata dal coordinatore provinciale Giuseppe Biccarino. Un atto formale, dettagliato, che chiama in causa direttamente la dirigenza della Asl di Foggia e la Regione Puglia. Nomi, cognomi, delibere e procedimenti concorsuali sono indicati con precisione: secondo il sindacalista, l’azienda sanitaria foggiana – guidata da Antonio Nigri – sarebbe al centro di un sistema di gestione del personale non trasparente, in cui si fa uso disinvolto di nulla osta, comandi e mobilità per manipolare la composizione degli organici e creare spazio per nuovi concorsi.
Il punto di caduta è il concorso per 9 posti da dirigente amministrativo: secondo Biccarino, un’operazione architettata attraverso l’impiego di personale assunto a tempo indeterminato, poi trasferito in violazione sistematica del vincolo quinquennale di permanenza nella sede di prima destinazione previsto dall’articolo 35 comma 5bis del Dlgs 165/2001 che impone ai vincitori di concorso pubblico la permanenza per almeno 5 anni nella sede di prima destinazione per generare un vuoto pilotato. Un meccanismo che, secondo il sindacalista, beneficia di una regia politica. Il riferimento diretto è a Raffaele Piemontese, vicepresidente della Regione e assessore alla sanità, descritto come garante istituzionale del sistema.
Accuse pesanti, che la Asl ha rigettato in toto, annunciando azioni legali. La replica della direzione strategica dell’azienda sanitaria è arrivata con toni durissimi: “Parlare di giostra occupazionale è falso, offensivo e pretestuoso”. Secondo Nigri, non vi è stato alcun concorso autonomo nel 2025, ma solo un’attivazione legittima di graduatorie regionali approvate. La Asl ribadisce che l’unico concorso pubblico per 11 dirigenti risale al 2021 e che, per ragioni pandemiche, non è mai stato espletato. “La riapertura dei termini nel gennaio 2025 – spiegano – è avvenuta per ampliare la platea dei partecipanti, nel pieno rispetto della normativa”.
Ma proprio mentre il duello tra sindacato e dirigenza infiamma il dibattito, un nuovo atto rischia di complicare ulteriormente la posizione dell’Asl: la segnalazione relativa alla mobilità compensativa tra ostetriche della Asl e dell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza. Due delibere – la n. 853 del 23 giugno e la n. 924 del 28 giugno 2025 – hanno autorizzato il trasferimento incrociato di personale tra un ente pubblico (la Asl Foggia) e una struttura sanitaria privata con diritto pubblico (Casa Sollievo). Una procedura non vietata, ma vincolata da regole ben precise.
Il punto critico è questo: le dipendenti in entrata alla Asl da Casa Sollievo sono state assunte tramite procedure concorsuali o similari? In caso affermativo, la Asl ha ottenuto attestazione formale? In assenza di tale attestazione, l’operazione rischia di entrare in conflitto con l’articolo 97 della Costituzione e con la vigente normativa che regola l’accesso alla pubblica amministrazione. “Al fine di evitare una disparità di comportamenti in tema di mobilità compensative fra gli Enti pubblici del S.S.R. e gli I.R.C.C.S. qualora ciò non fosse, si richiede alla ASL FG la revoca delle delibere e/o in caso contrario, l’intervento immediato dei destinatari della presente per la declaratoria di illegittimità affinché venga ripetuto nei confronti del responsabile il danno erariale cagionato”.
In gioco non c’è solo il rispetto delle regole, ma anche l’equità del sistema. Perché, se un lavoratore del Servizio Sanitario Nazionale ha dovuto superare un concorso per accedere al pubblico, perché altri dovrebbero poterlo fare attraverso un semplice scambio di sedi? La vicenda ha già suscitato malumori anche tra altri sindacati. Mentre Cgil e Fials non hanno voluto commentare, Giuseppe Giampietro del Nursind ha parlato apertamente di un clima malsano: “Siamo tornati alla politica delle promesse di lavoro in campagna elettorale. Cosa dobbiamo fare, restare in silenzio?”.
Ora la parola passa agli enti preposti. La Regione Puglia è chiamata a esprimersi, così come le autorità contabili e giudiziarie. Perché, se da un lato c’è un sindacalista querelato per diffamazione, dall’altro c’è una macchina amministrativa che, se venissero confermate le presunte irregolarità segnalate, potrebbe aver alimentato un sistema opaco e ingiusto. In mezzo, come sempre, ci sono i cittadini. E la loro fiducia nella sanità pubblica e nelle istituzioni.
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