Mobilità Asl Foggia-Casa Sollievo, vari sindacati sul piede di guerra: Nigri convoca i tavoli per chiarire

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È sempre più rovente la polemica sulla mobilità compensativa tra la Asl di Foggia e l’Irccs Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. A far esplodere definitivamente il caso, nei giorni scorsi, è stato il documento ufficiale della Regione Puglia che, rispondendo a una segnalazione congiunta dei sindacati Nursind e Nursing Up, ha messo nero su bianco che le delibere n. 853 e 924 firmate dal direttore generale Antonio Nigri - con le quali si autorizza lo scambio di ostetriche tra i due enti - non risultano essere state preventivamente valutate, autorizzate o informate al Dipartimento regionale competente. Un dettaglio non da poco, se si considera che le strutture coinvolte appartengono a due universi giuridici differenti: la Asl, ente pubblico del Sistema sanitario regionale, e Casa Sollievo, Irccs di diritto privato con riconoscimento ecclesiastico. Proprio su questo punto i sindacati hanno presentato una formale diffida alla direzione dell’azienda sanitaria, chiedendo l’immediata revoca delle delibere entro cinque giorni. Nella loro nota, firmata dal segretario provinciale Nursind, Giuseppe Giampietro, e dal coordinatore Nursing Up, Giuseppe Biccarino, i sindacati contestano che le due dipendenti provenienti da Casa Sollievo siano state assunte mediante procedura concorsuale pubblica, condizione necessaria secondo la legge per consentire la mobilità verso il settore pubblico. La Regione, dal canto suo, ha precisato che solo il personale assunto a seguito di un vero concorso può essere equiparato a quello del Sistema sanitario regionale. La certificazione fornita da Casa Sollievo - secondo cui le ostetriche sarebbero state assunte nel 2016 attingendo da una graduatoria di merito approvata dal consiglio d’amministrazione - non soddisfa, secondo i sindacati, i requisiti di trasparenza, pubblicità e imparzialità propri di un concorso pubblico.

“Una semplice delibera interna non equivale a una procedura concorsuale”, scrivono i sindacati. “E rischia di violare i principi fondamentali dell’accesso alla pubblica amministrazione”. Come se non bastasse, la diffida contiene un esplicito invito alla Regione Puglia, alla Corte dei Conti e alla Guardia di Finanza a verificare eventuali profili di danno erariale o illegittimità amministrativa. Il clima è pesante, le tensioni altissime. Tanto che il direttore generale della Asl di Foggia, Antonio Nigri, avrebbe convocato per oggi una riunione urgente con tutte le sigle sindacali della sanità foggiana, nel tentativo di riportare serenità e ricomporre il fronte del conflitto. Ma i margini per una distensione sembrano ristretti.

“Non ci basta una tavola rotonda, servono atti concreti: o si revocano le delibere o ci rivolgeremo alla magistratura contabile”, spiegano fonti sindacali. L’impressione diffusa è che l’incontro di oggi rischi di trasformarsi in una resa dei conti, piuttosto che in un’occasione di chiarimento. “La fiducia è compromessa”, dicono ancora i sindacati. “E l’arroganza con cui si è proceduto in barba ai controlli regionali è inaccettabile”. La Regione, nella sua nota protocollata l’11 luglio, ha chiesto alla Asl di Foggia una puntuale relazione e ha ribadito che qualsiasi scambio tra personale del sistema sanitario pubblico e soggetti privati - anche se accreditati - deve essere tracciabile, regolato e autorizzato in base alla normativa vigente.

Intanto, la questione è diventata anche un caso politico. Diversi esponenti regionali della Commissione Sanità sarebbero pronti a chiedere audizioni pubbliche in Consiglio per fare luce sull’operato della dirigenza foggiana e sulle responsabilità dell’ente religioso. Sui social, il tema ha già acceso il dibattito tra operatori sanitari, cittadini e attivisti. In una sanità già provata dalla cronica carenza di personale, la trasparenza nelle assunzioni e nelle mobilità diventa una questione cruciale, non solo giuridica ma etica. E proprio per questo, al netto della riunione di oggi, appare difficile che le polemiche si plachino tanto facilmente.

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