Sono trascorsi ormai più di quaranta giorni dallo scandalo assunzioni che coinvolse l’Asl Foggia e la società in house Sanitaservice. Dieci dipendenti per il 118 erano stati sospesi in seguito a irregolarità emerse dalle verifiche giudiziarie, fra cui Grazia Romito, sorella del boss mafioso Mario Luciano Romito, ucciso nel 2017. Le sospensioni riguardavano anche due soccorritori, un autista e sei ausiliari, tutti assunti tramite l’agenzia interinale Randstad, incaricata delle selezioni e dell’acquisizione delle autocertificazioni sul casellario giudiziale. Il caso suscitò parecchie polemiche. Il deputato di Fratelli d’Italia Giandonato La Salandra affermò di aver formulato una richiesta di audizione in Commissione Antimafia dei responsabili di Sanitaservice, della Asl e dell’assessore regionale pugliese alla Sanità – Raffaele Piemontese –, per chiarire fatti e responsabilità. O il duro attacco del leghista Joseph Splendido che asserì: “Chiediamo le dimissioni immediate del direttore generale dell’Asl e il commissariamento di Sanitaservice oggi presieduta da Angelo Tomaro oltre all’impegno da parte della politica qualora alle prossime regionali vincano le sinistre di revocare dal suo incarico il dottor Nigri, di eliminare il suo nome dall’albo dei direttori generali di un’azienda pubblica regionale per manifesta improntitudine e di non considerare più la sua persona utile a ricoprire incarichi pubblici in tutto il territorio regionale”. Asl Foggia e Sanitaservice se n’erano lavate le mani, sostenendo di non aver avuto alcun ruolo nella selezione del personale ausiliario e degli autisti-soccorritori, affidata con procedura pubblica a Randstad Italia SpA, primaria società internazionale di somministrazione di lavoro. Nella stessa conferenza stampa indetta per chiarire la propria posizione, il direttore generale Antonio Nigri sottolineò con fermezza che l’azienda sanitaria non avesse avuto alcuna responsabilità diretta nelle selezioni effettuate dichiarandosi parte lesa nella vicenda. Tuttavia, la versione dei vertici locali fu presto smontata dalla lettera dell’agenzia interinale Randstad, il cui testo raccontava un’altra verità: “Il dottor Giovanni Petta – RUP di Sanitaservice – chiedeva a Randstad, tramite e-mail e a tranches, l’invio dei nominativi dei candidati individuati e ritenuti in linea con i due profili ricercati. La divisione Healthcare di Randstad procedeva quindi puntualmente alla condivisione dei nominativi al fine del successivo inserimento in somministrazione”.
Sulla stessa linea il consigliere regionale Napoleone Cera, che sostenne di avere tra le mani una mail ufficiale dell’agenzia in cui si leggeva chiaramente che sarebbe stata la stessa Asl a valutare i curricula, decidendo chi prendere e chi no. Più tardi, il consigliere regionale Splendido indisse un’audizione sul caso convocando il direttore generale della Asl di Foggia, Antonio Nigri, e l’amministratore unico di Sanitaservice, Angelo Tomaro. Ma nessuno dei due si presentò, alimentando dubbi e sospetti. “Intanto, lavoratori licenziati senza una reale valutazione preventiva vengono privati due volte della propria dignità, anche coloro che avevano probabilmente tutti i requisiti. Una gestione superficiale e lacunosa che tradisce i diritti di chi lavora”, aveva rincarato la dose l’avvocato leghista. Ed è proprio su questo fronte che giungono aggiornamenti. I dipendenti per il 118 sospesi erano stati invitati a presentare controdeduzioni, e solo al termine di questa fase si sarebbe presa una decisione definitiva sull’eventuale reintegro o licenziamento. Cinque i giorni di tempo a disposizione dei sospesi per richiedere il certificato del casellario giudiziale – che attesta l’esistenza di procedimenti penali in corso – e il certificato dei carichi pendenti – che contiene provvedimenti in materia penale, civile e amministrativa – presso la Procura, e successivamente presentare la contestazione. Alcuni di loro, risultati “puliti”, sono stati reintegrati e gli è stato riconosciuto economicamente anche il periodo intercorso tra la sospensione e la riammissione. Una sorta di risarcimento che pare porre fine al caso Sanitaservice, ma che ha scoperchiato una serie di inadempienze da parte delle istituzioni sanitarie locali sul tema assunzioni. Alla luce di questo scandalo, la domanda che ci si pone è se si farà un passo indietro riprendendo nel solco della continuità tracciato dall’ex amministratore unico di Sanitaservice Massimo Russo, quando le assunzioni erano gestite direttamente dalla società in house senza intermediari. La risposta avremmo voluto giungesse direttamente dal direttore generale della Asl di Foggia Antonio Nigri, anche per conoscere la proporzione tra licenziati e reintegrati, ma qualsiasi tentativo de l’Attacco di contattarlo è stato vano.
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