Dal momento in cui l’ex primo cittadino Gianni Rotice gli ha affidato la delega al Bilancio a quello nel quale 13 consiglieri comunali si sono dimessi facendo sciogliere l’amministrazione sono trascorse soltanto due settimane. Quello di Giovanni Pio Gelsomino è stato l’assessorato durato meno di qualunque altro nella storia recente del Comune di Manfredonia. Con due fine settimana in mezzo, sono stati dieci i giorni lavorativi che ha potuto dedicare alla sua nuova veste. Oggettivamente pochi per fare qualsiasi tipo di valutazione, eppure bisogna riconoscergli che – all’atto dell’improvviso e inaspettato commiato – Gelsomino ha consegnato una relazione “che possa essere di supporto e informazione per chi assumerà il futuro incarico”, ha scritto.
Una sorta di operazione verità sul “cuore pulsante di qualsiasi amministrazione degna di essere chiamata con questo nome”, e Gelsomino ha certamente contezza di quello che dice. La sua professione si è incrociata più volte con la Pubblica Amministrazione, come scritto su queste colonne, visto che ha lavorato sia con il Comune che con la partecipata ASE. Balza all’occhio, tra le varie analisi prodotte, quella dell’azienda in house più importante della municipalità sipontina: l’ASE, appunto.
Le verifiche svolte sui bilanci dicono che, alla data del 31 dicembre scorso, erano stati prodotti utili per € 805.743. Inoltre gli utili di periodo al 30 settembre scorso sono pari a € 562.284. Fanno un totale di € 1.370.000. Giovanni Caratù condivide pienamente il rilievo di Gelsomino, quando questi scrive che “lo scopo della società partecipata non è quello di produrre utili ma di svolgere un servizio”. Di suo, aggiunge che “ha 14 milioni di fatturato ed è la più grossa azienda della città, per fatturato e numero di dipendenti”. Con un appunto sugli utili dell’ASE, però. Numeri che “risentono della transazione che è stata fatta in favore del Comune di Vieste”.
Come raccontato da l’Attacco nel febbraio 2021, c’erano di mezzo circa € 560.000. ASE reclamava quei soldi per due ‘voci’ specifiche. Una prima pari all’importo di € 89.700 “per attrezzature”; una seconda relativa a 15 fatture, in un periodo compreso tra novembre 2017 e dicembre dell’anno successivo, per un ammontare complessivo di € 470.667,30. La transazione fu chiusa per € 345.000 da pagare in due rate.
In quella situazione, “Nobiletti si trovava in conflitto d’interesse, secondo me. Lui era socio ASE e, allo stesso tempo, debitore come Comune di Vieste a seguito di un contenzioso – riprende Caratù, presidente della civica Manfredonia che Funziona e ‘sponsor principale’ di Giovanni Gelsomino -. Ora che ha ottenuto la transazione, peraltro così tanto favorevole per il suo Comune, vuole uscirsene. Riceverebbe anche una parte degli utili, Paradossale, dal momento che il Comune di Vieste non ha mai pagato in passato”.
Secondo l’ex assessore Gelsomino, sarebbe stata utile fissare un’assemblea dei soci. “Il Sindaco Rotice l’aveva convocata – racconta Caratù – ma adesso, eventualmente, la potranno fare solo i commissari. Soltanto così si potranno riportare quasi un milione e mezzo di euro nelle casse del Comune – se si forzasse con un contenzioso, forse -, che varrebbero per la riduzione della TARI”.
Scendendo di qualche rigo nella relazione di Gelsomino, ma restando sempre nell’ambito dell’ASE, scorrono i brividi lungo la schiena a leggere che si potrebbe arrivare “al licenziamento di oltre 100 dipendenti residenti nella nostra città”. Sarebbe una bomba sociale di dimensioni inaudite, con pesanti riflessi economici sul tessuto cittadino.
Bisogna partire dalla certezza che la Regione Puglia ha disposto che il servizio di gestione dei rifiuti deve essere svolto in forma associata dai Comuni, attraverso una gara con la quale si individua il soggetto che lo svolgerà. Nascono gli ARO, quindi, e quello chiamato Foggia 1 venne costituito a maggio 2013.
Mancando l’accordo tra i Comuni coinvolti – Manfredonia, Vieste, Monte Sant’Angelo, Mattinata e Zapponeta - è stato commissariato.
“Circa 5-6 anni fa, l’ASE spese buoni € 100.000 perché commissionò il proprio piano industriale. In quel caso, ad un’azienda barese. Con Raphael Rossi, è stato chiesto e ottenuto un altro piano industriale – appunta ancora Caratù - alla cifra di € 120.000. Attualmente, è stato commissionato un altro piano industriale per la cifra di € 150.000. Riassumendo: ASE ha commissionato 3 piani industriali in circa 6 anni, spendendo € 470.000. Soldi che non serviranno a nulla, visto che il piano industriale che importa è quello dell’ARO”.
Il commissario dell’ARO Foggia 1 è Giovanni Campobasso, “che abbiamo incontrato a Bari, insieme agli ex Sindaco e assessori Andrea Trotta e Gelsomino. L’Amministrazione comunale spiegò che voleva mettere a punto un piano industriale che coinvolgesse l’intero ARO”.
Da allora, l’Amministrazione non c’è più e, almeno per ora, non c’è nemmeno la gara che assegnerà il servizio di igiene urbana. Ma, nel momento in cui il commissario farà partire la gara, ASE potrebbe correre il rischio che siano altri ad aggiudicarsi il servizio, “con successiva messa in liquidazione e cessazione dell’ASE”, ha scritto Giovanni Gelsomino. Da lì, discenderebbe lo scenario apocalittico per oltre 100 dipendenti che resterebbero senza lavoro.
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