Sull’ultimo affidamento - diretto con procedura a invito - del servizio di ristorazione scolastica ‘23/‘24 operato dal Comune di San Paolo Civitate vuole vederci chiaro la ditta “uscente” Gam Srl (il cui titolare è Giuseppe Marino, anche consigliere comunale di Biccari), che ravvisa irregolarità nell’assegnazione dell’appalto (espletato dal rup Giuseppe Castelnuovo), nello specifico in merito alla presunta assenza di requisiti d’idoneità professionale per il servizio mensa da parte della Steve Srl, ditta di Torremaggiore vincitrice della gara che vale circa 140 mila euro indetta dalla nuova amministrazione eletta a maggio del comune dell’Alto Tavoliere.
E così la Gam Srl (che operava da una decina d’anni nelle scuole di San Paolo Civitate e che può vantare appalti di ristorazione collettiva in molti centri non solo di Capitanata e della Puglia ma anche del nord Italia, per esempio in Lombardia e in Friuli Venezia Giulia), dopo aver inviato il 13 ottobre scorso, per tramite del proprio legale Andrea Petito, una pec (che non ha avuto riscontro) al Comune di San Paolo Civitate cui si chiedeva di annullare in autotutela la determina di affidamento alla Steve Srl, venticinque giorni fa ha formalmente proceduto ad un esposto presso la Procura della Repubblica di Foggia.
Un esposto in cui, circa l’affidamento del servizio mensa scolastico effettuato dal Comune di San Paolo Civitate, paventa le ipotesi di abuso d’ufficio e turbata libertà degli incanti l’amministratore unico di Gam Srl, Davide Alessandrì, che per la denuncia (con gli atti di gara e la visura camerale della Steve Srl allegati) si è recato alla Guardia di Finanza di Chieuti.
L’esposto recita: “La Gam Srl è impresa esercente attività di ristorazione collettiva in favore di enti pubblici e privati. Tra i suoi clienti figurava altresì il Comune di San Paolo Civitate. Sta di fatto che la predetta impresa apprendeva della adozione della determina n.127 del 12/10/2023, a firma del responsabile del Servizio amministrativo del Comune di San Paolo Civitate, con la quale veniva affidato il servizio di mensa scolastica (scuola materna statale e scuola primaria) per l’anno scolastico 2023/2024 alla ditta Steve srl, corrente in Torremaggiore in via Einaudi. In relazione a tale provvedimento, Gam Srl, ditta ‘uscente’, trasmetteva al Comune di San Paolo Civitate apposita missiva in data 13/10/2023 facendo rilevare quanto segue. In primo luogo, nella precitata determina figurano molteplici riferimenti al previgente Codice degli appalti (dlgs n.50/2016) benché ormai sia vigente ed applicabile il dlgs n.36/2023, ossia il nuovo Codice degli appalti pubblici. Ma, a parte tale rilievo – continua la denuncia -, nella missiva anzidetta si evidenziava come la determina in corso sia stata adottata sul presupposto che la ditta Steve Srl fosse in possesso dei requisiti generali, tecnico-organizzativo ed economico-finanziario ‘dichiarati in sede di gara (riportano gli atti della determina comunale, ndr) mediante il sistema Traspare […] nonché tramite visura camerale richiesta alla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Foggia’. Sta di fatto che, compulsando la succitata visura camerale risulta come la Steve Srl non svolga attività di ristorazione scolastica e nemmeno la più generale attività di ristorazione collettiva, così difettando dei requisiti di ordine speciale (nella specie, di quelli di idoneità professionale rispetto all’oggetto dell’appalto (art. 100, comma II, dlgs n.36/2023). A ciò si aggiunga che il servizio mensa scolastica, non quello sostitutivo di mensa reso a mezzo buoni pasto, non può essere svolto da soggetti esercenti la somministrazione di alimenti e bevande come porta a comprendere la lettura dell’art. 3 del decreto ministeriale n.122/2017. Pertanto si invitava la stazione appaltante ad annullare in esercizio di autotutela decisoria la determina di cui in oggetto, stanti profili di illegittimità segnalati, dando espressa avvertenza che, in difetto, sarebbero state adite tutte le vie di giustizia percorribili. Ciò malgrado, il servizio di mensa è attualmente eseguito dalla ditta affidataria. Ora – conclude l’esposto -, tale singolare modus procedendi nella selezione del soggetto affidatario induce il sottoscritto ad avere il sospetto che, per quanto fattualmente occorso, possano integrarsi i presupposti per la giuridica esistenza del reato di abuso di ufficio, norma incriminatrice che ben può essere contestata in astratto altresì con la turbata libertà degli incanti. Tutto quanto sopra premesso, il sottoscritto Davide Alessandrì, nelle qualità anzidetta, chiede al procuratore della Repubblica, verificato per vero quanto premesso, che si accerti l’eventuale sussistenza di reati perseguibili ex officio, previa compiuta identificazione e persecuzione del responsabile o dei responsabili, con istanza di loro penale punizione”. Tra le singolarità ravvisabili nella procedura di affidamento (il cui avviso, tra i requisiti richiesti all’affidatario, prevede “l’iscrizione alla Camera di Commercio per svolgere attività nel settore di cui alla presente gara”) c’è anche, come riportato dalla determina comunale, l’indizione di una seconda procedura dopo che la prima era andata deserta poiché la Steve Srl – che, dalla lettura degli atti, sembrerebbe essere stata l’unica invitata alla gara - “per problematiche tecniche” non aveva potuto rispondere entro i termini fissati ma si diceva comunque “disponibile”). La nuova procedura porterà quindi all’affidamento del servizio mensa scolastico all’impresa di Torremaggiore.
La ditta Steve Srl, codice Ateco 47.11 per il “commercio al dettaglio in esercizi non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e bevande”, è attiva dal 2018, ha 29 dipendenti, capitale sociale di 10 mila euro e annovera quali suoi proprietari Claretta De Santis (al 98%) e la Pasubio Srl (al 2%) nonché quali amministratori Claretta e Antonio De Santis. Steve Srl è titolare di due supermercati a Torremaggiore, concessionaria del marchio Conad.
E secondo quanto dichiara ora a l’Attacco il patron di Gam Srl: “Quella ditta non possiede alcun titolo di idoneità professionale per fornire il servizio di mensa scolastica. In particolare non annovera il codice necessario per la ‘ristorazione collettiva’. Neppure i ristoranti, inquadrati come ‘attività di ristorazione pubblica’, potrebbero effettuare un simile servizio, figurarsi, dunque, i supermercati. Si sta consumando un grosso illecito”, chiosa Marino. Ancor più nel dettaglio entra l’ingegner Colanardi, nello staff della Gam Srl: “Il codice Ateco che inquadra l’attività di servizio ‘mense e catering continuativo su base contrattuale’ è il 56.29, nello specifico 56.29.10 per ciò che riguarda le mense. E Steve Srl, da visura camerale, non lo annovera. La mensa scolastica coinvolge un’utenza cosiddetta ‘sensibile’, ovvero i bambini: dunque un simile servizio non può essere affidato a cuor leggero. Ecco perché sono necessari titoli di professionalità e preparazione nel settore”.
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