Peschici, falso avvalimento con Nikante per l’appalto da 100mila euro: condannati i due imprenditori

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Sono stati condannati gli imprenditori peschiciani Domenico Salvatore Mastromatteo (fratello del funzionario comunale Giuseppe) e Leonardo Lagrande, rispettivamente presidente e vicepresidente del consiglio di amministrazione della società cooperativa Coop Service. E’ avvenuto al termine del processo con rito abbreviato scaturito dall’operazione Trabucco, l’indagine che a gennaio 2022 portò i finanzieri del Comando provinciale di Foggia, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Foggia, a eseguire otto misure cautelari personali nei confronti di pubblici amministratori e incaricati di pubblico servizio del Comune di Peschici, nonché di imprenditori e professionisti.

Vi furono gli arresti domiciliari dell’ormai ex dirigente dell’Ufficio tecnico, l’architetto Massimo d’Adduzio, ora in pensione (il quale è stato anche ad interim responsabile dei Settori Ambiente, Patrimonio e Demanio), e di Giuseppe Mastromatteo, responsabile del Servizio Demanio marittimo.

Per i restanti sei indagati fu applicata la misura interdittiva, per la durata di 12 mesi: dai pubblici uffici o pubblici servizi per il dirigente comunale Luigi Forte, responsabile del Settore Affari generali, e per l’istruttore tecnico del Settore Ambiente Domenico Martino; dalla possibilità di contrarre con la pubblica amministrazione per gli imprenditori Domenico Salvatore Mastromatteo e Leonardo Lagrande di Coop Service; dall’esercizio della libera professione per gli avvocati e coniugi Raffaele Sciscio e Maria Pia De Nittis.

L’ex dirigente d’Adduzio, Giuseppe Mastromatteo e Martino sono stati accusati di aver formato un atto pubblico ideologicamente falso rispetto alla società Porto di mare sas di Martella Vittoria & C., riconducibile dal consigliere di minoranza ed ex candidato sindaco Memo Afferrante.

La seconda contestazione di cui Mastromatteo è stato chiamato a rispondere riguarda un presunto atto falso per la stessa impresa.

La terza contestazione riguardante d’Adduzio, Mastromatteo e Martino concerne il rilascio della concessione alla Porto di mare. Domenico Salvatore Mastromatteo e Leonardo Lagrande il 7 dicembre 2019 con mezzi fraudolenti, per l’accusa, avrebbero turbato la gara pubblica con procedura negoziata da circa 100mila euro avente ad oggetto l'affidamento di interventi di riqualificazione urbana, con un falso contratto di avvalimento con la molisana Nikante Costruzioni srl. Il quinto capo di imputazione concerne d’Adduzio proprio in relazione a tale appalto.Infine gli ultimi due capi di accusa erano stati contestati dalla Procura a Forte e ai due legali: l’ex segretario cittadino della Lega con gli avvocati Sciscio (attuale sindaco di Vico del Gargano) e sua moglie De Nittis avrebbe falsamente attestato l’insussistenza di cause di conflitto di interesse dei coniugi col Comune di Peschici.

Come reso noto già settimane fa, nell’ambito del rito abbreviato da loro chiesto, sono stati prosciolti Sciscio e De Nittis, per particolare tenuità del fatto.

L’abbreviato era stato chiesto anche per Domenico Salvatore Mastromatteo e Leonardo Lagrande, invece condannati ciascuno a un anno e dieci mesi di reclusione, con 300 euro di multa oltre al pagamento delle spese processuali. La pena è stata sospesa.

La sentenza è stata adottata lo scorso 2 novembre dalla giudice Michela Valente, che ha inoltre disposto per i due imprenditori l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione e li ha condannati al risarcimento dei danni subiti dal Comune di Peschici, costituitosi parte civile nel procedimento, da liquidarsi in giudizio separato e alla rifusione delle spese di costituzione, liquidate in 2.500 euro.

Nella sentenza si ricorda come l’inchiesta abbia riguardato presunte irregolarità nell'assegnazione e nel conferimento di appalti pubblici, con particolare riguardo all'assegnazione dei lavori di “Interventi di riqualificazione urbana dell'area in via Generale Dalla Chiesa” alla neo-costituita Coop Service.

“L'attenzione dei finanzieri operanti si concentrava sul contratto di avvalimento stipulato tra Coop Service e l'impresa Nikante costruzioni srl. In particolare, dalla visura effettuata presso la banca dati in uso alla Guardia di Finanza, si evidenziava l'inesistenza di rapporti commerciali tra Nikante Costruzioni srl e Coop Service, rispettivamente impresa ausiliaria e impresa avvalente, nell'ambito del contratto di avvalimento del 10.12.2019. Sulla scorta di quanto evidenziato e, soprattutto, delle dichiarazioni rese dalla legale rappresentante della Nikante, può quindi sostenersi la falsità della sottoscrizione del contratto di avvalimento. Il contratto, peraltro, in considerazione di quanto emerso, appare simulato e formato al solo fine di consentire alla Coop Service di partecipare alla gara stante la pacifica assenza, in capo alla stessa di idonea attestazione per la categoria OG3 classifica 1, indispensabile per partecipare alla gara. Anche a seguito del ritiro delle offerte da parte degli altri due concorrenti, rimane evidente che la produzione del contratto falso/simulato senza il quale la cooperativa sarebbe stata esclusa dalla procedura, ha alterato il regolare svolgimento della gara”, afferma la giudice Michela Valente.

“Quanto alla responsabilità degli imputati Lagrande e Mastromatteo, durante l'interrogatorio di garanzia, si avvalevano della facoltà di non rispondere rinunciando ad offrire una diversa ricostruzione degli avvenimenti”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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