C'è una domanda a cui nessuno ha ancora risposto: la campagna “Il mio sito sicuro”, lanciata dal Comune di Foggia nel cuore dell’estate 2025, ha aumentato gli accessi al sito istituzionale? Tra le polemiche politiche di agosto, con FdI, Lega e il movimento Cambia di Nunzio Angiola che l’hanno definita “propaganda”, “deriva autoritaria” e “trovata illiberale”, questa domanda è rimasta sepolta. Eppure conta: è quella che vale quasi dodicimila euro di soldi pubblici.
Il contratto: 11.850 euro per ideazione, grafica e stampa
La vicenda inizia il 27 maggio 2025, quando l'Ufficio di Gabinetto della sindaca firma la Determinazione Dirigenziale n. 1035. L'oggetto: affidamento diretto, ai sensi dell'art. 50, comma 1, lett. b) del D. Lgs. 36/2023, del servizio di ideazione di una campagna marketing per la diffusione del sito istituzionale dell'Ente. Il beneficiario è Marketing Solutions SRL, con sede a Foggia in Viale degli Aviatori 25, P. IVA 04395450713. Il corrispettivo totale è di 11.850,00 euro IVA inclusa — 9.713,13 euro di imponibile più 2.136,89 euro di IVA al 22%. Il responsabile del procedimento è il capo di gabinetto Giuseppe Marchitelli. L’affidamento avviene senza gara, tramite affidamento diretto, previsto per importi sotto soglia. La determina specifica che l’operatore è stato individuato tra quelli iscritti all’albo fornitori del Comune e che l’offerta è stata “valutata congrua ai valori di mercato”. Il pagamento è suddiviso in due fasi: il 2 luglio 2025 viene liquidato l’acconto di 3.554,99 euro IVA inclusa, corrispondente al 30% dell'importo totale per la “Fase 1: Ideazione campagna marketing, grafica e stampa materiale iniziale”, l’1 agosto avviene il saldo di 8.295,00 euro IVA inclusa per la “Fase 2”, descritta con le stesse parole della “fase 1”. Cosa ha prodotto concretamente la campagna? Il risultato visibile è una locandina con la frase “Il mio sito sicuro”, il logo del Comune, un QR code per accedere al portale istituzionale e l’indirizzo del sito ufficiale. Il materiale è stato affisso in città, ma i costi di affissione non rientrano nel contratto (costi probabilmente gestiti internamente dall’Ente) e non sono quantificabili. Il costo documentato per ideazione, grafica e stampa resta pari a 11.850 euro. La campagna è stata lanciata il 1° agosto ed è durata circa 2 mesi. Il canale principale dei manifesti, affiancato da contenuti pubblicati sul profilo Facebook e sul sito istituzionale.
Il messaggio: contro le fake news, ma con quali strumenti?
La finalità dichiarata dell'iniziativa è la lotta alla disinformazione. La sindaca Maria Aida Episcopo la presentò così: “Nel panorama attuale, caratterizzato dalla diffusione in internet di informazioni non verificate, - Il mio sito sicuro - è la nostra risposta, il riferimento istituzionale per offrire ai cittadini una fonte chiara e trasparente di notizie”. L'obiettivo in sé, è comprensibile e condivisibile. Il problema è lo strumento. Invitare i cittadini a consultare il sito istituzionale del Comune è un'operazione legittima, ma presuppone che quel sito sia aggiornato, accessibile e realmente fruibile in modo semplice, “user friendly”. Presuppone, insomma, che sia uno strumento di comunicazione efficace, e non solo come adempimento normativo. Nella polemica estiva, però, questo aspetto è rimasto in secondo piano. Nessuno ha chiesto: il sito del Comune di Foggia è effettivamente all'altezza del ruolo che questa campagna gli attribuisce? Viene regolarmente aggiornato? È ottimizzato per la navigazione mobile, oggi prevalente? Queste domande avrebbero reso la polemica più utile. Invece il dibattito si è fermato sul perimetro politico - propaganda sì, propaganda no - perdendo di vista il punto centrale: l'efficacia reale della spesa.
Le opposizioni: “Propaganda” e “deriva autoritaria”
Le reazioni politiche non si fecero attendere. A campagna appena partita, il consigliere comunale Nunzio Angiola (Cambia) la definì una “trovata goffa, autoreferenziale e pericolosamente illiberale”, sostenendo che dietro la lotta alle fake news si celasse “una strategia molto più opaca: bollare come inattendibili tutte le informazioni che non provengono dal Palazzo” e ancora “Non è il sito del Comune il problema. È la presunzione di chi governa di ergersi ad arbitro del vero e del falso, decidendo cosa i cittadini debbano leggere, sapere o credere”. Su una linea simile Fratelli d’Italia e Lega, che parlarono di “deriva autoritaria” e di “controllo del messaggio”, richiamando il tema della libertà di informazione.
La domanda che manca: i numeri del sito
Siamo ad Aprile 2026. La campagna è finita. Mesi dopo, la domanda resta in piedi: il Comune di Foggia ha registrato un incremento delle visite al proprio sito istituzionale durante il periodo della campagna Rispetto allo stesso periodo del 2024, gli accessi sono cresciuti? Quali pagine sono state più visitate? Queste informazioni sono tecnicamente rilevabili attraverso strumenti di analisi gratuiti come Google Analytics o sistemi equivalenti. Se il Comune li utilizza — e dovrebbe — quei dati esistono. Se non li utilizza, è già una notizia di per sé: avrebbe speso quasi 12mila euro per promuovere un sito di cui non misura le prestazioni. L'assenza di questi dati nel dibattito pubblico è rivelatrice. Suggerisce che probabilmente nessuno, all'interno dell'amministrazione, si è posto il problema della valutazione dell'efficacia. Oppure che nessuno, nelle file dell'opposizione, ha chiesto quei dati attraverso un accesso agli atti.
Integrazione tra canali di comunicazione
C’è poi un ulteriore aspetto che meriterebbe attenzione: l’integrazione tra i diversi canali di comunicazione dell’Ente. Ancora oggi, il sito istituzionale non è, per molti cittadini, il primo punto di accesso all’informazione. Quel posto è spesso occupato dai social network, in particolare da Facebook e Instagram, dove il Comune di Foggia è già presente con pagine ufficiali. In molte realtà locali, la strategia è semplice ma efficace: ogni contenuto pubblicato sui social rimanda al sito istituzionale attraverso un link inserito nei post, trasformando i social nella porta d’ingresso verso la fonte ufficiale principale. In questo modo è possibile unire accessibilità e affidabilità. Nel caso di Foggia, questa integrazione appare ancora parziale. Una maggiore connessione tra i due canali potrebbe rafforzare l’efficacia della comunicazione. C’è anche un tema tecnico, ma non secondario: la pagina Facebook del Comune utilizza ancora un indirizzo non personalizzato, un codice numerico. Molte altre amministrazioni hanno scelto di adottare un nome chiaro e riconoscibile, rendendo più immediato l’accesso e più forte il branding istituzionale. Sono dettagli, ma in comunicazione i dettagli contano e spesso fanno la differenza tra una presenza online e una presenza efficace.
Quasi 12mila euro: tanti o pochi?
La domanda sulla congruità della spesa è legittima, ma non ha una risposta univoca. 11.850 euro per ideazione, grafica e stampa di una campagna di comunicazione istituzionale è una cifra che, nel mercato delle agenzie di comunicazione, può rientrare nella normalità — dipende da cosa si intende per “ideazione”, da quanti contenuti sono stati creati, dalla quantità di stampe realizzate. La determina descrive il servizio come “ideazione di una campagna marketing e creazione di contenuti social”. Il risultato visibile è una locandina e un post Facebook. Non è possibile, dai documenti pubblici disponibili, ricostruire se siano stati prodotti altri materiali - video, contenuti digitali, campagne sponsorizzate sui social - o se l'intera operazione sia limitata a questi elementi. Quello che è documentato con certezza è che il Comune ha scelto la via dell'affidamento diretto, senza interpellare altri operatori. La determina giustifica questa scelta con la congruità del preventivo e con la pregressa esperienza della società affidataria. Non emerge, dagli atti, alcun confronto con preventivi alternativi. L'affidamento diretto sotto soglia è previsto dalla legge, ma è una scelta che, in un contesto di risorse pubbliche limitate, rende ancora più centrale un punto: la valutazione dei risultati.
Una campagna che ha promosso sé stessa più del sito
La campagna “Il mio sito sicuro” nasceva con l'obiettivo dichiarato di aumentare l’utilizzo del sito istituzionale da parte dei cittadini, dirottando l'attenzione dai canali informali verso il sito ufficiale e verificato. Il risultato più evidente è stato, però, un altro: articoli, polemiche e dibattito pubblico sull’iniziativa stessa. Questo non è necessariamente un fallimento: la copertura mediatica è essa stessa un risultato in una campagna di comunicazione.
La domanda resta: la campagna ha funzionato?
Quasi dodicimila euro di soldi pubblici spesi per produrre, principalmente, una polemica politica di agosto. Che si sia trattato di un risultato atteso o inatteso, utile o controproducente, è una valutazione che spetta ai cittadini di Foggia. A condizione, però, che abbiano i dati per farla. E quei dati sugli accessi, per ora, non ci sono.
(Luca De Marco - l’Attacco)
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