Avvio della campagna abbonamenti per la stagione 2021/22 del teatro Giordano a Foggia un po’ sottotono.
Ieri alle 10 è stato aperto il botteghino, affidato alla piattaforma Vivaticket che consente l’acquisto dei biglietti online e nei punti vendita fisici che nel capoluogo sono 11, stando alle informazioni presenti sul sito ufficiale.
Gli spettacoli sono suddivisi in turno A e turno B, a seconda delle repliche messe in scena in diversi giorni. Il turno A alle 16,30 di ieri aveva totalizzato 227 abbonamenti: 84 nei palchi, 143 in platea. Per il turno B erano invece risultano, alla stessa ora, 179 abbonamenti: 75 tra i palchi e 104 in platea. Il costo per l’abbonamento in platea e nei palchi di I e II fila è di 284,54 euro a persona, per i palchi di III fila 216,24.
Complessivamente il teatro Giordano conta circa 470 posti, in entrambi i turni non si è venduta nemmeno la metà degli abbonamenti disponibili.
Insomma, non c’è stata la corsa al biglietto che negli anni precedenti aveva anche provocato più di una polemica.
Quello che ha destato qualche perplessità riguarda il fatto che circa un quinto dei posti (corrispondente a poco meno di un centinaio) ancora prima che si aprisse ufficialmente il botteghino risultava non disponibile all’acquisto, in entrambi i turni.
Non sorprende che fossero occupati i posti nei due palchi centrali, normalmente riservati al Sindaco e alle autorità, che in città potrebbero essere più o meno una ventina di persone. Qualche altro posto potrebbe essere stato sottratto alla vendita per destinarlo alle compagnie teatrali che si esibiscono di volta in volta a teatro. Perché gli altri non erano disponibili alla vendita? Sono tutti di rappresentanza (anche se cento posti sono apparsi obiettivamente tanti)? A chi sono andati?
Sarebbe da escludere anche l’ipotesi che si siano tenute delle poltrone fuori dalla campagna abbonamenti per permettere la vendita del singolo biglietto nei giorni delle recite. “Si predilige (e si incoraggia) sempre la vendita dell’abbonamento – è il commento a l’Attacco di alcuni operatori culturali –, solo quelli che rimangono invenduti vengono messi a disposizione di volta in volta. In definitiva il problema non si pone perché i turni sono due, chi vuole assistere ad uno spettacolo ha più opzioni”.
In ogni caso, correttezza avrebbe voluto che gli utenti fossero avvisati prima sul numero di posti disponibili. Ma così pare non essere stato. Non solo, non è chiaro neppure il criterio per il quale siano stati tolti dalla disponibilità dei cittadini certi precisi posti, invece di altri. Ad esempio, erano già tutti occupati i palchi a ridosso del palcoscenico, come mostra la mappa estrapolata alle 9,37 dal sito di Vivaticket, dalla quale si può notare che anche i palchi a fianco a quelli centrali lo erano. In platea la distribuzione dei posti non disponibili pare più casuale: un paio di file in fondo, qualche posto sporadico in mezzo alla sala.
Proprio per la platea, qualcosa di molto anomalo è accaduto ieri mattina: se alle 9,30 circa, due posti di destra della fila C, turno A risultavano liberi, dopo 13 minuti, a botteghino ancora chiuso, sono divenuti indisponibili, cosa è accaduto? Ammettendo anche che un numero così alto di posti esclusi dalla vendita sia da imputarsi alla distribuzione alle autorità, non si tratta di una quantità prestabilita e non suscettibile di cambiamenti dell’ultimo minuto? E perché poi la scelta è caduta proprio su quei posti, vicini al corridoio?
Di solito, i teatri delle città più importanti rendono pubblici regolamenti e linee guida che disciplinano la policy sui biglietti omaggio e sul courtesy ticketing per regolarizzare e rendere trasparenti i criteri attraverso i quali offrire gratuitamente o a prezzi scontati i biglietti del teatro. Il web ne è pieno, come si può facilmente notare con una sommaria ricerca. Di regolamenti relativi al Giordano di Foggia non vi è traccia, almeno su internet.
In alcuni casi sono riportati anche i riferimenti di legge e normativi in materia di prestazioni di attività di spettacolo. In particolare si fa riferimento alle regole tributarie. La normativa specifica che regola la materia dell'imposta sugli spettacoli è ad esempio rappresentata dal Dpr n. 640 del 1972, modificato in alcune parti nel 1999 e nel 2000.
Le prestazioni gratuite rese nell'ambito delle attività spettacolistiche vengono disciplinate distintamente, per cui la legge dispone la non imponibilità a prescindere dal loro valore unitario, nel limite massimo del 5% dei posti del settore secondo la capienza del locale o del complesso sportivo, ufficialmente riconosciuta dalle competenti autorità.
Anche l'Agenzia delle Entrate ha ricordato che la normativa esclude dall'imposizione, ai fini Iva, le prestazioni gratuite solo quando siano rese a possessori di titoli di accesso rilasciati gratuitamente dagli organizzatori di spettacoli nel limite del 5 per cento. Ha inoltre definito che nel caso in cui biglietti omaggio superino tale limite l'eccedenza risulta imponibile e l'imposta si applica con riferimento al prezzo praticato nelle cessioni a titolo oneroso.
Nel caso del Giordano il 5 per cento dei 470 posti corrisponde a 23. Numero molto lontano da 100.
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