E’ intervenuta, con una tempestiva nota stampa, anche la dirigente dell’Istituto comprensivo “Catalano-Moscati”,
Antonella Lo Surdo, per chiedere urgenti chiarimenti pubblici a Palazzo di Città in merito all’accordo programma tra Regione Puglia, Arca Capitanata e Comune di Foggia (ratificato da quest’ultimo con determina del 23 dicembre) che dovrà risolvere in via temporanea ed entro 12 mesi l’emergenza abitativa di 78 persone che abitano tra l’ex distretto militare “Oddone” (in stato di assoluta precarietà strutturale) e la palazzina altrettanto fatiscente di via San Severo.
La determina comunale indica molto laconicamente - a tal punto da aver ingenerato confusione e allarmismo tra operatori scolastici, operatori socio-culturali, residenti e genitori - il trasferimento dei nuclei familiari nella ex scuola “Lepore” (in via Ordona-Lavello) e nella ex scuola “Moscati” (in via Ugo La Malfa).
La “Moscati”, però, “non è affatto ‘ex’, ma un reale presidio culturale e formativo, quanto mai attivo sul territorio. La ‘Moscati’ esiste ed è perfettamente funzionante, ora più che mai, anche come unica Scuola secondaria di primo grado nella Regione a sperimentazione montessoriana”, precisa un passaggio piccato della dirigenza, evidentemente preoccupata del rischio di un serio danno di immagine alla scuola, che ora pretende comprensibilmente doverose dichiarazioni pubbliche dalla Commissione prefettizia in seno a Palazzo di Città, cui Lo Surdo ha chiesto anche “un incontro in presenza affinché potessero essere fornite spiegazioni relative ad una evidente confusione di edifici definiti ‘ex Moscati’ da adibire e assegnare come unità abitative”.
La questione, diventata un vero e proprio rompicapo in alcune aree della città e propagatasi veloce anche a mezzo stampa, era stata posta già tre giorni fa su queste colonne, dove si era già evidenziato come il plesso scolastico in via Ugo La Malfa sia sede, attualmente in funzione, che ospita la scuola media dell’Istituto comprensivo “Catalano-Moscati”. E sempre su queste colonne l’Attacco si era interrogato su cosa volesse indicare quel passaggio testuale “ex-Moscati” della determina comunale, arrivando ad ipotizzare il riferimento potesse essere ai plessi del polo scolastico attualmente utilizzati dall’Ufficio toponomastica e dal Servizio amministrativo e contabile del Comune di Foggia (e, ancor prima, dalla ex scuola materna comunale “Chiara Lubich”).
Un chiarimento che ora chiede a gran voce anche la dirigenza della scuola interessata da questo “misunderstanding”, come lo chiama la nota stampa: “L’Ente locale – scrive la preside - chiarisca se i locali che si intendono coinvolgere nell’emergenza abitativa, definiti ‘ex Moscati’ (ma che non ospitano affatto la Scuola!) sono quelli in via Ugo La Malfa, assegnati ben oltre 10 anni fa alla ‘Moscati’ ma attualmente occupati dall’Ufficio statistica del Comune e, fino a pochi anni fa, dalla ex ‘Lubich’, Scuola materna comunale”.
In tutti i modi, ammesso che saranno proprio quei locali ad essere interessati dall’accordo di programma sull’emergenza abitativa, va segnalato che essi attengono ad unico polo edilizio e ad un unico cortile condiviso con i plessi della scuola media: una questione che per diversi commercianti, residenti e genitori del quartiere pone un serio problema di opportunità. “Non vorrei che mia figlia si ritrovasse davanti a grigliate primaverili o estive che queste famiglie potrebbero fare nel cortile della scuola mentre i ragazzi entrano o escono dalle lezioni”, ha affermato l’altroieri, sarcasticamente ma visibilmente contrariata, a l’Attacco una mamma commerciante del Rione Biccari, che dopo la notizia si era anche ravveduta sulla possibilità di voler iscrivere la figlia alla “Moscati” l’anno prossimo.
Le preoccupazioni della dirigente Lo Surdo circa la tutela dell’immagine della scuola, allora, sarebbero più che giustificate, per un istituto che dell’offerta educativa sul territorio ha fatto negli anni il suo fiore all’occhiello e proprio per questo è in continua crescita; ed anzi necessiterebbe di quei locali per ampliare e potenziare la formazione dei suoi alunni, come sottolinea la chiusa della nota: “Si evidenzia che si tratterebbe comunque di locali nati per uso scolastico e, per di più, richiesti dalla Dirigenza della ‘Catalano- Moscati’, più volte ma senza alcun riscontro (nel 2019, 2020 e 2021!), per esigenze didattiche e laboratoriali di una scuola sempre più in crescita e impegnata. Si tratterebbe di locali che dovrebbero rimanere all’originaria destinazione d’uso senza ‘essere sacrificati’, con una evidente incompatibilità, per un’emergenza abitativa che merita, in alternativa a questa, una risoluzione definitiva e non temporanea a discapito di poli educativi e di formazione come le scuole, primi presidi di formazione alla legalità, che dovrebbero essere sostenuti e mai penalizzati come accade in questo momento”.
Dello stesso parere Salvatore de Martino, ex consigliere comunale e animatore sociale dei quartieri che insistono su Parco San Felice con il progetto “RigenerAzioni” che porta avanti con la sua Aps Gente di Foggia, insieme alla Aps Sacro Cuore in due scuole di quell’area urbana, la “Foscolo-Gabelli” e la “Altamura- Santa Chiara- Pascoli”. “Fermo restando che a Foggia l’emergenza abitativa è un problema serio – afferma de Martino - sarebbe stato più logico destinare quelle strutture all’ampliamento dell’offerta formativa degli studenti, in quartiere che sta puntando tutto sulle nuove generazioni per la sua riqualificazione civile e culturale. Mi chiedo: non era proprio possibile per l’amministrazione comunale trovare un’altra soluzione per le famiglie dell’ex distretto militare e di via San Severo?”.
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