La Foggia degli anni ‘50 rivive negli scatti di Pasquale Rossetti e della sua Zeiss a soffietto

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Tredici fotografie della Foggia che fu, inedite, uniche, scattate da un punto di vista originale e poco praticato dagli appassionati di foto,

come la Torre del Municipio. A realizzarle fu, all'inizio degli anni Cinquanta del secolo scorso, il geometra Pasquale Rossetti, fotoamatore, con la sua Zeiss a soffietto.

Dai 53 metri di altezza della Torre, Rossetti compose una eccezionale panoramica a 360° della Foggia dell'epoca, ancora un grande paese più che una vera e propria città. Le immagini documentano gli anni della ricostruzione post-bellica ma anche le ferite lasciate dai bombardamenti alleati del 1943.

L'eccezionale sequenza è stata pubblicata per la prima volta nell'edizione 2022 del calendario del blog Lettere Meridiane. Oltre alle immagini dall'alto, sono pubblicate nel calendario le fotografie che Rossetti amava scattare nei rioni e nei vicoli del centro storico cittadino, anche questa di considerevole valore dal punto di vista storico e documentale. Il calendario è completato dalla pubblicazione, mese per mese, della date importanti nella storia della città di Foggia, realizzata con la collaborazione di Enzo Ficarelli, studioso di storia locale.

“Raramente mi sono commosso preparando il calendario di Lettere Meridiane come mi è successo quest’anno – confida Geppe Inserra - i nostri affezionati amici e lettori sanno che il calendario è dedicato a valorizzare la bellezza nascosta di Foggia, il suo passato, la sua identità. Proprio per questo esorto i lettori a guardare le fotografie, anzi a centellinarle. Per gli amici e i lettori più avanti con l’età sarà un’imperdibile occasione per ricordare com’era Foggia una volta, per i più giovani un’opportunità per scoprire una città che era ancora a misura d’uomo e di comunità. Sono scatti straordinari – evidenzia ancora Inserra – sono pochissimi i fotografi che hanno potuto realizzare foto dalla torre del Municipio. In loro si scorge subito l’estrema differenza di una città poi cambiata nel tempo: da quando era un grande paese alla sua lenta costruzione.

Le fotografie infatti, mostrano diversi cantieri ma nessuna gru, proprio perché si cominciava a ricostruire. Dagli scatti è possibile osservare Viale Ofanto, l’allora statale 16, la cosiddetta circonvallazione. Una piccola striscia di asfalto che corre in aperta campagna e dà proprio l’idea di quanto la città si sia modificata nelle sue dimensioni. Quella di Viale Ofanto ha inoltre un’altra strategica rilevanza: consente di datare la foto nel tempo, ai primissimi anni ‘50. Un doveroso e affettuoso ringraziamento oltre che a Francesco Rossetti, per la sua sensibilità e la sua disponibilità, a Sara Lori, per avermi messo in contatto con lui, e a Tommaso Palermo, sempre attento e solerte nello scovare e proporre “chicche” per l’annuale calendario di Lettere Meridiane. Come sempre, il calendario è completato dalle date che hanno segnato la storia di Foggia. Ringrazio l’amico Enzo Ficarelli per il prezioso lavoro di revisione e di ampliamento”.

Ma le sorprese non terminano qui. “State in campana perché nei prossimi giorni le riproporremo tutte in versione album fotografico – evidenzia Inserra - A consentire la pubblicazione di questo straordinario patrimonio documentale è stato il figlio dell'autore, Francesco Rossetti, che ha messo a disposizione di Lettere Meridiane l'intera collezione paterna.

“È stata una sorpresa anche per me – esordisce a l’Attacco Rossetti – ritrovai un vecchio incartamento, di quelli che si usavano una volta, all’interno del quale c’era una locandina di una commedia del ‘51 che facevano presso Santa Chiara che ricopriva questi vecchi scatti. Ero a conoscenza di questa passione di mio padre – rimarca – purtroppo sono riuscito a recuperare per ora solo questi scatti. Un appello a chiunque le guarderà? Pensare, riflettere e cercare di riportare in città quei valori che sono dati persi nel tempo”.

Pezzi di memoria storica di un paese, all’epoca, che vedeva la sua prima alba dopo i duri bombardamenti subiti durante la guerra. Fotografie che commuovono e che fanno pensare.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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