Politiche sociali schiacciate sull’emergenza: si opera a suon di diffide e decreti ingiuntivi delle cooperative

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La gestione delle Politiche sociali di Foggia continua a dare la seria impressione di essere schiacciata sull’emergenza, costretta ad operare

sulle numerose istanze che arrivano dalle esigenze e dagli operatori del territorio (tutti trasversalmente allarmati e sfiduciati, al contempo, dall’operato di Palazzo di Città e di via Fuiani) a suon di decreti ingiuntivi su spettanze da centinaia di migliaia di euro, diffide per fondi mai utilizzati o per servizi e presìdi sociali (almeno 6 quelli sospesi negli ultimi mesi) in odor di smantellamento.

Non sembra esserci, dunque, una visione amministrativa, una progettualità di sistema (al netto dei tempi che occorrono ai Commissari per le verifiche sui soggetti portatori di interesse), con una comunicazione al territorio ridotta allo zero e l’assenza tempestiva di risposte, più volte denunciata da consorzi e associazioni che operano da anni nel Terzo settore della città.

Una situazione confermata dagli ultimi ed eloquenti episodi.
Innanzitutto, i decreti ingiuntivi inviati a via Fuiani dal Consorzio Opus per crediti vantanti sul servizio svolto alla gestione dell’ultimo anno del Centro Anziani Palmisano, attualmente chiuso e in attesa di un nuovo bando. Il Comune, che non pagava il consorzio dal principio del contratto stipulato, ha dovuto riconoscere ad Opus la somma spettante, e cioè 140.636 euro, più aggravio di spese legali per le casse di corso Garibaldi.

C’è poi un altro decreto ingiuntivo per gli ultimi due anni di gestione del Centro Antiviolenza Morlino: qui i 130mila euro vantati da Opus non sono ancora stati liquidati da Palazzo di Città. L’epilogo si preannuncia lo stesso, compreso anche qui di spese legali aggiuntive.

C’è poi la questione del Centro Panunzio per il “Dopo di noi”, novità che avrebbe dovuto partire a novembre e su cui invece Carlo Rubino, presidente di Opus, ha rifiutato la firma sulla stipula del contratto senza ricevere prima garanzie dalla dirigente Silvana Salvemini, dirigente comunale dei Servizi sociali. Il precedente negativo è sul Centro Famiglie San Riccardo Pampuri: Salvemini avrebbe respinto le fatture dei primi due mesi di gestione per ritardi nell’assegnazione dei casi da prendere in carico al centro: assegnazione che competeva sempre a via Fuiani.
“E nel frattempo il consorzio ha dovuto pagare il personale già assunto”, ha riferito Rubino a l’Attacco.

Ancora, è notizia fresca la diffida al Comune di Foggia da parte della Fism e del suo presidente regionale, Fabio Daniele, per il mancato utilizzo di 366mila euro di fondi nazionali ripartiti sul capoluogo daunio per le attività estive in oratori e centri di aggregazioni giovanili. Soldi mai utilizzati dal Comune e, dunque, tornati a Roma.
Come pure qualche decina di migliaia di euro stanziati dalla Regione Puglia al Comune per il sostegno ai padri divorziati. Mai visti dai foggiani.

Ed è arrivato ieri, dopo settimane turbolente, l’atteso rinnovo della convenzione triennale (dal 1 gennaio 2022 al 31 dicembre 2024) per la scuola dell’infanzia paritaria, con un finanziamento di 79.558 euro che andrà a coadiuvare la gestione delle scuole private per la fascia d’età 3-6 anni contenendo il peso delle rette per la frequenza a carico delle famiglie, coprendo il costo della mensa, e migliorando, inoltre, i servizi didattico-educativi.

Il provvedimento preso dalla commissaria Marilisa Magno arriva a strascico dopo ansie e attese degli operatori del settore che da tempo reclamavano il rinnovo (per anni mai stato messo in discussione dalle precedenti amministrazioni) di fronte agli ambigui silenzi di Palazzo di Città sulla questione. Che era stata sollecitata dalla Fism già a novembre scorso con una comunicazione a mezzo pec, alla quale, per quasi due mesi, non era mai arrivata risposta dall’amministrazione comunale. Tanto da far temere il peggio e dover costringere Fabio Daniele a procedere ad una diffida al Comune di Foggia, a firma dello studio legale Vernola di Bari, in cui si rappresentava come l’orientamento legislativo sul diritto allo studio stabilisca il sostegno dell’ente comunale alle scuole dell’infanzia paritarie a gestione non profit, al fine di garantire alle famiglie la libertà di scegliere la scuola ritenuta più consona per i propri figli e più adatta alle proprie esigenze.

Sotto Natale, infine, si era tenuto il secondo di due incontri sul riordino del sistema scolastico comunale in cui i rappresentanti e le sigle sindacali di settore avevano incontrato la commissaria straordinaria Rachele Grandolfo, Silvana Salvemini (delegata, tra le altre cose, a Scuole dell’Infanzia e Asili Nido, Politiche della Famiglia) e Ottavia Matera, consulente della commissione straordinaria e omologa di Salvemini al Comune di Andria.

In quella riunione, secondo quanto aveva dichiarato a l’Attacco Fabio Daniele, Matera, avvocato amministrativista, avrebbe sottolineato che “dal punto di vista legale il sindacato non poteva avanzare nessuna pretesa sul rinnovo della convenzione”. La questione era stata rinviata a data destinarsi. Ieri è arrivato il provvedimento dirimente di Magno. Le scuole dell’infanzia paritarie private a gestione non profit a Foggia rispondono ad un fabbisogno educativo pari al 40% dell’intera utenza cittadina.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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