Subaffitto, royalties non restituite e zero confronto. Il Comune contro Rita Amatore

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Si apre un nuovo capitolo nella vexata quaestio riguardante l’annosa gestione di Parcocittà. E l’ultimo spunto questa volta è un articolo trattato nella giornata di ieri sul dorso regionale del Corriere della Sera. “Il parco conteso all’ombra del passato”, è il titolo del pezzo che al suo interno denuncia il rischio che persone legate all’ex sindaco Landella abbiano in mente di prendere le redini della tecnostruttura.

“L’ispiratrice di uno dei più agguerriti candidati al subentro sarebbe proprio l’ex assessora Anna Paola Giuliani”, scrive il Corriere. “La quale starebbe stimolando la legittima costituzione di un’associazione temporanea d’impresa la cui proposta potrebbe essere ritenuta così solida da meritare la gestione del Parco Città”, continua il quotidiano. Che aggiunge: “Presunto discrimine in danno della gestione uscente -a detta dei sui rappresentanti- consisterebbe nel fatto che a redigere il nuovo bando potrebbe essere il dirigente comunale Dicesare, il più stretto collaboratore della Giuliani”.

L’articolo parla anche di un incontro tra i rappresentanti di Energiovane &C e il commissario Giangrande, finalizzato “ad informare le autorità di quanto potrebbe verificarsi a poco più di 5 mesi dallo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose”.

In risposta al suddetto articolo che la cita, interviene la Giuliani, che prende carta e penna e scrive a l’Attacco, dopo avere affermato telefonicamente che “Non ci si può svegliare la mattina e decidere di gettare discredito e fango sulle persone”.

“Non penso di dover commentare un articolo malevolo, pretestuoso e fantasioso come quello comparso ieri sul Corriere del Mezzogiorno”, scrive la Giuliani. “Penso sia grave, sulla base di voci indimostrate e di discutibilissime opinioni, gettare ombre e sospetti su una procedura prima ancora che sia avviata.  Durante la mia responsabilità istituzionale mi sono impegnata perché l’attività degli attuali gestori fosse preservata con un meccanismo di proroga, che non può ulteriormente prolungarsi per imperative disposizioni di legge. Si deve quindi urgentemente procedere a bandire ed effettuare la gara, proprio in nome di quella legalità che molti evocano senza intenderne il significato. Non sono ispiratrice di alcunché; il mio amore per Foggia si limita ad auspicare che quello spazio culturale, con gli attuali gestori o con altri, prosegua, nella trasparenza e nel rispetto di tutti gli adempimenti, un’attività preziosa per tutti. Stimo e rispetto profondamente il dottor Carlo Dicesare, autorevole dirigente pubblico che ha collaborato per anni con me per dovere d’ufficio, come ha fatto con molti miei predecessori e come continua a fare con l’attuale Commissione; fra le ragioni della mia stima, oltre alla sua dimostrata competenza, c’è la certezza che non praticherebbe mai alcun favoritismo. Come non l’ho praticato io, nel mio lungo e felice espletamento dell’incarico di assessore alla Cultura. Anche l’ostilità preconcetta e l’astio personale devono ogni tanto arrendersi all’evidenza”.

Oltre alla Giuliani, anche fonti interne al Comune si fanno sentire dal Quotidiano l’Attacco, riferendo di un clima infuocato tra Di Cesare e i gestori del parco. Oggetto delle tensioni sarebbero numerosi punti. Primo fra tutti le royalty che i gestori il parco avrebbero dovuto corrispondere al Comune e che per ben sette annualità è ammontato a soli 256,71 euro. Una somma che pare abbia irritato Dicesare tanto da spingerlo a scrivere una lunga lettera alla Siae in cui chiede di poter controllare i conti.

Secondo punto inviso a Palazzo di Città riguarda una reggenza che sarebbe dovuta essere programmata e condivisa anche nei contenuti: un accordo che è stato “abbondantemente disatteso”.  Ancora, sul tema proroga. “Le persone che oggi gestiscono il parco sono in proroga da tempo”, riferiscono fonti interne. “Per la precisione dal 2015, mentre il bando aveva la durata di cinque anni. Devono accettare l’ipotesi di avvicendamento, nel caso non dovessero essere loro i vincitori del nuovo bando”. Un bando che, a quanto pare, dovrebbe essere già pronto, dal momento che la proroga è scaduta nell’aprile 2021.

Ulteriore motivo di acredine da parte del Comune sta nel sospetto che i gestori il Parco lo abbiano frequentemente subaffittato dietro compenso economico: una possibilità non concessa nel contratto. “Abbiamo saputo di scrittori che si sono spostati altrove per presentare il loro libro pur di non pagare la somma richiesta che pare ammontasse a cento euro. Non è accettabile per un bene pubblico”.

A conferma della poca voglia di confrontarsi con gli amministratori, dal Comune raccontano del Concerto all’alba dello scorso settembre, tenuto dall’artista Padula. Concerto che pare sia stato interrotto da ben due arrivi della polizia, che chiedeva cosa stesse accadendo a quell’ora del giorno dal momento che non era stata avvisata, né alcun permesso era stato richiesto.

Per finire, oltre all’irritazione di Palazzo quando su una parete è stato dipinto un murales senza autorizzazione, c’è la questione dell’incontro con il prefetto. “Sono arrivate due donne di Parco Città chiedendo al commissario Giangrande se il loro arrivo fosse stato già anticipato dalla telefonata di un certo politico”, sussurrano le voci dal Comune. “Ha già chiamato?”, hanno chiesto prima di accorgersi della presenza del dirigente Dicesare nella stessa stanza”. Raggiunta al telefono per raccogliere la sua opinione sulla gestione del parco, Rita Amatore preferisce non rispondere.

Modesta Raimondi

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