Un migliaio di firme raccolte in 72 ore ed una previsione che si attesta, visto il trend, su un obiettivo di 10mila sottoscrizioni finali.
E’ la petizione “No aumenti” lanciata su Facebook da Bruno Maizzi e dal suo Movimento Consumatori (e alla quale si può aderire scrivendo il proprio nome e cognome a
Tra i dettagli dell’operazione ventilata: il rincaro, nelle aree del centro cittadino, di 50 centesimi sull’attuale ticket di 1 euro all’ora; il raddoppio (da 25 a 50 euro) del permesso residenziale agevolato sulla prima auto e l’innalzamento sulla seconda a 200 euro (dai 120 attuali); l’aumento di 100 euro sull’abbonamento annuale; nel centro città, l’estensione del ticket anche alla fascia oraria attualmente gratuita (dalle ore 13.30 alle ore 16); nelle zone della movida l’ipotesi di allungare fino alla mezzanotte il parcheggio a pagamento.
Nelle scorse ore l’Attacco aveva registrato la contrarietà dei commercianti, alcuni dei quali avevano dichiarato come questa decisione “allontanerebbe definitivamente la presenza di clienti dai negozi del centro e darebbe il colpo di grazia ad una già vessata economia di settore”.
“Si tratta di un’azione sconsiderata – esordisce Maizzi su queste colonne -. Ne chiediamo ai commissari l’annullamento, perché rappresenta un’ulteriore vessazione nei confronti di una già martoriata città. Non si può sanare il bilancio comunale sulle spalle dei cittadini, già gravati dalle conseguenze della pandemia. E’ improponibile aumentare del 100 per cento gli abbonamenti dei residenti. E’ improponibile estendere la sosta tariffata fino alle ore 24 nel centro storico”. Il presidente del Movimento Consumatori preannuncia ricorsi ed esposti in via giudiziaria ed extra-giudiziaria contro il metodo d’azione di Palazzo di Città. “La commissione straordinaria – evidenzia Maizzi - sta procedendo in maniera illegittima. La legge parla chiaro: su questi temi qualsiasi decisione assunta dall’amministrazione comunale deve essere portata avanti di concerto con le associazioni a tutela dei consumatori. Se nulla cambierà ci rivolgeremo al prefetto e ai tribunali competenti. La petizione è un primo passo: puntiamo ad avere numeri tali da poter contestare con forza questa decisione”.
Chi sta firmando? “La maggioranza dei sottoscrittori – illustra Maizzi - sono residenti il cui permesso agevolato verrà raddoppiato nel costo, ma tra le firme ci sono anche dipendenti pubblici di uffici o operatori di esercizi commerciali del centro cittadino. E’ gente stanca, che, già nel recente passato, si è vista aumentare le tariffe: al mercato Ginnetto, per esempio, durante il mandato Landella i costi sono schizzati al 180 percento in più: se prima si pagava 3 euro tutta la mattinata o tutto il pomeriggio, ora il costo è di 1,20 euro all’ora senza alcun margine di tolleranza. Se si sfora, anche di qualche istante, nell’ora successiva, bisogna pagarla per intero”, ricostruisce Maizzi che attende ancora di ricevere dall’amministrazione i verbali e i documenti della seduta “meramente informativa” tenutasi giovedì scorso a Palazzo di Città in cui le sigle dei consumatori sarebbero state poste davanti ad una decisione sostanzialmente già presa dai commissari. Infine esorta la politica ed altri movimenti associativi del territorio a fare fronte comune con il Movimento dei Consumatori per levare più alta la voce del dissenso.
“Sarebbe auspicabile – chiosa Maizzi – che la politica locale, di qualsivoglia bandiera, si ergesse a tutela dei diritti dei cittadini. Ma per ora, a parte le esternazioni pubbliche di Vigiano della Lega, che ha ripreso pedissequamente il comunicato da noi precedentemente diramato, nessun altro interessamento è arrivato. Con le diverse associazioni di categoria ci stiamo relazionandoe in sintonia, ma, prima di tutto, attendo dall’amministrazione il verbale dell’assemblea e i documenti dettagliati sull’aumento delle tariffe, al contrario dell’illustrazione molto vaga che ci è stata fornita in quella riunione. Una volta ricevuti gli atti provvederemo a stilare progetti e azioni comuni”.
Sul metodo commissariale e sull’assenza di informazioni certe batte anche Enzo Pizzolo, presidente di Adoc Foggia, anche lui presente (insieme a Movimento Consumatori, Adcua e Cisom) all’incontro congiunto col commissario Sebastiano Giangrande, col comandante della Polizia municipale Romeo Delle Noci e col dirigente comunale dei Servizi finaziari, Carlo Dicesare.
“Si chiedono sacrifici ai cittadini per far quadrare i conti – spiega Pizzolo - ma chi ci dice che il vantaggio economico prospettato dall’aumento delle tariffe (4 milioni di euro di incassi, ndr) servirà davvero a salvare i lavoratori della sosta tariffata e ad operare sul rifacimento di strade e segnaletica, come anticipato dall’ente? Non ci sono garanzie in merito. Chiediamo che ci venga illustrato un piano chiaro, anche riguardo alle zone precise che verrebbero interessate dal provvedimento, non una piantina mostrata su uno schermo luminoso a metri distanza da noi. Queste nuove regole equiparerebbero Foggia ad altre grandi città, in cui, però, il reddito procapite è superiore. E sono, d’altronde, molto meglio servite dai mezzi pubblici come per il Park and ride a Bari. A Pescara – continua Pizzolo - sul lungomare, specie d’estate frequentatissimo, c’è un equo bilanciamento tra strisce blu e bianche. A Foggia, invece, in zona stazione, per esempio, entrambi i lati delle strade sono occupati da stalli azzurri. In sintesi, o paghi o non puoi parcheggiare. Questo provvedimento aggraverà la situazione e la renderà insostenibile per molti foggiani. Ecco perché per la settimana prossima prevediamo un sit di protesta davanti al Comune”, annuncia il presidente di Adoc Foggia.
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