In seguito agli articoli pubblicati su queste colonne circa alcune criticità ravvisate, tra gli altri, dai Cicloamici Foggia Fiab rispetto all’esecuzione di nuovi tratti di piste ciclabili in città, sembrerebbe muoversi qualcosa da corso Garibaldi. Il presidente della realtà associativa, Antonio Dembech, aveva chiesto a mezzo pec all’Ufficio Lavori pubblici di incontrare i progettisti del Piano urbano di mobilità sostenibile (Pums) per discutere delle criticità ravvisate dai Cicloamici. “Sembra che il Comune abbia preso atto di ciò – racconta Dembech a l’Attacco - inoltrando la nostra richiesta ad un funzionario addetto al settore. Ciò, quindi, ci fa pensare che, forse, la volontà di Palazzo di Città possa essere quella di convocarci. Ma, al momento, non sappiamo ancora se e quando avverrà l’incontro”.
Dembech, però, non può fare a meno di ricordare, ancora una volta e in aggiunta ad altri specifici focus già effettuati negli scorsi giorni su l’Attacco, l’ormai annosa questione della velostazione ubicata presso il nodo intermodale, ovvero presso il terminal bus sorto affianco alla stazione ferroviaria del capoluogo dauno.
Quell’hub per il parcheggio delle biciclette fu realizzato ormai 3 anni fa ma mai inaugurato e attivato (forse per mancanza di supporto finanziario da impiegare per l’effettiva gestione del servizio). In sostanza, è lì a prendere polvere - e qualche atto vandalico - da ormai lungo tempo. Una velostazione realizzata a cavallo tra il 2020 e il 2021 dall’ex amministrazione Landella con circa 300mila euro di fondi comunitari nell’ambito del programma regionale Por Puglia.
“Quella velostazione – spiega Dembech –, che è parte di un programma di mobilità dolce che contempla una rete ciclabile che dalla stazione ferroviaria centrale arriva anche al quartiere Candelaro (oltre che, per altro verso, all’aeroporto Gino Lisa, ndr), è praticamente finita. E ad oggi rappresenta uno spreco di denaro pubblico. Ci sono l’insegna, la vetrata e, al suo interno, gli stalli per le biciclette. E, però, non solo non è mai entrata in funzione ma ha anche subìto atti vandalici nel corso dei mesi: infatti la porta d’ingresso, nel frattempo sprangata, non è in asse, perché sarà stata forzata. Ma, tutto sommato, il bene è ancora abbastanza intatto e quindi potrebbe essere certamente attivato in via celere. Con un affidamento gestionale ad Ataf, per esempio, oppure ad una cooperativa sociale: lì ci potrebbero lavorare tranquillamente anche un paio di persone”, analizza il presidente dei Cicloamici Foggia Fiab.
Poi Dembech spiega la funzione strategica, per la mobilità (non solo dolce) di Foggia, di quella centralissima velostazione a pochi passi dai binari dei treni.
“E’ notevole la richiesta di stalli per biciclette – afferma -, soprattutto da parte di chi fa il pendolare. La gente è molto interessata a potersi recare in stazione in bicicletta e partire in treno dopo averla lasciata in custodia nei paraggi, per poi, una volta tornati a Foggia, ritrovare la bici in velostazione e tornare a casa su due ruote. Perché, altrimenti, al momento, i pendolari appassionati di mobilità dolce sono costretti a lasciare le biciclette per strada con il rischio di non trovarle più. In genere – continua il presidente dell’associazione ciclofila - le velostazioni, al di là della funzione di parcheggio per bici di pendolari o residenti della zona, possono fungere anche da luoghi di noleggio di mezzi a due ruote, magari per turisti che, in sosta breve nel capoluogo dauno, vogliano approfittare di un giro green alla scoperta della città. Ma una velostazione può prevedere anche spazi da officina per piccole manutenzioni e riparazioni dei mezzi. Più in generale, oltre agli usi specifici, simili hub diventano luoghi di ritrovo e aggregazione per appassionati delle due ruote. Luoghi di cui noi Cicloamici, insieme a tutti gli amatori della mobilità dolce, ad oggi, sentiamo un gran bisogno (ancora inespresso perché attualmente Foggia, come detto, non può contare su alcuna velostazione, ndr)”.
Il paradosso, per Dembech, è che “nel Piano urbano di mobilità sostenibile del Comune di Foggia è prevista la realizzazione di altre 2 velostazioni in zone (a ridosso di via Fuiani e in viale Giotto) in cui quegli strumenti sarebbero poco sostenibili perché, a parte qualche residente che non abbia un box per custodire la propria bici, non vi si presentano le necessità invece rappresentate dagli avventori del centro e del quartiere Ferrovia. Al netto del fatto che – ci tiene a precisare - la nostra associazione sostiene le realizzazione di quante più velostazioni urbane possibili, come si può, però, pensare di realizzarne alcune poco utili quando non si riesce a far entrare in funzione neppure quella principale, di importanza così strategica per la città?”, si domanda perplesso Dembech.
La perplessità è la stessa quando pensa alla stazione ferroviaria del rione Candelaro (collegata dalla ciclabile che parte dal nodo intermodale) per la quel è stata realizzata una banchina di sosta dei treni delle tratte Foggia-Lucera (e viceversa), ma, anch’essa, mai entrata in funzione, tanto da essere ora sbarrata da una recinzione.
“Anche quello è un grosso scandalo – conclude Dembech - perché una stazione ferroviaria secondaria avrebbe potuto rappresentare un’ulteriore fermata di quelle tratte treni tale da consentire il parcheggio auto dei pendolari in una zona cittadina periferica. Cosa che avrebbe potuto certamente decongestionare il traffico auto nel centro e nel quartiere Ferrovia”. Per Dembech, in definitiva, quella stazione mancata a Candelaro è “un altro simbolo di potenzialità inespressa per la mobilità in chiave sostenibile sul territorio”. Proprio come la velostazione fantasma del nodo intermodale di Foggia.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).