Sabato, ore 3:30. Vito De Filippis e Giuseppe Barrassi stanno passeggiando tranquillamente lungo Piazza Mercato quando, dal nulla e senza un’apparente motivazione, vengono aggrediti fisicamente da un paio di tipi che vengono successivamente descritti come neanche diciottenni. Giuseppe si becca una valanga di calci e pugni, avvertendo di essere colpito con un oggetto contundente. Sensazione che viene confermata dai medici del pronto soccorso, che sottolineano come l’aggressione non sia stata fatta esclusivamente a mani nude, ma sia stato utilizzato un oggetto non identificato. Probabile si trattasse di un tirapugni.
Vito, invece, prende un ceffone sotto l’orecchio. Quando si rimette in piedi, Giuseppe si rende conto di avere lo zigomo e l’occhio tumefatti. Perde sangue dalla testa. Giunti al pronto soccorso, il responso dei medici lascia poco spazio a dubbi e fraintendimenti. Gli viene diagnosticata una serie di ecchimosi, escoriazioni, microfratture e, come se non bastasse, anche un trauma contusivo. La prognosi prevista per lui sarà di 27 giorni. Vito, invece, non sembra avere riportato grosse ferite. Almeno, non esternamente.
“Sto bene fuori, ma male dentro”, racconta. “Sono nervoso. Ho crisi di pianto, perché non sono riuscito a fare nulla”. Sui social arriva lo sfogo di Martina Caso, la fidanzata di Giuseppe. “Io sto incazzata nera”, scrive. “Piazza Mercato va chiusa. Bandita. C’è violenza ogni sabato. Picchiano senza motivo. Questa volta, purtroppo, è toccato al mio compagno. Senza alcun motivo, è stato aggredito e derubato. Senza vergogna. Piazza Mercato va monitorata”, prosegue. “Attivate le telecamere e punite. Non fate gli indifferenti. La campagna elettorale fatela su queste cose. I giornali ne parlino. La polizia agisca. I commercianti di quella zona si ribellassero. Quei ragazzini, oggi, staranno mangiando il sugo della mamma. Noi, invece, siamo al pronto soccorso. Denunciate”, conclude.
“Questa situazione deve finire. Ne parlo pubblicamente perché la gente deve sapere che razza di città stiamo diventando. Siamo in mano ai balordi. Svegliamoci”. Martina non è l’unica a sfogarsi a mezzo social.
Sulla questione interviene anche Francesco Berlingieri, della libreria Velasquez. “Ventisette giorni di prognosi”, sottolinea. “Ventisette. Ferite al naso, all’occhio, allo zigomo. Per un’aggressione insensata, immotivata, a un’ora di notte. A Piazza Mercato. E tutti quelli che sentono la notizia si chiedono cosa diamine ci facessero lì a quell’ora. Piazza Mercato è una macchietta tragica”, afferma. “Materiale buono per le battute sarcastiche dei meme. Ma non dovrebbe essere così. E noi non dovremmo essere così assuefatti al peggio”.
A seguito dell’episodio, poi, sono insorti anche gli AttiVisti foggiani, che hanno esplicitamente richiesto al prefetto e ai commissari un piano straordinario di presidio del territorio. “Ennesima violenza a Piazza Mercato, e lo Stato dov’è?”, si chiedono. “Ci troviamo per l'ennesima volta a fare i conti con l'essere esterrefatti, ma non più colpiti, pieni di rabbia per un qualcosa che non accade così per caso, ma è il prodotto di un'azione deliberata, di totale abbandono da chi è preposto al presidio del territorio, che siano le forze dell'ordine dello stato centrale o quelle comunali della polizia municipale. C’è bisogno di un presidio quotidiano. Di un presidio del territorio, efficace e stringente, che possa ridare sicurezza e aumentarne la percezione. Un presidio congiunto dello Stato e del Comune, che valuti i giusti strumenti di deterrenza e intervenga per debellare le piazze dello spaccio e lo scambio di sostanze stupefacenti fuori dai locali. Chiediamo a tutte le associazioni e ai cittadini di unirsi in coro alla nostra richiesta per chiedere alle autorità di Stato e di governo cittadino di provvedere al più presto ad un piano urgente di presidio del territorio. È ora che lo Stato, in tutte le sue forme, torni a riappropriarsi del suo territorio. È ora che lo Stato ritorni a presidiare la città. Non è più il tempo delle riunioni e dei conciliaboli sulla sicurezza. È il tempo dei fatti”.
Fuori luogo, infine, il commento di Pippo Cavaliere, che tenta di strumentalizzare l’accaduto per inserirsi nella pretestuosa polemica che vorrebbe insensatamente l’Attacco negazionista della mafia foggiana. “La zona è notoriamente frequentata da esponenti della criminalità, per i quali i fenomeni della microcriminalità servono ad affermare e ribadire il controllo del territorio”, scrive. Tuttavia, viene prontamente smentito dallo stesso Vito De Filippis, che risponde: “La cosa aberrante è che voi politici avete lasciato che questo accadesse. Il vuoto della politica pulita genera questi mostri. Siete voi i responsabili. Si faccia un esame di coscienza”. La politica, dunque. Non i giornali.
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