E’ tutta legata all’assessora regionale al welfare Rosa Barone la speranza, nel centrosinistra, di compattare il fronte giallorosso e vincere le comunali che si terranno tra cinque mesi. Le ultime parole del coordinatore provinciale M5S ed europarlamentare Mario Furore su Giuseppe Mainiero sono state da diversi addetti ai lavori, anche emilianisti, interpretate come segnale di distacco nei confronti dell’opzione legata al commercialista ex consigliere comunale, che ha già avviato la propria campagna elettorale ed è parso poter rappresentare l’uomo dei contiani e dei civici di Emiliano. Adesso, però, da più parti emerge la medesima sensazione rispetto alla possibilità che per Barone possa arrivare quella deroga alle regole del M5S che le permetterebbero, pur essendo oggi assessora regionale, di candidarsi a Sindaca di Foggia.
Lo spiraglio è stato da molti visto nella novità che nel M5S sta interessando gli ex parlamentari. Come rivelato nei giorni scorsi dal Fatto Quotidiano, sempre informatissimo sulle mosse dei pentastellati, Giuseppe Conte aveva già ventilato il suo sì mesi fa, durante l’ultimo Consiglio nazionale del Movimento ma da ultimo è arrivato anche il via libera del Garante, Beppe Grillo, in visita a Roma. A giorni il Movimento metterà in votazione sulla sua piattaforma web una nuova regola, in base a cui chi ha già compiuto due mandati da parlamentare potrà candidarsi a sindaco. Un’innovazione rispetto alla precedente normativa interna, secondo cui “i due mandati”, come li chiamano nei 5Stelle, potevano presentarsi solo come consiglieri comunali.
Una regola stramba agli occhi dello stesso Conte, a cui gli eletti chiedevano da tempo di rimediare. E l’ex premier è intervenuto, anche per dare ossigeno alle future liste sui territori. In linea con Grillo, con cui però è concorde anche nel negare ogni ipotesi di deroga al vincolo dei due mandati elettivi per il Parlamento, italiano e europeo. “Questa regola è l’essenza del Movimento”, ha in sostanza ribadito il fondatore ai parlamentari che lo hanno incontrato nella sede del M5S in via di Campo Marzio, a pochi passi dalla Camera. E la pensa così anche l’avvocato di Volturara Appula, Conte.
“Non meraviglierebbe affatto se a Rosa Barone arrivasse il via libera da Roma”, commentano fonti emilianiste a l’Attacco. “Lo capiremo meglio quando Conte sarà in Puglia e a Foggia, a metà giugno ci è stato detto. Il Pd? Non potrebbe esserci alcun problema sul sostegno a Barone come candidata sindaca, come si fa a dire di no ad una assessora regionale? Il M5S in quel caso metterebbe a disposizione la propria massima espressione, con Barone in campo la partita sarebbe chiusa almeno rispetto alla compattezza dello schieramento e alle alleanze. Metterebbe di certo tutti d’accordo”.
Ma cambia la strategia di Emiliano dopo il risultato delle amministrative di maggio? Le persone a lui vicine sostengono di no: “La strada rimane quella dell’unità della coalizione. E’ vero che le civiche hanno mostrato tutta la propria forza rispetto ai partiti ma senza i partiti dove vai?”.
“La verità è che rispetto agli anni scorsi è cambiato tutto nel M5S, oggi si rendono finalmente conto di non avere una classe dirigente sufficientemente sviluppata”, fa eco un ex sostenitore del governatore regionale.
“L’ipotesi Barone è davvero la più fondata allo stato attuale, mentre non hanno peso specifico le voci che tuttora girano rispetto all’ex parlamentare di Rifondazione comunista Vladimir Luxuria. Nel centrosinistra tanti continuano a volerla ma lei ha già detto abbondantemente e chiaramente di non essere affatto interessata”.
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