Audizione di Aqp su rottura condotta idrica che ha lasciato la città a secco: si segue la pista del sabotaggio

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E’ stato il presidente della Commissione regionale Affari Generali, Antonio Tutolo, il cui mandato è scaduto il 30 giugno scorso, l’unico e in perfetta solitudine rispetto ai suoi colleghi foggiani, a partecipare alle audizioni della direttrice generale di Acquedotto Pugliese, Francesca Portincasa. L’argomento da affrontare non era di poco conto dovendo recepire la relazione tecnica di Aqp in seguito alla drammatica emergenza idrica verificatasi nel capoluogo dauno a causa della rottura della principale (e unica) condotta idrica che alimenta capoluogo di oltre 150mila abitanti e che ha tenuto sotto scacco migliaia di famiglie e condomini fino alla settimana scorsa. Viene da chiedersi quale possa essere il ruolo dei consiglieri regionali di fronte a un problema di estrema gravità considerando oltretutto l’inchiesta di Aqp che ha sporto denuncia verso ignoti subito dopo l’accaduto.

La rottura dell’adduttore che ha un diametro di quasi 2 metri non esclude nessuna ipotesi. Neanche quella del sabotaggio. Nella enorme tubazione era stata colposamente o dolosamente realizzato uno vero e proprio squarcio di oltre un metro di larghezza. Un’operazione che sembrerebbe chirurgica stante il fatto che in superficie i tecnici di Aqp hanno immediatamente rilevato come il terreno sovrastante fosse stato rimosso, per arrivare fino alla condotta e poi ripianato accuratamente. Non è roba da poco poiché quella voragine sulla condotta che ha una portata di 600 litri al secondo, ha finito col creare un allagamento nel tratto di un terreno adiacente via Napoli, all’altezza di una concessionaria d’auto.

Da quel momento in poi, scattata l’emergenza le attività dell’Ente si sono differenziate, con l’obiettivo di attivare un’alimentazione alternativa dell’abitato “nel minor tempo possibile” come ha precisato in audizione la direttrice generale Francesca Portincasa. Tornando ai particolari, lo squarcio ha determinato la fuoriuscita dei ferri e il distacco del cemento solo in corrispondenza della rottura, mentre la rimanente condotta, messa a nudo dai tecnici, non presentava evidenti anomalie. Nell’area interessata, ciò che ha fatto insospettire le maestranze, è stata la notevole quantità di materiale solitamente utilizzato per il riempimento degli scavi nonché per consentire la viabilità dei mezzi sui terreni agricoli, mentre il restante terreno circostante risultava incolto e non manomesso.

Si è ritenuto plausibile dunque che la rottura della condotta possa essere stata provocata da un mezzo meccanico. Il che ha indotto Aqp a formalizzare la denuncia di danneggiamento della condotta verso ignoti nella stazione dei Carabinieri Forestali di Foggia. Ancor peggio che l’intervento, secondo quanto appare dalla documentazione filmata, ha tutte le caratteristiche del gesto doloso, fatto con consapevolezza, considerando che nella zona circostante vi è solo terreno incolto e neanche aree interessate per altri scopi. Il lavoro degli oltre 60 tecnici Aqp che hanno lavorato a squadre senza interruzioni, ha intanto consentito di realizzare i primi due by-pass sulla rete idrica, attivandoli nelle prime ore del pomeriggio di lunedì 19 giugno: il primo sulla condotta che dal nuovo serbatoio di Foggia alimenta quello di Manfredonia, il secondo utilizzando la vecchia suburbana alimentata dall’altrettanto vecchio serbatoio, appartenente allo schema della diramazione primaria della Capitanata.

Grazie a questo primo intervento nel giro di alcune ore è migliorata anche la pressione idrica nell’abitato con disagi che per lo più si sono registrati ai piani alti di palazzi sforniti di autoclave e sistemi di spinta. Un terzo by-pass è stato attivato subito dopo consentendo di migliorare ulteriormente le pressioni dell’abitato collegando la rete idrica cittadina con la condotta della zona industriale del Consorzio Asi, recentemente presa in gestione da AQP. La riparazione dello squarcio ha richiesto una tubazione di circa 12 metri in acciaio e la realizzazione di due giunti necessari per collegare materiali diversi come l’acciaio e il cemento. Ma i guai non sono finiti lì poiché subito dopo il ripristino e la graduale attivazione del flusso idrico si è verificato un altro stop inatteso causato dallo sfilamento di una guarnizione dal giunto realizzato a valle della condotta per effetto delle numerose sollecitazioni idriche e meccaniche. 

Complessivamente per ritornare alla piena normalità sono stati realizzati ben 6 by-pass. Una attività non rinviabile ma che consentirà, come precisato dalla Portincasa, di escludere che in futuro qualcosa di analogo possa nuovamente accadere. Attraverso la realizzazione di diversi punti di deflusso idrico, Foggia non rimarrà in balia di un solo adduttore. Il ritorno alla normalità di fatto si è concretizzato nel corso della mattinata del 30 giugno, quando si è proceduto alla messa in esercizio della condotta interessata dalla rottura.

“All’intera città – fanno sapere da Acquedotto Pugliese – è stata garantita una erogazione in continuo con pressioni di esercizio oscillanti fra un minimo di 1 bar ad un massimo di 2,5 bar a fronte del minimo garantito di 0,5. Il rifornimento di autobotti è stato garantito nell’abitato fino a domenica scorsa”.  “Dai primi riscontri – scrive Aqp nella relazione tecnica presentata alla Commissione regionale - è chiaramente emersa una responsabilità non imputabile ad Aqp che è viceversa parte lesa nella vicenda.  Nel corso del 2023 sull’abitato di Foggia sono in corso interventi per oltre 10 milioni di euro finalizzati al risanamento delle reti ed a garantire flessibilità dell’alimentazione idrica dell’abitato. Da novembre 2022 si stanno realizzando lavori di sostituzione (attraverso il finanziamento dei fondi React Eu) della seconda suburbana dal vecchio serbatoio di Foggia, per una lunghezza di circa 3 Km finalizzata ad aumentare il grado di sicurezza del sistema di approvvigionamento per la città di Foggia”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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