Eta Manfredonia: “Avvertimmo con anticipo il fermo impianto”. Le falle del sistema (e i motivi dell’emergenza)

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Sulla rinnovata emergenza rifiuti a Foggia (ma anche in alcuni centri della provincia) che ha annoverato negli scorsi giorni file di camion carichi di pattume per ore e ore incolonnati davanti all’impianto Tmb di Passo Breccioso senza potervi accedere e scaricare, c’è l’eloquente nota di Eta Manfredonia, che gestisce l’impianto di recupero energetico, alimentato a combustibile solido secondario (Css), in contrada Paglia della città sipontina. Nota nella quale, oltre al rimarcarsi il corretto comportamento della società, si può comprendere da un lato i motivi per i quali sarebbe scoppiata quest’ennesima crisi e dall’altro dove risiederebbero le responsabilità delle evidenti falle del sistema di gestione del ciclo rifiuti territoriale.

In merito alle ultime difficoltà registratesi per la raccolta ed il conferimento in provincia di Foggia, allora, nelle scorse ore Eta Manfredonia ha fatto sapere che “la società, il 14 dicembre 2022, ovvero con 6 mesi di preavviso, ha inviato una comunicazione formale a tutte le parti interessate tra cui Ager, Progetto Ambiente Foggia, Progetto Ambiente Lecce, avvisando che a partire dal 18 giugno al 12 luglio 2023 sarebbe stata programmata la fermata annuale per la manutenzione ordinaria della centrale”. Inoltre la società sottolinea che “a fronte della necessità di effettuare manutenzioni straordinarie, il cronoprogramma della manutenzione ordinaria è stato anticipato al 9 giugno 2023”.

Eta Manfredonia ha provveduto "in data 9 giugno a inviare una comunicazione formale ad Ager, Progetto Ambiente Foggia oltre che ai comuni di Manfredonia, Foggia e Cerignola per avvisare dell’anticipo del fermo". Nella stessa comunicazione si è anche sottolineato "che la fermata programmata sarebbe stata anticipata iniziando con le varie attività che erano previste a partire dal 18 giugno 2023". L’avvio della centrale "a seguito del fermo annuale programmato è allora previsto (secondo il ricalcolo, ndr) per il 7 luglio 2023 - fanno sapere dall’azienda - a fronte di quanto comunicato a dicembre 2022, ossia lo stop il 18 giugno e la ripartenza il 12 luglio".

La nota prosegue precisando pure che: "Nonostante Eta Manfredonia sia un soggetto privato che non ha nessun accordo o contratto con Ager o con altre pubbliche amministrazioni, ma opera sulla base di contratti con società private che dispongono di appalti municipali e che gestiscono il trattamento dei rifiuti ed in particolare producono il Css (combustile solido secondario), si è sempre dimostrata proattiva con Ager nella risoluzione delle problematiche sul territorio ed ha sempre adempiuto alle direttive di Ager stessa per la gestione dei flussi di Css da trattare".

l’Attacco ha allora contattato fonti vicine a Eta per un approfondimento in merito. Per comprendere, cioè, se, in termini di riorganizzazione dei flussi, ci sia stato anche solo un pur timido segnale di risposta da parte degli enti preposti alla gestione ciclo rifiuti, a seguito dell’avviso inviato con ampio margine da Eta. “La società ha formalizzato una nota programmata in cui ha comunicato ciò che c’era da comunicare – ribadisce la fonte -. Fin da dicembre si sapeva che l’impianto si sarebbe dovuto fermare. Eta Manfredonia non sa, e non le compete neppure, sapere se dopo l’avviso, regolarmente effettuato, le istituzioni competenti si siano mosse per prevedere flussi alternativi per lo smaltimento dei rifiuti. Il problema di come organizzare flussi alternativi non rientra nelle competenze di Eta. Una volta avvisati Ager e Progetto Ambiente, la società non aveva altri obblighi. Su tali presupposti, dunque – analizza l’interlocutore de l’Attacco - difficile per Eta prevedere, o meno, che si sarebbe verificata una situazione del genere, quando ciò non è nei compiti della società. La società è impegnata nella manutenzione comunicata, ciò che succede a monte, e una volta avvisati chi di dovere per tempo, il resto non rientra nelle responsabilità di Eta. In tutti i modi, nelle prossime ore si ricomincerà ad accogliere la stessa quantità conferita prima del fermo, cosicché la situazione dovrebbe tornare a normalizzarsi”.

In sostanza con il fermo di Eta, in assenza di una programmazione gestionale alternativa e ben strutturata, si è bloccato, con evidente nocumento per la raccolta in città, pure il Tmb di Passo Breccioso, da cui parte il materiale trattato per essere conferito al termovalorizzatore sipontino (in quota parte Marcegaglia).

Solo tre giorni fa, l’Attacco aveva effettuato un reportage a firma di Francesco Strippoli in cui si raccontava della situazione di crisi creatasi a Passo Breccioso, davanti all’impianto di Trattamento meccanico-biologico dei rifiuti del Comune di Foggia nonché gestito da Amiu Puglia.

C’era, per esempio, un camion proveniente da Zapponeta. Era lì dalle 4 del mattino. E sarebbe entrato a scaricare solo alle ore 18, ossia 12 ore dopo. L’autista aveva raccontato che non gli era permesso di usare il bagno e i servizi e che non ci sono bagni chimici installati fuori. L’abbandono più totale. La testimonianza diretta narrava che all’ora di pranzo c’era stata la solidarietà dei lavoratori africani delle campagne circostanti che, staccando dal lavoro di raccolta, avevano regalato le loro bottiglie di acqua e il loro cibo ai poveri autisti sequestrati.

Dal mezzo, come dagli altri, cadevano rifiuti per strada. Tutto intorno una discarica a cielo aperto. Questo è ciò che hanno segnalato con veemenza anche i cittadini del Comitato di Passo Breccioso: il percolato, i miasmi, l’immondizia lasciata per strada, la mancanza di servizi igienico-sanitari, tutto ha contribuito ad inquinare gravemente l’area.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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