Comunali a Foggia, il sogno (forse possibile) di una sfida tra due imprenditori di successo e levatura

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E se, dopo i tanti e gravi danni fatti dalla politica a Foggia a sfidarsi  fossero due imprenditori di primissimo livello? La scelta di pescare il candidato sindaco nella società civile e nel tessuto economico non è nuova, ma se dovessero andare in porto le operazioni che si stanno portando avanti nei due principali schieramenti i cittadini del capoluogo daunio potrebbero trovarsi a novembre a dover decidere tra Fabio Porreca e Marcello Salvatori. Da un lato il patron di Svicom, leader a livello nazionale nella gestione e commercializzazione di centri commerciali.  Dall’altro il padre dell’Hub dell’economia circolare e delle energie rinnovabili realizzato a Borgo Cervaro, un vero precursore e visionario, capace anche di diversificare i propri investimenti. 

Due personalità della cui probità ed estrema correttezza non si è mai dubitato in alcun modo, il che non è affatto poco né scontato come hanno dimostrato gli scandali del recente passato. 

La Foggia mortificata e offesa in mille modi – presunta corruzione e presunto voto di scambio, infiltrazioni mafiose, amministratori e funzionari arrestati, pistolettate del presidente della massima assise cittadina e altre condotte indegne – può ritrovare la fiducia nella propria classe dirigente grazie a proposte di così alto profilo. Ma Porreca e Salvatori accetterebbero di gettarsi per la prima volta nel marasma della campagna elettorale, di provare a far propria la croce di un ruolo complicatissimo (a Foggia più che altrove), di accollarsi il compito improbo di risollevare la città? Molti ne dubitano, nonostante entrambi abbiano chi nei rispettivi schieramenti – centrodestra a guida FdI per il primo e campo largo progressista con genesi Pd dell’ipotesi Salvatori nel secondo caso – sta lavorando a Roma. 

I più scettici ritengono altamente probabile che alla fine ambedue finiscano per rinunciare. Troppi gli impegni imprenditoriali, troppo azzardato rispondere sì ad una classe politica che naviga ancora in alto mare a quattro mesi dalle urne (probabile data 12 e 13 novembre). 

Il pessimismo porta a ritenere troppo suggestivo tale scenario per poter essere vero, ma sognare non costa e forse alla Foggia martoriata - dove lo Stato ha azzerato la politica per la durata record di 29 mesi - è concesso dover scegliere tra due persone che le hanno dato lustro e ne rappresentano, ciascuno nel proprio ambito, il volto migliore. 

Se Porreca deve neutralizzare gli imbarazzi legati alla moglie senatrice e l’ostacolo interno Leo di Gioia, per Salvatori la soluzione coi 5S locali potrebbe esser trovata – con la benedizione di Emiliano – convincendo direttamente il leader Conte.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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