L’ex procuratore capo di Foggia Vincenzo Russo si è definitivamente chiamato fuori dalla partita delle comunali di novembre prossimo. Come anticipato da l’Attacco la scorsa settimana, il magistrato e avvocato penalista campano, che lasciò Foggia dieci anni fa, aveva già fatto trapelare di non essere interessato al ruolo di candidato sindaco del centrodestra. Ma è servito un incontro formale perché i vertici provinciali di Fratelli d’Italia – che detengono la leadership della coalizione – potessero poi riferire agli alleati di averle tentate tutte per convincere l’ormai 80enne Russo. Sabato mattina lo hanno raggiunto nel buen retiro di Rodi Garganico per sentirsi confermare l’indisponibilità all’investitura. Qualora avesse accettato, Russo avrebbe risolto più di un problema allo schieramento.
“La valutazione dell’ipotesi di Vincenzo Russo era legata al convincimento che avrebbe rappresentato una figura capace di dare serenità alla cittadinanza, di mettere assieme la vera giunta dei migliori”, è affermano fonti meloniane a l’Attacco rievocando, come contraltare negativo, la giunta della disperazione dell’ultimo Landella, durata poche settimane prima delle dimissioni del sindaco.
“La sua età non costituiva un problema. Al contrario, proprio perché ottantenne Russo avrebbe garantito di non avere un cerchio magico da tutelare né interessi e ambizioni personali da coltivare. Ma lui vive lontano da Foggia dal 2013, nonostante ami ancora la nostra città”. Ma se è vero, com’è vero, che il campano aveva già fatto capire di non avere velleità di candidature perché è stato necessario recarsi a Rodi per sentirselo dire?
Alcuni addetti ai lavori della politica foggiana ritengono che sia stato fatto per far capire a Lega, Forza Italia e alle altre formazioni partitiche e civiche del centrodestra che si va verso la soluzione obbligata di Fabio Porreca.
Su queste colonne è stato rivelato giorni fa come sia il coordinatore regionale di FdI Marcello Gemmato che il senatore barese Filippo Melchiorre (stessa corrente del primo) si stiano spendendo in favore dell’imprenditore ed ex presidente di Camera di commercio, una soluzione meno imbarazzante rispetto alla sponsorizzazione da parte dell’ala fittiana cui appartiene invece la moglie di Porreca, la senatrice Annamaria Fallucchi. Ma il patron di Svicom intende realmente candidarsi? Finora non c’è mai stata alcuna smentita dopo i tanti articoli de l’Attacco, né tantomeno risulta facile pensare che Fallucchi possa permettere che il partito sondi il terreno, tra Roma e la Puglia, in favore del marito quando in realtà quest’ultimo non ha alcuna intenzione di accettare. Non che non manchino i dubbi su questa operazione, in cui il ministro Raffaele Fitto non ha voluto esser coinvolto.
Qualora alle urne andasse male il contraccolpo sulla coppia Fallucchi-Porreca sarebbe altissimo e gli alleati non perderebbero occasione per incolpare FdI.
Ma ci sono anche interrogativi sui riflessi di questa, eventuale candidatura. “Porreca sarebbe capace di creare una coalizione forte attorno a sé? Avrebbe il placet di Fratelli d’Italia e Forza Italia ma riuscirebbe a tenere assieme anche le altre forze? O, al contrario, si rischierebbe di innescare nuove faide interne al centrodestra?”, rimuginano alcuni meloniani.
Resta sul tavolo il nome dell’ex assessore regionale Leo di Gioia, che ha preteso di avere dalla propria parte l’intera coalizione per accettare la candidatura.
Fonti legati al deputato FdI Giandonato La Salandra fanno sapere che il parlamentare non nutre alcun entusiasmo verso tale soluzione.
Anche a voler dimenticare il passato con Vendola ed Emiliano, c’è chi manifesta preoccupazione: la sensazione è che, al pari e forse più di Landella, Leo di Gioia rappresenterebbe un sindaco che non risponde ai partiti, insomma troppo scollegato rispetto alle loro indicazioni, con la differenza che rispetto all’ex primo cittadino porterebbe a Palazzo di città molta più competenza. in più non è legato ai meloniani, che però gli riconoscono il fatto positivo di non avere padrini politici definiti. Qualcosa potrebbe chiarirsi nei prossimi giorni, dopo l’atteso tavolo romano del centrodestra, in programma in questa settimana.
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