Caso Alfieri, la risposta del preside: “Contro di noi solo una campagna diffamatoria, ecco come stanno le cose”

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Ha fatto molto discutere in questi giorni la notizia secondo la quale la storica scuola Alfieri Garibaldi di Foggia possa ritrovarsi senza un dirigente scolastico ed essere assegnata in reggenza nonostante i requisiti per un normodimensionato. Una notizia che ha gettato nello sconforto in questi giorni l’intera comunità scolastica. “L’Istituto comprensivo Alfieri-Garibaldi di Foggia ha i requisiti per essere normodimensionato e quindi ha il diritto di avere un dirigente scolastico – scrivevano la settimana scorsa dal sindacato Dirigenti Scuola -ad oggi però, a due giorni dalla pubblicazione della mobilità, risulta sottodimensionato, per errore dell’Amministrazione o per mancata comunicazione del dirigente, che assicura, comunque, di aver dato notizia dell’esatta consistenza organica degli alunni, pari a 540 e non 497 (appena 3 in meno rispetto ai parametri necessari per risultare normodimensionata)” - aggiunge il sindacato italiano dei presidi

che ha inviato una lettera di diffida al direttore generale dell’Usr Puglia, al prefetto di Foggia, al presidente della Regione Puglia, all’assessore regionale dell’Istruzione e infine al ministro dell’Istruzione e del Merito affinché “si assicuri un dirigente scolastico all’istituto, aumentando di conseguenza un posto per la mobilità regionale e si adottino i previsti e obbligatori provvedimenti nei confronti del/dei responsabile/i della mancata segnalazione della reale consistenza organica degli alunni e della conseguente rettifica del provvedimento”. Capire se ci sarà il riconoscimento dell’autonomia ma nei fatti ho comunque dovuto cambiare sede”.

Sulla ingarbugliata vicenda si è espresso anche il candidato sindaco di Foggia Nunzio Angiola. “Ho sentito in questi giorni il direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale Giuseppe Silipo che mi ha fornito ampie rassicurazioni sull’attivazione di tutte le procedure necessarie a trovare una soluzione. Ci sarà tempo fino al prossimo settembre per porre rimedio a questa situazione - rincara Angiola – ovviamente non so esprimermi in merito ai moventi che hanno determinato una tale vicenda. Ad ogni buon conto vigilerò affinché questa scuola non perda la sua dirigenza anche perché non ci sono i presupposti giuridici. Occorre semplicemente ripristinare la legalità. Non ci sono i presupposti per un sottodimensionamento – rincara il docente – il numero degli alunni supera le 500 unità, dunque la scuola è, e resta normodotata. Mi auguro che questa vicenda non sia figlia di strumentalizzazioni”.  

Chiamato in causa il dirigente scolastico, il professor Sergio Russo, ha voluto ribadire la sua posizione sulla vicenda. “Parliamo di una strumentalizzazione sindacale e adesso anche politica, una campagna diffamatoria – evidenzia il dirigente. Durante la fase d’iscrizione c’erano dei bambini provenienti da una scuola paritaria che il sistema, per un debug, non faceva registrare. Una situazione che in realtà non è poi così rara. Ad agosto poi, quando solitamente si svolge una precisa operazione tecnica chiamata consolidamento dell’organico, si apre di nuovo il flusso dell’anagrafe e il sistema accetta gli alunni. Consapevole, quindi, di avere i numeri per l’autonomia che non erano 540 come detto dalla stampa ma all’epoca 504, dunque 4 in più rispetto alla soglia di accettazione”. 

“A marzo scorso il Ministero svolse una rilevazione a campione per individuare le sedi da sottodimensionare di cui non ero a conoscenza: nessun decreto o notifica di sorta su questa cosa. Mi accorsi così di questo dato (497 iscritti al sistema) soltanto quando riaprirono le operazioni dell’organico ATA. Fatto sta che, scoperta questa cosa, ho da subito provveduto a notificare all’Ufficio Scolastico provinciale pensando che ci fosse un errore, una errata trascrizione. A maggio, però, era troppo tardi rispetto alla rilevazione fatta a marzo”. 

“Nel frattempo arrivarono altre iscrizioni – continua Russo – ad oggi una cosa è certa: a quella data avevo i numeri per l’autonomia, seppur risicata, che non risultava però agli atti. Preso atto di questa cosa il Ministero sta tentando una rettifica allo scopo di riconoscere un’autonomia alla scuola. Un’operazione comunque tardiva rispetto invece alla nomina dei dirigenti. Siamo quindi in attesa di capire se ci sarà il riconoscimento dell’autonomia ma nei fatti ho comunque dovuto cambiare sede”.

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