Ancora disagi sul trasporto a scuola dei ragazzi disabili. De Cata: “Grave lesione del diritto allo studio”

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Una grave lesione del diritto allo studio. E’ quanto denuncia da giorni Loredana De Cata, presidente dell’associazione Superabili di Foggia (attualmente candidata consigliera comunale nella lista Mainiero Sindaco), rispetto al servizio di trasporto scolastico comunale per ragazzi disabili che, a due settimane dall’inizio della scuola, ancora non parte. E non si sa quando partirà. Un servizio del Comune in capo all’Ufficio Istruzione che dovrebbe essere garantito alle famiglie che ne abbiano diritto e ne facciano richiesta. E che copre anche le borgate di Foggia e le tre fasce scolastiche d’età, dalle elementari alle superiori. Ma ogni anno parte con ritardo. L’anno scorso, per esempio, l’avvio ci fu a metà ottobre.

“Mi sono interfacciata telefonicamente con i due referenti comunali che si occupano di organizzare il servizio – racconta De Cata a l’Attacco -. Mi hanno risposto che non sanno ancora quando partirà. E che non dipende da loro. Inizialmente mi hanno detto che si dovevano ancora individuare gli educatori, ovvero gli operatori che accompagnano e assistono i ragazzi nel trasporto, figure che di solito il Comune appalta alle cooperative di settore. Non vorrei – analizza - che il problema sia proprio lì. Altrimenti non si spiega. Che cioè l’appalto sia partito in ritardo, il che confermerebbe ancora una volta la mancanza della benché minima programmazione, cosa che abbiamo riscontrato in tutti questi anni. Non si può ogni anno ricadere sempre negli stessi errori. Siamo stanchi”, afferma De Cata.

In questi giorni, in veste di rappresentante delle famiglie con ragazzi disabili (lei stessa, disabile in carrozzella, è madre di un sedicenne affetto da invalidità al 100%), De Cata sta ricevendo telefonate da utenti disperati.

“C’è una mamma – racconta la presidente di Superabili - che mi ha detto di essere disperata per questa situazione e che se non si risolve celermente ha intenzione di incatenarsi in pubblica piazza. Le ho chiesto di pazientare un altro po’. Ogni anno – prosegue - questi ragazzi vengono lasciati per settimane a casa, non possono andare a scuola. Alcuni di essi mi stanno chiamando tutti i giorni per capire quando anche loro potranno iniziare l’anno scolastico. Le famiglie non riescono proprio ad ovviare autonomamente al problema. In alcune di esse i papà lavorano e le mamme, anche volendo, non hanno neppure le patenti per portare i figli a scuola”.

Al momento, ancora non si ha notizia su quando il pullmino verrà attivato. Due giorni fa De Cata ha provato a ricontattare gli uffici comunali preposti con telefonate e una pec (in cui, con toni arrabbiati, spiega nuovamente quali e quanti disagi materiali e psicologici il disservizio stia creando nelle famiglie e nei loro figli). Zero risposte.

C’è poi un’ulteriore preoccupazione: il bando per la richiesta del trasporto scolastico, che inizialmente scadeva a metà agosto, è stato riaperto con differimento per l’adesione fissato al 30 settembre. “Mi hanno contattato quattro famiglie che avevano inoltrato regolare domanda di richiesta del servizio entro il 16 agosto, come prevedeva il bando. L’avviso pubblico però poi è stato riaperto con la motivazione che non erano state inviate ancora abbastanza richieste per poter attivare il servizio. A me questa cosa non sembra normale. – riflette -. Potrebbe anche essere che alcune famiglie che prima usufruivano del pullmino comunale con il tempo abbiano deciso di rinunciarvi, tipo me che ho preferito organizzarmi privatamente, sobbarcandomi le spese per il trasporto a scuola di mio figlio con un’azienda privata, proprio a causa dei periodici disagi presentati dal Comune. Ma – evidenzia De Cata -, a prescindere del numero di richiedenti, si tratta di disabili che hanno bisogno del servizio, che ne hanno diritto e che hanno tra l’altro versato una quota per questo. Non una somma ingente ma comunque una spesa in più per le famiglie”. I nuclei familiari richiedenti, infatti, compartecipano al servizio versando al Comune una quota calcolata su base Isee.

“Questa è una vera e propria discriminazione”, afferma la foggiana, che nell’ultimo passaggio della pec inviata due giorni fa agli uffici comunali ha scritto: “Non so se vi rendiate conto del disagio psicologico che state arrecando a questi ragazzi che hanno solo la scuola come canale di comunicazione con i propri coetanei e il cosiddetto’mondo normale’. Per non parlare dei disagi economici alle famiglie costrette o a esborsi extra (per chi può permetterselo) per mandare i figli a scuola con mezzi privati oppure a dover restare a casa con i propri figli chiedendo permessi e ferie (mettendo a rischio il proprio lavoro). Detto ciò insieme alle famiglie che hanno presentato regolare richiesta al 16 agosto 2023, chiediamo di far partire nell'immediato il servizio trasporto scolastico alunni disabili in modo da garantire il diritto allo studio di tutti!”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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