Parco dei Fiori, maggior parte impiantistica vecchia e arrugginita. “Sostegni avranno 50 anni. Mai sostituiti”

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Il pericolo di vere e proprie tragedie (a questo punto annunciate) è più che concreto. Si parte dalla segnalazione giunta a l’Attacco nella giornata di domenica. Un residente del quartiere Parco dei Fiori ha infatti raccontato di trovarsi, intorno alle ore 11.30, alla guida della propria auto, con all’interno la figlia di 3 anni, quando, mentre stava per imboccare via monsignor Farina, ha visto crollare al suolo di fronte a sé, a marcia in corso e a distanza di soli 3-4 metri dalla macchina, un enorme palo della luce in ferro di cerca dieci metri di lunghezza. “Se avesse ceduto qualche decimo di secondo più tardi –  ha raccontato – ci avrebbe certamente centrati in pieno, sulla cappotta o sul parabrezza, con nefaste conseguenze non solo per l’auto ma soprattutto per me e per mia figlia”. Poco dopo l’istantanea segnalazione, l’Attacco si è quindi recato sul posto constatando, un’ora più tardi dall’accaduto, il sostegno spezzato ancora a terra e la presenza di operai Edison Next - addetti alla manutenzione degli impianti di pubblica illuminazione del Comune di Foggia – al lavoro per la messa in sicurezza. Il primo dettaglio balzato agli occhi risiede nell’evidente condizione di vetustà e arrugginimento di quel palo della luce, a partire dalla base tranciata sotto i colpi del vento. Una condizione di totale decadimento strutturale che purtroppo (come l’Attacco ha potuto verificare durante il proprio giro di perlustrazione nell’area cittadina ad oggetto) non riguarda solo quel sostegno ma praticamente la maggior parte (ovvero numerose decine) dei pali della luce della stessa dimensione presenti in zona. Tutti (o quasi) caratterizzati da evidente e uniforme tinta ferruginea che ne tradisce uno stato di grave e perdurante ossidazione.

“Questi pali avranno 40-50 anni – rivela un residente di Parco dei Fiori ascoltato da l’Attacco -. Praticamente la stessa età di questo quartiere a partire dalla sua fondazione”. E dunque, nel corso del tempo, non sarebbero mai stati sostituti, tanto meno, con tutta probabilità, correttamente manutenuti, né dalle precedenti amministrazioni né durante il corso della gestione commissariale in seno a Palazzo di Città, nello specifico nell’ultimo anno, quello che attiene, cioè, al periodo intercorso dal nuovo affidamento del servizio a Edison Next.

E tra gli addetti ai lavori c’è chi parla della necessità di manutenzione dei lampioni della pubblica illuminazione quanto meno ogni 5 o 10 anni, in base ai casi.

Come detto, è stata una domenica da dimenticare per Foggia, martoriata sotto le raffiche di vento da molteplici cedimenti di strutture illuminotecniche in tante aree urbane. Senza contare una cassetta contenente un quadro elettrico che, sempre in via monsignor Farina, nel pomeriggio campeggiava totalmente aperta alla mercé dei passanti, si è annoverata, infatti, pure la caduta di grossi e vecchi pali pubblici della luce in via Celestino Galiani (zona San Michele, centro città), in via San Severo e in viale Candelaro. 

Ma non finisce qui, perché anche lunedì, nonostante il soffio di Eolo fosse di minore intensità, si è sfiorato l’ennesimo dramma: ieri mattina, intorno alle ore 8.30, un palo della pubblica illuminazione è caduto in via Eugenio Masi, a pochi centimetri da un uomo fermo in attesa che aprisse uno studio medico. Per fortuna, anche in questo caso, si è trattato (per ragioni puramente fortuite) soltanto  di un grosso spavento. Il palo ha sfiorato un'auto parcheggiata e nulla più.

E allora, lampioni che cadono come birilli non appena l’aria spira con maggior forza: un trend che nella città capoluogo va avanti con più incidenza del solito da un paio di settimane. Come, tutto ad un tratto, fosse giunta l’ora della resa dei conti. Anche il 31 ottobre scorso, infatti, è stramazzato al suolo un alto palo della luce in via Gramsci, di fronte ad una delle sedi dell’Agenzia delle Entrate, provocando ingenti danni a due auto in sosta nei paraggi. 

Non solo lampioni, però, ma anche alberi e insegne sono stati travolti dal forte libeccio di domenica: in via Isonzo, un grosso ramo è caduto sull'asfalto, mentre un tabellone pubblicitario è crollato su un'auto in sosta in via Silvio Pellico. Alberi crollati anche in via San Francesco Fasani, in via Alberto Da Zara e in un giardino in zona Epitaffio. Sui posti critici hanno operato, indistintamente, Polizia locale, tecnici Edison e Vigili del Fuoco. Questi ultimi, in un caso, ovvero in piazza Giordano, sono rimasti bloccati dai dissuasori dell’isola pedonale tardando l’arrivo presso un appartamento dove c’era da mettere in sicurezza le tapparelle di un appartamento divelte dal vento.

In sostanza, a conti fatti, una situazione di vera e propria emergenza che ha indotto la neo Sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo, a disporre per la giornata del 5 novembre - con un’ordinanza emessa in base all’allarme meteo che aveva diramato la Protezione civile regionale - “la chiusura dei parchi giochi comunali recintati, la chiusura della villa comunale, la chiusura del cimitero, con esclusione delle attività non differibili, il divieto di accesso ai parchi pubblici non recintati, fino alla cessazione dello stato di allerta”.

Un’ordinanza, però, probabilmente arrivata troppo tardi, se è vero che alcuni lettori hanno segnalato in redazione come domenica mattina il parco giochi comunale del rione San Pio X fosse a battenti regolarmente aperti, salvo l’apposizione, a pochi passi dall’ingresso, di una transenna del Comune di Foggia - buttata anch’essa giù dal vento -  forse in funzione deterrente per gli avventori e i loro piccoli figli (che comunque erano presenti, anche se in numero molto esiguo, all’interno del parco giochi, in quelle ore altrettanto fonte di pericoli che l’ordinanza sindacale, nelle sue intenzioni, avrebbe dovuto in parte allontanare dalla cittadinanza). 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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