Vale 15 milioni di euro l’addio di Michele D’Alba a Universo Salute. Le indiscrezioni di una possibile cessione delle proprie quote all’altro socio, Paolo Telesforo, circolavano già da tempo ma ora arriva l’ufficialità: il sodalizio tra i due imprenditori foggiani nato per salvare le strutture del Don Uva è finito. E’ possibile infatti consultare la documentazione ufficiale negli archivi di Camera di Commercio. Il formale passaggio delle quote da parte di Tre Fiammelle, Lavit e San Giovanni di Dio risale al 20 ottobre a favore della San Francesco Hospital. Nel complesso si tratta del 40% delle quote, che erano così ripartite: il 30% era di proprietà di Tre Fiammelle, il 5% di Lavit, il restante 5% della San Giovanni di Dio. L’accordo era stato sottoscritto già ad aprile ma è diventato efficace con l’avverarsi della condizione sospensiva, ovvero l’intero pagamento della somma da parte della San Francesco Hospital. Per la ripartizione percentuale delle quote, a Tre Fiammelle Telesforo ha corrisposto 11.250.000 euro e alle altre due realtà societarie 1.875.000 euro ciascuna. Per effetto di tale cessione il capitale sociale della società Universo Salute di 1,2 milioni di euro ora appartiene al socio San Francesco Hospital per una quota del valore nominale di 1.152.000 euro, pari al 96% del capitale sociale. Si chiude così l’esperienza nata nel 2017, come detto, per il salvataggio del Don Uva, un’operazione in cui anche la politica regionale ha avuto un peso particolarmente rilevante, tanto da far esultare il governatore Michele Emiliano per il lavoro svolto e per i risultati ottenuti.
Dopo una fase in cui Universo Salute ha convissuto con i commissari che hanno traghettato la struttura verso la chiusura del dissesto, il polo sanitario che conta tre sedi, a Bisceglie, Foggia e Potenza è passato nella piena gestione di Telesforo e D’Alba che da alleati coesi si sono presto trasformati in “separati in casa”.
Tutto iniziò con l’avvio della procedura di cessione dei rami d'azienda della Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza di Bisceglie, Foggia e Potenza nel 2014, determinata dall’indebitamento multimilionario nella gestione delle strutture sanitarie. L'ente ecclesiastico finì in amministrazione straordinaria, il commissario straordinario era Bartolomeo Cozzoli nominato il 21 gennaio 2014. Questi sollecitò le imprese interessate all'acquisizione di tutto o parte del complesso aziendale a presentarne manifestazione di interesse entro e non oltre il 25 agosto del 2014. La procedura di acquisizione era tuttavia subordinata all'approvazione del programma da parte del Ministero dello sviluppo economico che insieme alla Regione Puglia stava seguendo le operazioni di salvataggio dell'ente.
La cooperativa Tre Fiammelle, di cui D'Alba all'epoca dei fatti era vicepresidente, presentò, nei termini, istanza di invito in costituenda Rti con altre società (Lavit, San Giovanni di Dio, Ridal). Allo stesso invito risposero anche due concorrenti foggiani quali il Gruppo Telesforo e il Gruppo Salatto, ciascuno per conto proprio. Il 21 settembre del 2015 Cozzoli inoltrò a Tre Fiammelle l'invito a manifestare interesse per l'acquisto dell'azienda o dei rami di essa; verosimilmente la stessa comunicazione era stata rivolta agli altri concorrenti.
E’ in questa fase che D’Alba fu contattato da Paolo Telesforo, il quale lanciò la proposta di unirsi alla cordata degli imprenditori foggiani e dunque presentare congiuntamente un’offerta anche con il Gruppo Salatto. In quel periodo Telesforo elogiava D'Alba parlando di lui come di un grande imprenditore. Quest’ultimo si convinse che Tre Fiammelle avrebbe avuto più successo nella gestione di quelle strutture se si fosse alleato con gli altri due Gruppi, già esperti di strutture sanitarie. Salatto di lì a poco abbandonò il campo e il resto è storia. Nacque Universo Salute, che acquisì il polo per una somma di 5 milioni di euro, peraltro libero da tutti i debiti.
Dal 1 ottobre 2017 all'ottobre 2019 (nel biennio iniziale i due Gruppi avevano l’obbligo di operare congiuntamente, pena la possibile risoluzione del contratto) i due imprenditori sembravano andare d’amore e d’accordo ma poi qualcosa si ruppe, come raccontato in più circostanze su queste colonne, tanto che il 14 novembre 2019, si tenne la riunione dei soci di Universo Salute per discutere e deliberare sulla revoca dell'organo amministrativo in carica e nomina del nuovo. Presidente della società era allora Michele D’Alba.
In quella circostanza Telesforo e i suoi misero le carte in tavola: Michele D’Alba era una minaccia per la società e quindi doveva essere messo da parte. Così fu e i vertici del Gruppo Telesforo presero la testa di Universo Salute. E non solo quella, da qualche giorno. Per quattro anni D’Alba, pur non avendo più ruoli apicali in cda, mantenne sempre le proprie quote. Ora, con la vendita, esce definitivamente fuori da tutto ciò che riguarda Universo Salute. Una società che, stando all’ultimo bilancio, è in crescita e in salute. Con le nuove tariffe, i contratti con le Asl e quant’altro i manager confidano di accrescere ulteriormente la solidità della società. Che a conti fatti si è rivelata un ottimo affare vista anche l’esiguità dell’investimento iniziale e visto il valore dell’intero polo sanitario.
Ove rivenduto in blocco frutterebbe un sacco di milioni di euro. E sebbene Paolo Telesforo in persona abbia categoricamente smentito nei mesi scorsi l’ipotesi, ventilata da l’Attacco, di una possibile cessione, nell’ambiente circola ancora la stessa voce. Fonti riferiscono che l’idea sarebbe quella di tenere nel Gruppo solo il San Francesco Hospital e di cedere a grandi holding della sanità privata la gestione dell’ex Don Uva.
Nei giorni scorsi erano in ricognizione in struttura ingegneri provenienti da Roma, accompagnati proprio da Telesforo in visita in ambienti della struttura al momento dismessi, come le vecchie stanze delle suore e altri locali inutilizzati. A detta di chi conosce la struttura si tratterebbe di spazi in cui non sarebbe possibile attivare nuovi setting assistenziali, anche perché le attività di ristrutturazione per gli adeguamenti del caso sono già stati effettuati o in corso. Qualcuno ha pensato ad un sopralluogo da parte di questi misteriosi tecnici, forse per conto di un possibile acquirente. Peraltro ora che Telesforo detiene tutta l’impresa una cessione sarebbe più semplice da gestire.
Secondo beninformati sarebbe desiderio di Luca Vigilante (attuale amministratore delegato e genero di Telesforo) e famiglia di trasferirsi a Roma, anche per lasciarsi alle spalle le grane che lo scandalo dei presunti maltrattamenti nell’ex Ortofrenico di Foggia sta causando da mesi.
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