E’ Adriano Bruno il costruttore edile foggiano colpito lo scorso 9 novembre da interdittiva antimafia adottata dal prefetto Maurizio Valiante. L’imprenditore titolare di Aleasya Costruzioni srl si era aggiudicato i lavori di realizzazione del Centro aperto polivalente per minori in via D’Addedda e della casa rifugio per donne vittime di violenza, due contratti che ora sono stati risolti dal Comune di Foggia in conseguenza dell’atto prefettizio.
La determina è stata adottata lo scorso 16 novembre dal dirigente dei lavori pubblici, l’ingegnere Paolo Affatato, che per effetto della revoca dell’affidamento ha proceduto sia all’incameramento della cauzione definitiva di 33.411,64 euro emessa nel 2019 da AXA Assicurazioni spa - Agenzia di Foggia sia alla segnalazione all’Autorità Nazionale Anticorruzione.
Fonti legate all’ex amministrazione comunale sottolineano che i fratelli Bruno ricevettero vari appalti negli ultimi anni di Franco Landella sindaco e che non era raro vederli in giro per le commissioni consiliari di Palazzo di città, come pure che ci sarebbero state “situazioni equivoche” legate a frequentazioni con personaggi poco raccomandabili del rione Candelaro.
Nel 2017 la giunta Landella approvò il progetto esecutivo dei lavori della Casa rifugio per donne vittime di violenza, in via D’Addedda, e il quadro tecnico economico rimodulato del progetto esecutivo per la somma complessiva di 1.168.716 euro, con finanziamento concesso interamente dalla Regione Puglia nell’ambito dei fondi del POR Puglia 2014-2020.
Alla fine di quell’anno fu sottoscritto il disciplinare regolante i rapporti tra Regione Puglia e Comune di Foggia per la realizzazione dell’intervento infrastrutturale e nel 2018 si procedette alla gara per i lavori, con appalto aggiudicato ad Aleasya Costruzioni srl, con sede in viale Michelangelo, per la somma netta di 711.024,65 euro a seguito del ribasso d’asta del 9,17%.
A quel punto Saulle Impianti srl, impresa dell’ingegnera Lucia Saulle, fece ricorso davanti al TAR Puglia dopo essere stata esclusa dalla gara.
Dopo la pronuncia del giudice amministrativo a settembre 2019 il Comune stipulò il contratto con la srl di Bruno.
Rispetto alla gara va ricordato che l’allora segretario generale del Comune, Maurizio Guadagno, presidente della commissione giudicatrice, fece richiesta di giustificazioni in merito alla congruità delle offerte presentate da Aleasya Costruzioni srl, RS Costruzioni 2017 e Termo Edil Gallo srl, poiché le stesse apparivano anormalmente basse in quanto sia il punteggio del prezzo e la somma dei punti relativi agli altri elementi di valutazione erano superiori ai 4/5 dei corrispondenti punti massimi previsti dal bando di gara.
Il rup Carmelo Fredella chiese alle tre imprese giustificazioni in merito alla congruità dell'offerta presentata in sede di gara e successivamente ritenne di considerare congrua la giustificazione di Aleasya Costruzioni srl.
Nel 2020 furono aggiudicati all’impresa i lavori di adeguamento strutturale antisismico dell’istituto Giovanni Pascoli di piazza De Sanctis per un importo netto di 578.257,63 euro grazie al ribasso del 5,17%. La storia recente di Aleasya Costruzioni è legata anche all’appalto per i lavori della Cittadella dell’economia da 836.107,84 euro, che videro l’impresa di Bruno protagonista tra il 2019 e il 2020 di un contenzioso con l’impresa rivale Dipergola di Orta Nova.
Il Consiglio di Stato accertò che erano infondate le accuse di irregolarità fiscale mosse nei confronti dell’aggiudicataria Dipergola. Il TAR aveva accolto il ricorso della seconda classificata Aleasya annullando l’aggiudicazione, ma poi la situazione si ribaltò in appello.
L’annosa vicenda era partita dal bando del 2016, con cui il Comune di Foggia aveva indetto la gara per l’appalto dei lavori di realizzazione della sede comunale dei servizi per lo sviluppo economico - area Cittadella Economia viale Fortore - progetto di completamento corpo uffici.
Sono legati alla srl di Bruno anche i lavori di consolidamento statico e recupero architettonico della chiesa di San Lorenzo in Carmignano (lotto di completamento), aggiudicati nel 2019 per l’importo netto pari a 464.905,03 euro.
La vicenda mediatica più nota in cui fu coinvolto Adriano Bruno, con l’ex dirigente comunale dei lavori pubblici Fernando Biagini e l’ex consigliere comunale Massimo Laccetti, è l’inchiesta del 2014 della Procura foggiana sulle presunte tangenti in Comune, incentrata in particolare sul Palazzo di giustizia di piazza Padre Pio.
Bruno finì per sei mesi in carcere, motivo per cui ha di recente fatto domanda di risarcimento allo Stato per ingiusta detenzione. Fu arrestato e condannato in primo grado per favoreggiamento; in secondo grado l'accusa mutò in concussione, mentre la Cassazione ad aprile scorso lo ha adesso assolto con formula piena per non aver commesso il fatto.
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