La Sindaca-papessa a muso duro contro la coalizione, poi riunisce i soliti 4 big. Veto M5S su Azzarone

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Deve ancora esserci la proclamazione degli eletti del Comune di Foggia ma nella neonata maggioranza della sindaca Marida Episcopo il clima è già avvelenato. Lo si è visto in modo lampante, da ultimo, con le due stringate comunicazioni che Episcopo ha inviato alla coalizione, quel campo largo progressista invocato nel resto d’Italia come modello di riferimento dai leader nazionali Schlein, Conte&Co. In realtà la situazione è tutt’altro che invidiabile all’interno dello schieramento, dove le tensioni, i veti, il muro contro muro emergono a più riprese, sia nei rapporti tra forze che in quelli con la prima cittadina, fino ai dissidi interni ai singoli partiti. Venerdì scorso le forze del campo largo, che hanno reso possibile la vittoria di Episcopo al primo turno il 23 ottobre scorso grazie alle dieci liste in campo, si attendevano la convocazione della riunione plenaria in vista della formazione della giunta.

La coalizione, rimarcano a l’Attacco fonti interne, non si è mai riunita dopo le urne e anche i piccoli, che non hanno i numeri per aspirare a un posto nell’esecutivo cittadino o a incarichi di sottogoverno, chiedono da settimane di essere quantomeno ascoltati e consultati. Ma nella notte tra giovedì e venerdì un messaggio WhatsApp di Episcopo ha raggelato e mandato su tutte le furie tanti.

Nelle ore precedenti gli ultimi a sfogarsi e chiedere spazio erano stati l’assessore regionale Gianni Stea e il consigliere comunale Pasquale Cataneo.

Il leader dei Popolari per Foggia, assessore regionale al personale, era intervenuto in maniera netta rivendicando pari dignità rispetto alla composizione della giunta: “Non può esserci il campo largo quando si tratta di vincere le elezioni comunali al primo turno, e un campo improvvisamente stretto quando poi ci sono da stabilire ruoli e incarichi per governare bene sul territorio ed assicurare quella svolta, sulla carta tanto auspicata, a un'importante città della Puglia qual è Foggia. Quando si parla di campo largo per noi vuol dire che tutte le liste che eleggono consiglieri comunali, indipendentemente dal numero degli eletti, hanno la propria rappresentanza e uguale dignità nell'esecutivo”.

Stea parlava ricordando di aver assorbito di fatto l’eletto di Italia del Meridione Cataneo, dunque sottolineando di esprimere “due presenze nella massima assise cittadina”. E con due consiglieri, secondo l’assessore di Emiliano, non è più possibile per Episcopo fare finta di niente, considerandoli al pari delle liste minori che ne hanno eletto uno solo o nessuno.

Nelle stesse ore Cataneo, a TeleFoggia, tuonava allo stesso modo. Apriti cielo: la reazione di Episcopo è stata adiratissima.

Nel cuore della notte, intorno alle ore 24.00, nella chat WhatsApp della coalizione, tramite il cellulare del figlio Francesco Carrozzino – sua ombra e primo consigliere – ha fatto pervenire parole sferzanti con cui ha di fatto annullato ogni ipotesi di riunione plenaria: “Organizzate autonomamente le prossime riunioni collegiali”. E’ seguito l’affondo per “talune dichiarazioni in tv e sui social”, “cose molto gravi su cui non intendo sorvolare”. Infine il colpo finale: “Ricevete le mie irrevocabili determinazioni”. Lo sconcerto si è diffuso nella coalizione, dove diversi hanno sottolineato subito come “in decenni di amministrazioni non si era vista una cosa simile, ovvero che la sindaca eletta al primo turno grazie alle liste decidesse di prenderle a pesci in faccia”. E se nelle precedenti settimane c’era stato chi aveva parlato di un’attitudine a comportarsi “ancora come una preside con gli studenti”, adesso alcuni commenti sono ancor più tranchant: “Ci pare una papessa. E’ gravissimo un simile comportamento nei rapporti con la propria coalizione”. Perplessità ci sono anche per la presenza del figlio nella chat di coalizione, dopo quella fisica a Palazzo di città nei primi giorni dopo l’insediamento.

La situazione ha però avuto una evoluzione, se possibile, ancor peggiore. Venerdì pomeriggio Episcopo ha incontrato qualcuno. Non tutto il campo largo, opzione che ormai non è più presa in considerazione, bensì i quattro big: Pd, M5S e le principali civiche, ovvero CON di Rosario Cusmai e Tempi Nuovi di Sergio Clemente. Un incontro definito “inutile” da alcuni dei presenti, a l’Attacco, giacchè né Cusmai né Clemente hanno rinunciato alla pretesa di ottenere due assessorati a testa.

Le altre forze dello schieramento non sapevano, peraltro, nulla di quella riunione e ora ribadiscono “è anche peggio di come pensavamo”. Fonti interne al campo largo sottolineano quale sia la logica seguita dalla sindaca: “Convoca solo noi quattro da settimane, gli altri li ha sentiti soltanto nella prima fase ma poi ha precisato loro che non c’è alcuna possibilità di assegnare un assessorato alle forze minori. D’altronde, se prima non si riesce a trovare la quadra con noi quattro, che possono pretendere gli altri?”. Infine, nella primissima mattina di ieri, Episcopo – stavolta tramite l’addetto stampa Luca D’Andrea – ha informato che sarebbe stata presente in Comune dando appuntamento a mezzogiorno a chi avesse voluto incontrarla. Insomma, la conferma che riunioni di coalizione non intende proprio farne, al massimo incontri singoli. Un messaggio, secondo qualcuno, inviato principalmente a Cataneo e Stea. Ma a quanto pare nessuno ha risposto all’invito.

Né sono solo i “piccoli” a dar fastidio. “La vera faida deve ancora scoppiare: è quella che si verificherà su Lia Azzarone presidente del consiglio”, dicono fonti del campo largo a l’Attacco. Il riferimento è al veto che il M5S ha posto sulla numero uno dell’assemblea regionale Pd, rispetto alla quale i contiani minacciano di astenersi se sarà proposta alla presidenza dell’assise.

“Nella prima riunione emerse come schema quello che prevedeva 2 assessorati al Pd, 2 al M5S oltre alla presidenza del consiglio, uno a CON, uno a Tempi Nuovi, due nomine politiche da parte della sindaca e una terza sua nomina relativa a un super tecnico da condividere con tutte le forze. In pratica Episcopo si sarebbe garantita tre assessorati, troppi. Il M5S ha poi accettato di avere solo due assessorati a condizione che fosse suo il vicesindaco. Ha creato molto malcontento anche l’intenzione di nominare assessore ai lavori pubblici il barese e decariano Galasso, che di fatto è un altro piddino. Non lo vogliono né M5S né tantomeno CON e Tempi Nuovi, perché sarebbe una quarta postazione regalata al Pd. L’unica cosa certa è che tutti attendono la proclamazione degli eletti, visto che qualche seggio potrebbe cambiare. Se CON ne perdesse uno Cusmai non avrebbe più alcun titolo per chiedere due assessori”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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