“Uno dei tanti problemi di Foggia riguarda le tanto discusse strisce blu, ovvero i parcheggi a pagamento. Un problema che nessun membro della classe politica locale è mai riuscito a spiegare”.
Così in una nota il gruppo ‘Difendiamo il Quartiere Ferrovia'. “Ha fatto discutere una fotografia che mostra la prossimità delle strisce blu alle strisce pedonali. Gli stalli delineati sono distanti soltanto 20 centimetri dalle zebre, creando una situazione potenzialmente pericolosa: le macchine parcheggiate rischiano di ostruire la visuale degli automobilisti, i quali potrebbero investire i pedoni che attraversano la strada”.
“Ma non è tutto. Alcuni parcheggi ‘ospitano’ addirittura i cassonetti dell'immondizia. Questa scelta non solo inficia l’estetica cittadina ma genera anche problemi pratici. I rifiuti finiscono per riversarsi per strada, creando situazioni di sporcizia e potenziali rischi igienici oltre ad occupare uno spazio destinato alle vetture. Per non parlare degli stalli posizionati vicino alle fermate degli autobus. La vicinanza delle auto parcheggiate impedisce ai mezzi pubblici di accostare al marciapiede in modo sicuro, rendendo difficile la salita e la discesa dei passeggeri. Questa situazione non solo rallenta il flusso del trasporto pubblico ma crea anche un serio rischio per la sicurezza degli utenti dei mezzi pubblici”.
“La situazione più pericolosa, tuttavia, riguarda i parcheggi in prossimità degli incroci. Il Codice della Strada stabilisce chiaramente che le auto parcheggiate dovrebbero mantenere una distanza di almeno cinque metri dalle intersezioni, in modo da assicurare una visibilità adeguata agli automobilisti. Molto spesso, questa norma sembra essere ignorata, creando una situazione di pericolo che più volte ha portato a incidenti gravi, talvolta fatali”.
“Va notato peraltro che il Codice della Strada prevede l'obbligo di un marciapiede con strisce blu (a pagamento) e uno con strisce bianche (gratis). Tuttavia, vi è un'eccezione per le aree di particolare rilevanza urbanistica la cui determinazione è, ironicamente, nelle mani dei Comuni. Per garantire la sicurezza di tutti è fondamentale adottare misure correttive. Solo attraverso una pianificazione urbana attenta e rispettando le normative stradali, sarà possibile creare un ambiente più sicuro e armonioso per i cittadini di Foggia”.
Anche l’associazione Costituzione Cattolica, rappresentata dal segretario Alessandro Mancini, ritiene che “le strisce blu poste sulla carreggiata nel Comune di Foggia siano illegittime”.
“Secondo l'articolo 7 comma 6 del Codice della Strada, le aree destinate al parcheggio devono essere situate fuori dalla carreggiata. Tuttavia, il Comune di Foggia viola questa norma posizionando le strisce blu direttamente sui lati della carreggiata. Questo crea confusione in quanto le fasce di sosta laterale non sono considerate aree di parcheggio, ma sono parte integrante della carreggiata stessa. Le aree di parcheggio, come definite dall'articolo 3, n. 34 del Codice della Strada, sono situate fuori dalla carreggiata e sono destinate alla sosta regolamentata o non regolamentata dei veicoli”.
“Le strisce blu poste direttamente sulla carreggiata sono quindi illegittime e devono essere rimosse. Questa violazione del Codice della Strada può portare a multe ingiuste e contestazioni legali. Inoltre, questa pratica degli enti locali è contraria alla natura delle fasce di sosta laterali che sono parte integrante della carreggiata e non devono essere considerate come aree di parcheggio regolamentate”.
Mancini sostiene che “invece di introdurre strisce blu, sarebbe preferibile adottare politiche di mobilità sostenibile e promuovere mezzi di trasporto pubblico efficienti per ridurre il traffico e favorire una migliore distribuzione degli spazi urbani”. L’associazione Costituzione Cattolica invita il Comune di Foggia “ad adeguarsi alla normativa vigente e a posizionare le aree destinate al parcheggio fuori dalla carreggiata”. Secondo Alessandro Mancini “le strisce blu poste all’interno della carreggiata sono illegittime e le contravvenzioni comminate su tali aree possono essere annullate dai giudici”.
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