Provincia di Foggia ultima per qualità della vita: istituzioni, economia e società civile in crollo

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Lunedì 4 dicembre il Sole 24 ore ha pubblicato la 34° edizione sulla qualità della vita delle provincie italiane e, quella di Foggia è risultata ultima (107° posto). Tale classifica indica i territori dove si vive meglio sulla base di 90 indicatori riguardanti la ricchezza e i consumi, affari e lavoro, ambiente e servizi, demografia, società e salute, giustizia e sicurezza e cultura e tempo libero. Dalla lettura degli indicatori (sito lab 24) emerge chiaramente come i tre pilastri che reggono la società (istituzioni, economia e società civile) risultano per la provincia di Foggia fortemente indeboliti e al limite di un vero e proprio crollo.

Ho selezionato 20 indicatori, quelli che hanno maggior peso nella classifica stilata dal Sole 24 ore, cioè quelli che incidono sulla dignità della persona e sulla libertà dai bisogni. Commentiamo solo quelli rilevanti e con il peso maggiore. Il tasso di occupazione nella provincia di Foggia è pari al 48,10 (95° posizione), il che indica che su cento persone occupabili tra i 15-65 anni solo il 48,10% ha un’occupazione e, meno della metà ha un reddito stabile e al di sopra del livello di povertà. Siamo ultimi tra le province della regione Puglia.

I giovani che non lavorano e non studiano (Neet) con un’età compresa tra i 15-36 anni sono il 34,90% del totale (105° posto), peggio di noi solo Siracusa e Caltanisetta. Inoltre, risultiamo la provincia più povera della regione Puglia con un indice pari a 41,12 (ISEE < 7 mila euro- 89° posto). Per chiarire ancora meglio la drammaticità del dato, 41 famiglie su 100 hanno un ISEE inferiore a 7 mila euro. Penultimi risultiamo anche per depositi medi bancari pari a Euro 14 ml, peggio solo Brindisi.

Risultiamo inoltre, tra le provincie che hanno beneficiato maggiormente del reddito di cittadinanza (16° posto) con un indice pari a 100,73 (su mille persone né hanno beneficiato più di 100). Il dato più pesante e preoccupante è il saldo migratorio (iscritti/cancellati ogni mille abitanti), pari a – 3,90 (101° posizione), nella regione Puglia nessuno fa peggio di noi. Ultimi nella regione anche per qualità della vita dei giovani e delle donne, rispettivamente al 93° posto e al 99° posto della classifica. Risultiamo invece, un territorio adatto agli anziani dove ci posizioniamo al 24 °posto e risultiamo anche la provincia con un buon indice di solitudine (12 °posto). Torniamo ad essere ultimi (107 ° posto) per qualità delle istituzioni e della classe dirigente (indice con maggior peso) pari a 16 fortemente distanziati da tutte le altre provincie italiane e pugliesi (Vedere grafico), con la conseguenza di una scarsa partecipazione demografica pari al 52,78% (98° posizione), ultimi della regione di appartenenza.

Drammaticamente in ritardo siamo sulla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione (83° posizione) con un indice pari a 51, peggio di noi nella regione solo la provincia di Lecce. Ultimi ci classifichiamo anche nella presenza di imprese innovative in tutta la regione Puglia fortemente distanziati rispetto alle altre provincie con un indice pari a 3,09 (94° posizione). Siamo invece, negativamente primi in tutta Italia per riciclaggio e impiego di denaro illecito (107° posto), con un indice elevatissimo pari a 8,59, (denunce ogni 100.000 abitanti), più di 3,5 volte superiore alla media italiana pari a 2,4 (vedere grafico).

Drammaticamente indietro siamo nella partecipazione alla formazione continua (105° posto) con un indice pari a 4,60 in un mondo globalizzato basato sulla conoscenza e sull’apprendimento continuo nel quale le conoscenze acquisite hanno un valore per un periodo non superiore ai tre anni.  Ovviamente il periodo di declino e decadenza che dura ormai da decenni ha effetto anche sulla rendita immobiliare, difatti i canoni di locazione sugli immobili sono passati dal 2016 al 2023 da Euro 500 a Euro 430 (-14%), così come si riduce il valore degli immobili che passa da un prezzo al mq di Euro 1.350 del 2016 a Euro 1.250 del 2023 (-7,4%). La provincia di Foggia è al 102° posto per numeri di laureati pari al 18,30%, peggio di noi la sola provincia di Taranto (13,20%) e, al 105° posto per anni di studio, nessuno fa peggio nella regione Puglia. La sintesi di questi indicatori la troviamo nella speranza di vita alla nascita pari a 81,90 anni, la più bassa dell’intera regione di appartenenza e, tra le più basse del Paese.

Questi sono gli effetti materiali sulle nostre vite e, la causa è da ricercare tutta nella pessima qualità delle istituzioni pubbliche e private. Ho integrato il lavoro fatto dal Sole 24 ore con un altro dato: la competenza dei sindaci e degli amministratori delle prime 10 città della classifica (Udine, Bologna, Trento, Aosta, Bergamo, Firenze, Modena, Milano, Monza, Verona), e delle ultime dieci (Caserta, Trapani, Brindisi, Reggio Calabria, Crotone, Siracusa, Napoli, Caltanisetta e Foggia). Le prime dieci hanno come sindaco e assessori tutte persone di grande competenza che dopo una lunga carriera lavorativa hanno deciso di dedicare una parte della propria vita professione al bene pubblico (docenti universitari, imprenditori e manager, professionisti, funzionari pubblici etc), mentre le ultime dieci presentano per lo più sindaci e amministratori mestieranti della politica senza alcuna o poca esperienza lavorativa e professionale di qualità.

Resta ancora una volta confermata la tesi che qualità istituzionale e benessere diffuso sono due facce della stessa medaglia e, per uscire dal sonnambulismo e dall’inerzia della società civile evidenziate dall’ultimo rapporto Censis 2023, dovute alla rassegnazione e alla sfiducia, bisogna ritrovare il senso di comunità, l’unico che può farci uscire dallo stato in cui siamo drammaticamente precipitati.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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