E’ stata una riunione fiume quella che lunedì pomeriggio la sindaca di Foggia Marida Episcopo ha tenuto con le quattro forze principali del campo largo, ovvero Pd, M5S, CON e Tempi Nuovi. E’ ormai praticamente fatta la giunta che verrà annunciata domani mattina in occasione della prima seduta consiliare. Per i dem ci sono il trentenne segretario cittadino del partito Davide Emanuele al bilancio, fedelissimo di Raffaele Piemontese, e la 26enne Alice Amatore, figlioccia di Peppino D’Urso, alla cultura. Per il M5S l’ex economo dell’Ufficio scolastico provinciale Nicola Formica alle attività produttive (legato da tempo ad Episcopo e “al quale non si poteva dire di no” a detta di fonti contiane) e la veterinaria ASL Simona Mendolicchio alle politiche sociali (vicina all’europarlamentare Furore, che l’aveva voluta in lista, e al docente Unifg Massimo Russo, ex amministratore unico di Sanitaservice), per creare una filiera Bari-Foggia con l’assessora regionale contiana Rosa Barone.
Rosario Cusmai, coordinatore provinciale dei civici emilianisti di CON, mette nell’esecutivo cittadino il bancario Giulio De Santis, che si occuperà di contenzioso, mentre Mimmo Di Molfetta, referente CON, avrà la pubblica istruzione. Quanto a Tempi Nuovi, la civica guidata dal consigliere regionale di Azione Sergio Clemente, è sicura la coordinatrice cittadina dei calendiani Daniela Patano, avvocata, mentre pare ancora in dubbio la seconda postazione, relativa all’ambiente, contesa da due candidati non eletti: da un lato l’ex segretario regionale di Italia Viva Lorenzo Frattarolo, oggi vicino a Ettore Rosato; dall’altro Carmela Russo, figlia di Pasquale, rispetto alla quale il socialista Mino Di Chiara ha minacciato di sfasciare Tempi Nuovi se non dovesse entrare in giunta).
Infine, direttamente dall’amministrazione Decaro di Bari, il super assessore a lavori pubblici e urbanistica, ovvero il barese Giuseppe Galasso (non iscritto al Pd ma di fatto un sostenitore dei dem). Stando ai beninformati Episcopo tenterà di far passare Galasso, Di Molfetta e un assessore di Tempi Nuovi come tecnici esterni per non umiliare pubblicamente il M5S ma sarà una finzione inefficace.
La concitata riunione si è protratta dalle ore 16.00 fino alle ore 21.00 ed è stata quasi totalmente monopolizzata dal braccio di ferro tra Pd e M5S sulla indicazione di Lia Azzarone quale presidente del consiglio. Inutilmente il coordinatore provinciale dei contiani, Mario Furore, che era accompagnato dal deputato Giorgio Lovecchio, ha insistito sulle motivazioni che rendono la presidente dell’assemblea regionale Pd invotabile per la postazione che dovrebbe garantire tutta l’assise: ragioni legate all’opportunità politica di tale scelta, visti gli altissimi rischi di conflitti di interesse connessi ai numerosi appalti pubblici aggiudicati all’impresa di famiglia, la General Service Group del marito Gigi Colucci, che partecipa costantemente a procedure gestite dagli enti pubblici locali; ma anche ragioni di metodo, dal momento che Azzarone non è la più suffragata, criterio che avrebbe dovuto portare alla scelta del compagno di partito Davide Emanuele o a quella del pentastellato Mario Dal Maso.
Ma per il Pd “non esiste alcun conflitto di interesse”, discorso chiuso, con la sindaca schierata con loro. Furore non ha potuto far altro, al momento, che lasciare libertà di scelta sugli eletti 5Stelle, che potranno astenersi al momento del voto su Azzarone. “La battaglia è stata strapersa dal M5S”, ammettono fonti del campo largo con amarezza a l’Attacco.
“Rispetto ad Azzarone non si è spostata una virgola nonostante quanto detto da Furore anche in questa ultima riunione, ovvero che non è la persona più giusta per quel ruolo. Rispetto a Galasso il Pd continua a dire che non è un loro iscritto ma di fatto è un piddino perché sostiene apertamente e convintamente il loro partito. In più, Galasso avrà sia i lavori pubblici che l’urbanistica, sarà insomma il super assessorato di cui era stata ventilata l’ipotesi settimane fa e che pareva venuto meno. Episcopo dirà che CON e Tempi Nuovi hanno ottenuto un solo assessore ciascuno, per far credere che il M5S ne abbia avuto di più, ma chi ci crederà? Sanno tutti perfettamente come siano andate le cose e chi sta in quota a chi”.
Un’accortezza che appare inutile visti gli umori dei 5Stelle, che a tutti i livelli appaiono perplessi e con primi segnali di ravvedimento rispetto ad Episcopo. A detta di fonti interne la stessa Barone si mostrerebbe preoccupata rispetto alla piega che sta prendendo il rapporto con la sindaca.
Malcontento e delusione regnano sovrani di fronte all’appiattimento di Episcopo, da loro scelta e difesa, sulle posizioni del Pd. Quello stesso Pd nella cui sede di via Isonzo la sindaca continua a convocare le riunioni del campo largo: accadeva in campagna elettorale ed è accaduto di nuovo ieri sera, per l’ultimo confronto prima della seduta consiliare.
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